Un elefante nella stanza

24 Nov

elefante nella stanzaL’elefante nella stanza è per modo di dire il problema che tutti hanno davanti agli occhi e che nessuno vuole vedere. In questo caso è bello grande, ma nessuno vuole sconvolgere la tranquillità e la buona fama acquisita negli anni del quartiere residenziale di una cittadina di provincia, dove tutti si conoscono, dove la rispettabilità dipende dal lavoro che si svolge e dall’automobile che si possiede, dove sarebbe quasi un delitto non essere più invitati alle feste del quartiere e a prendere il caffè tra  amici. A disturbare l’apparente tranquillità è la tredicenne Masha che trascorre, come sempre, l’estate nel quartiere, a casa dei nonni. Non solo quella cittadine le sembra il luogo più noioso del mondo, ma non ha amici (non ne cerca e non viene cercata) e ad avvicinarsi all’adolescente con le cuffie dell’iPod perennemente nelle orecchie sono due fratelli, Julia e Max, di nove e sette anni. Masha non impiega molto a capire che il padre picchia violentemente i bambini e utilizza una violenza verbale se possibile ancora più forte: ci sono i lividi sui loro corpi, le lacrime, i tremori e gli strani comportamenti di Max, la scena inequivocabile a cui Masha assiste dalla finestra.

Siccome nessuno la ascolta e tutti svicolano da un discorso che sembrano conoscere fin troppo bene, Masha decide di agire e porta i fratelli in una casa abbandonata a margine di un campo di orzo, scoperta all’inizio dell’estate. La casa blu è la sua unica possibilità di salvarli, unita ai tentativi di renderla confortevole, di procurarsi cibo e passatempi, di andare avanti nella sua idea nonostante sappia benissimo di essersi cacciata in un’impresa più grande, che viene da tutti equivocata: i bambini si disperano pensando alle reazioni paterne; i media titolano a caratteri cubitali; la polizia la accusa di rapimento; la nonna si rifiuta di parlarle. Solo il nonno intuisce i desideri di Masha, che cerca – col suo gesto – di combattere non solo l’omertà dei vicini, ma anche la loro ipocrisia, quella che respira ogni volta che la trattano mielosamente per il semplice fatto d’esser orfana di madre. Cresciuta in solitudine, abituata al silenzio del padre, Masha cerca di fare da sé, conscia del fatto che non si può fingere, che non ci si può nascondere.

Susan Kreller, Un elefante nella stanza (trad. di Roberta Magnaghi), Il Castoro 2014, 187 p., euro 15,50

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