Suonare il rock a Teheran

4 Nov

suona re il rock a teheran

Una formula sicuramente interessante quella offerta da questo romanzo dove l’illustrazione ha un peso notevole e dove si mescolano narrazione e informazioni storiche relative in questo caso alla storia dell’Iran, alla rivoluzione del 1979 e alle successive proibizioni che il regime ha messo in atto. Il gruppo dei ragazzi di cui seguiamo le vicende si scontra con i divieti imposti riguardo alla musica: se alle donne è proibito cantare in pubblico come soliste, anche le prove di una band sono sottoposte a rigide regole, sfidate suonando negli scantinati e nei garage, affittati sovente a caro prezzo e di cui il film I gatti persiani ci ha dato un assaggio su grande schermo.

Attraverso le storie dei ragazzi che fanno parte della band viene dato al lettore uno spaccato di quel che si vive in Iran, nello scontro quotidiano con le regole imposte (nell’abbigliamento, nelle forme di comunicazione sottoposte a censura, in quel che si può fare o meno in pubblico) e nel tentativo di aggirarle intelligentemente giocando sul filo del permesso/proibito. Li seguiamo nel confronto con la generazione dei genitori, quella che ha partecipato alla rivoluzione del 1979: chi è rimasto deluso, chi si è trasferito all’estero, chi ha seguito i precetti del regime a costo di rinunciare alla propria passione o alla propria professionalità. La ragazza del gruppo vive la contraddizione di aver vissuto a Parigi e di confrontare la libertà che è possibile avere in un altro Paese dove però si paga la nostalgia verso quella che si considera la propria casa. Al leader, musicista già affermato, viene offerta la possibilità di suonare in Svezia ed è la scoperta di un mondo nuovo e diverso, ma sovente – come chi parte per studiare all’estero – i ragazzi raccontano la difficoltà di partire che fa quasi il pari con la difficoltà del rimanere. Rinunciare al luogo dove sei nato, agli amici, alla vita a Teheran per essere liberi in un altro Paese non può essere una vera forma di libertà.

Il romanzo si spinge fino alle elezioni più recenti e alla vittoria di Rohani, descrivendo i cambiamenti successivi e la sensazione che la vita stia cominciando ad andare in una direzione migliore.

Il romanzo alterna appunto la vicenda narrata a pagine (riconoscibili perché su sfondo a pieno colore e dove si utilizza un font diverso) dove vengono spiegati in modo semplice ed efficace passaggi della storia dell’Iran. La narrazione può invece risultare in qualche passaggio più faticosa perché ripete alcune parti delle vicende dei ragazzi e non è così fluida come potrebbe essere. La formula vincente di questa intreccio tra storia e Storia è data dall’utilizzo delle illustrazioni che, con il loro colore, riempiono le pagine e ne fanno un testo che colpisce già dal punto di vista grafico i giovani lettori.

Il sito dell’illustratore.

Vanna Vannuccini – Benedetta Gentile – ill. Alessandro Baronciani, Suonare il rock a Teheran, Feltrinelli kids 2014, 123 p., euro 13

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: