Rico, Oscar e la pietra rapita

30 Dic

rico oscar e la pietra rapita

Ecco una nuova, terza avventura di Rico e Oscar, ormai inseparabili, addirittura residenti entrambi nel condominio che i lettori hanno imparato a conoscere, dislocazioni e inquilini. Li abbiamo conosciuti alle prese col ladro ombra e poi con i guai della mamma di Rico nella seconda avventura; li ritroviamo identici e insieme cresciuti. Rico è sempre l’incredibile ragazzino che con lievità parla del suo ritardo nel capire le cose, nell’affrontare il mondo, nell’interagire; però scrive il diario solo saltuariamente ed è in pace con se stesso: ha avuto un buon anno, coronato dal matrimonio della sua mamma col poliziotto Celli. Oscar invece si è trasferito col suo inaffidabile papà, ma tende ancora a mascherarsi ogni volta che qualcosa non va: migliorando però, visto che è passato da un casco a un paio di occhiali fino al cappello peruviano con paraorecchie che non molla nella calda estate berlinese.

Nel palazzo è morto lo scorbutico Orsi che ha lasciato a Rico la sua preziosa collezione di sassi, compresa la pietra vitellina che però è scomparsa, sottratta da una ragazza che vuole rivenderla. Improvvisatisi detective ancora una volta, l’irresistibile duo parte verso il mar Baltico, cane compreso, in treno senza biglietto e poi via, in un crescendo di coincidenze e colpi di scena che coinvolgono buona parte degli inquilini e un nuovo amico, la cui sordità non gli impedisce affatto di farsi complice. Non mancano gli screzi: Rico che si sente messo da parte, Oscar decisamente torvo e deciso a vendicarsi della negligenza paterna. E come sempre il racconto in prima persona di Rico (come le sue definizioni di parole difficili  qua e là lungo il testo) è esilarante, tenero e costellato di punti in cui la realtà è nuda e cruda nella descrizione che solo lui sa fare dal punto di vista candido di chi vede e dice, senza pudori. C’è chi si innamora, chi impara il linguaggio dei segni, chi mette piede per la prima volta in una spiaggia di nudisti, chi si interroga sul senso della vita e sugli affetti.

E chi saluta, come fa Oscar col signor Orsi nelle ultime righe. Semplicemente, portandosi dietro quel che si è vissuto e avviandosi verso nuovi incroci (nuova sfida per un cervello lento). Rico saluta così, in questa sua ultima avventura anche il lettore, che può incamminarsi verso nuove letture portandosi dietro la certezza che a queste pagine, alla saggezza buffa di Rico, alle risate che regala si può sempre tornare per avere un po’ di buona compagnia.

Rico entra tra i classici “buoni e belli” da proporre ai ragazzi e da riprendere in mano ogni tanto. Con lui andiamo verso altri incroci e altre letture, giriamo la pagina dell’anno, conservando nel cuore l’essenziale. Del resto, Rico conclude così:FullSizeRender (2)

Andreas Steinhöfel – ill. Peter Schössow, Rico, Oscar e la Pietra Rapita (trad. di Alessandra Petrelli), Beisler 2014, 307 p., euro 15

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Una Risposta to “Rico, Oscar e la pietra rapita”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Dirk e io | Le letture di Biblioragazzi - martedì, 2 maggio 2017

    […] di apprezzare la facilità di scrittura e l’ironia dell’autore nei libri della serie dedicata a Rico e Oscar, le ritroverà pari pari in questo libro, suddiviso in episodi così da […]

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