Fuori fuoco

8 Set

fuorifuocoTre persone e una bicicletta camminano per le strade di Udine in un pomeriggio di settembre. Insieme a loro camminano le vicende storiche della città –  i bombardamenti durante la Prima Guerra mondiale, il deposito di munizioni saltato in aria nell’agosto del 1917 su cui cadde il silenzio della censura, le storie dei singoli venute alla luce dai documenti, dai racconti – e la storia di Jolanda, che tra quelle strade avrebbe benissimo potuto camminare e costruire il suo futuro da ostetrica.  Sotto gli specchi del Caffé Caucigh, Jolanda si somma e si mescola a suggestioni, vecchie fotografie, racconti di famiglia, scelte e silenzi.

Oggi, un anno dopo, Jolanda è una storia che potete offrire ai giovani lettori, sulla scorta di quelle che già abbiamo presentato e che – in questo anno – riprendono le vicende del periodo della Grande Guerra. Qui si racconta di una tredicenne  che apprende dello scoppio della guerra, nell’estate del 1914, in Austria, dove con i genitori e i fratelli si è trasferita per lavorare. La prima conseguenza è il tornare indietro, in Friuli, dove è nata e cresciuta, perché gli italiani in Austria non sono più graditi; poi un fratello si arruola, il padre è reclutato per i cantieri militari e anche il secondo fratello parte di nascosto per raggiungere il genio militare. A casa rimangono le donne, quelle che – dice la mamma – perdono la guerra, mentre gli uomini la fanno. Rimangono Jolanda, la mamma, la sorellina Mafalda e un’asinella. Rimangono le donne che lavorano alla filanda, le ragazze che portano le uova e la verdura al mercato di Udine, le cartoline che arrivano dal fronte e le fotografie di famiglia fatte un attimo prima della partenza e della separazione.

Così questo romanzo racconta della guerra vista dagli occhi delle donne, con le assurdità, i soprusi, la ricerca di una possibile quotidianità, la disfatta di Caporetto e le sue conseguenze sulla popolazione e non solo sui soldati. Racconta di come il colore dei capelli – quel biondo quasi bianco che Jolanda condivide con la mamma – e il fatto che la mamma sia originaria di Grado, allora in mano austriaca, portino guai: la madre infatti finisce in internamento a Firenze e Jole parte, con sorella e asina, verso Udine come le è stato detto. Sarà Adele, anziana ostetrica cieca ad accoglierle e a ricostruire per loro la storia della famiglia materna di cui non hanno mai sentito parola, accompagnandole alla ricerca della nonna ancora viva. Il percorso delle quattro donne si intreccia con gli sfollati che cercano di passare il Tagliamento, con gli ultimi mesi di guerra, con il ritorno al paese e il tentativo di riprendere il filo della vita.

Jolanda ha tredici anni. Tredici sono anche le immagini che accompagnano il testo. Tredici fotografie caratterizzate da un particolare fuori fuoco; tredici immagini fatte per immaginare, visto che non le vediamo, ma ce ne viene offerta la descrizione, lasciando al lettore la possibilità di pensarle e guardarle come se uscissero da una scatola di ricordi. Foto di famiglia, foto di emigranti, angoli di città, passeggeri in stazione, la ritirata, vedute aeree, campagne silenziose: ciascuna raccoglie e racconta in realtà molteplici storie.

Il sito dell’autrice. Questa è la musica che accompagna Jolanda lungo tutte le pagine (il suono del friulano qui con la musica dei Mitili FLK).

Se volete una narrazione della Grande Guerra con una grafica notevole e la possibilità di interagire con cinque personaggi diversi e di aprire finestre con spiegazioni storiche, immagini d’epoca e approfondimenti, potete giocare a Valiant Hearts, basilare se considerate il versante gaming, ma di sicura resa invece per illustrare fatti storici (Steam, Uplay, PlayStation Network, Xbox Live, da poco anche in app).

Chiara Carminati, Fuori fuoco, Bompiani 2014, 204 p., euro 12, ebook euro 7,49

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