La volpe e il polledrino

8 Ott

Volpe-e-polledrinoDurante la detenzione nel carcere di Turi per opposizione al fascismo Antonio Gramsci scrive una raccolta di novelle e lettere dedicate ai figli, dal titolo “L’albero del riccio”. L’opera, già edita, negli anni Sessanta, raccoglie favole di animali e briganti, storie di povertà e vita quotidiana, di semplicità e fierezza sullo sfondo di un’isola amatissima, la nativa Sardegna.

Tratto da questa raccolta, la casa editrice Topipittori ha recentemente pubblicato il racconto “La volpe e il polledrino”, con le illustrazioni di Viola Niccolai.

Si tratta di un albo illustrato con un contenuto apparentemente semplice ma inteso e ricco di poesia tale da meritare una veste di unicità, anche grazie alle tavole della giovane (classe 1986) ma molto promettente illustratrice.

Si racconta dell’eterna lotta degli animali per la sopravvivenza, della volpe che cerca di sbranare il puledro appena nato e della cavalla che lo difende, improvvisando una continua ronda intorno al suo piccolo. Talvolta la volpe riesce lo stesso ad avvicinarsi e a mangiare la coda e le orecchie del puledro ancora molli molli ed è per questo, dice l’autore, che alle volte si vedono cavalli così, perlopiù usati come bestie da trasporto da venditori ambulanti. Uno di questi, in particolare, evidentemente molto affezionato al suo animale, affinché i bambini non gli dessero noia, si preoccupava di attaccargli coda e orecchie finte.

Questa è la premessa ma il cuore del libro riguarda la volpe, vera protagonista. Animale pieno di coraggio, non si spaventa davanti a Gramsci bambino e ai suoi amici, ma rimane al suo posto mostrando denti e sguardo fiero, la coda dritta come una bandiera, il pelo fulvo. La volpe non teme neppure i bastoni che le vengono puntati contro, come a mimare armi pronte a colpire; scapperà soltanto all’udire di una vera fucilata, sparata nell’ombra da uno sconosciuto. Andandosene così, perché costretta, lascerà dietro di se un ricordo indelebile. Anni dopo, pagando con il carcere la coerenza delle proprie idee, Gramsci racconterà questa storia ai figli che non avrà più modo di rivedere. Forse perché conosciamo la Storia (quella con la S maiuscola) questo piccolo racconto ci comunica una lieve malinconia. Per la mia bambina è stato invece un modo per entrare a contatto con un animale che non ha mai visto dal vivo, solo di sfuggita, una volta, in montagna.

Il sito dell’illustratrice.

Antonio Gramsci – Viola Niccolai, La volpe e il polledrino, Topipittori 2014, 40 p., euro 18

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