Annalilla

19 Set

Annalilla

L’ultima settimana di scuola e la prima settimana del mondo non sono tanto diverse: sono un’anticipazione di qualcosa che accadrà.

Ecco sta tutto in quella frase lì. Questo libro è lungo una settimana e la settimana, l’ultima di scuola prima delle vacanze, è quella che l’undicenne Annalilla si regala, in un impeto di libertà e di indipendenza che diventa scoperta di cose nuove e di cose passate che ai suoi occhi e alle sue orecchie sono nuove lo stesso. Vero, è l’ultima settimana di scuola, ma di andare in classe Annalilla non ha tempo: i suoi genitori sono via per un corso di ballo e la badante della nonna è fuori gioco grazie a un virus. Ingannando gli uni e l’altra, la ragazzina rimane da sola con la nonna e si trova a prendersi cura di lei e a scorrazzare in bicicletta insieme alla sua grande amica Vualà. La nonna ha la memoria che va e viene, ha bisogno di mangiare cibo adatto ad ore giuste e deve essere sistemata e lavata (usando la stessa tecnica con cui si lava un terranova, suggerisce la Vualà). La nonna ha tanti ricordi, una collezione di vecchi dischi da far suonare su un giradischi (e bisogna imparare come si fa, piatto, puntina e quelle cose lì di un’altra epoca), qualche segreto, tra cui una protesta attuata in modo decisamente originale.

Annalilla ascolta la nonna; ascolta la pioggia, il vento, il sole sulla pelle; ascolta il proprio corpo che cambia, che sospira, che vive, che dice; ascolta Rombo che fa il bullo e poi nasconde la chitarra che adora suonare; ascolta la Vualà e ci ride, ci litiga, ci fa pace. Annalilla cresce.

Questo è un libro denso denso, fatto di tanti piani che penso potranno corrispondere benissimo a lettori ed età di lettura diversi, perché ciascuno ci potrà trovare qualcosa per sé. È un libro che non dice quel che non serve sottolineare (che Vualà ha la pelle più scura e la sua famiglia viene da un altro Paese lo si apprende poco a poco; viene da sè e sta bene così) e intanto mette in fila tante cose accompagnano il lettore rimanendo impigliate nelle sue dita: come quando Annalilla descrive come fa a riconoscerti uno che ti conosce davvero bene o quanto sia difficile prendersi cura di qualcuno (“tenere una nonna è peggio che tenere un animale”) o ancora Vualà che parla di quel che decide lei e dell’innamorarsi. Insieme il romanzo dice che fare festa e riposarsi sono la stessa cosa, m anche che talvolta si sente che non è successo niente e che sta andando bene così. Poi ci sono corse, baci, pensieri, ricerche per la scuola, cibi cucinati e altri andati in fumo, mani rovinate e storie raccontate, ma lo lascio scoprire a voi.

Il sito dell’autore. La playlist ispirata ad Annalilla, o viceversa come dice l’autore.

Matteo Corradini, Annalilla, Rizzoli 2014, 312 p., euro 14, ebook euro 8,49

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