Nome in codice Verity

7 Lug

verityJulia Beaufort-Stuart è una scozzese che fa parte dell’Esecutivo Operazioni Speciali perché sa parlare inglese e tedesco ed è brava ad inventare storie. Nella sala radio in cui Maddie la vede per la prima volta è impeccabile: uno chignon attorcigliato con cura cinque centimetri sopra il colletto dell’uniforme e nulla fuori posto; tutta la nobiltà dei suoi natali concentrata nella parte che sta per affrontare. Quando invece la incontra il lettore è rinchiusa in un castello francese requisito dalla Gestapo, indossa la sua sola biancheria, ha le caviglie legate alla sedia e un soldato le spegne la sigaretta sul collo se non scrive abbastanza velocemente.

Julia scrive rapporti per la Gestapo, inventa i codici che non conosce, cerca di depistare il nemico e di resistere pur conoscendo la propria condizione di prigioniera Nacht und Nebel. Racconta il suo addestramento nei servizi segreti inglesi e il suo essere arrivata in Francia dal punto di vista di Maddie, l’amica pilota che l’ha trasportata fino al suolo francese. Scrive sulla carta di un albergo di lusso, su un ricettario confiscato a un medico ebreo, su spartiti musicali che cerca di non rovinare in modo che qualcuno un giorno possa ancora suonarli. Scrive a fianco della traduttrice tedesca che deve e rendere comprensibili agli ufficiali nazisti i suoi rapporti; scrive mescolando i suoi ricordi di infanzia e di amicizia con la quotidianità della guerra e l’orrore del luogo in cui è rinchiusa. Scrive di come l’aereo di Maddie sia stato colpito e di come loro due si fossero inavvertitamente scambiate i documenti falsi che portavano addosso. Scrive di come sia stata catturata per aver guardato dal lato sbagliato attraversando la strada e di come cerchi di resistere nonostante tutto. Poi il punto di vista cambia: è Maddie a parlare, nascosta tra le fila dei resistenti francesi, nel tentativo estremo di ritrovare l’amica fino ad un tragico epilogo.

L’autrice di questo libro è pilota e molte parti tecniche riguardano non solo gli aerei, ma anche l’organizzazione militare inglese durante la Seconda Guerra Mondiale. Eppure il racconto oltrepassa ogni tecnicismo legando il lettore alle protagoniste con la stessa forza con cui i soldati di turno legano le caviglie di Verity, in un crescendo di rivelazioni, di tensioni, di tentativi di speranza e barlumi di luce. Un testo su cosa significhi scrivere, raccontare la propria storia da un altro punto di vista, cucire brandelli di verità e nascondere altri e insieme un testo sul ruolo delle donne nell’aviazione, nello spionaggio. Ma è anche un testo dove si citano tanti romanzi e tante letture, da Kim a Sara Crewe a Peter Pan, da Kipling a Orwell. C’è l’orrore di una prigione nazista, i prigionieri torturati, la ghigliottina sulla pubblica piazza: l’orrore appunto precipitato al centro di un paesino francese, accanto a chi sceglie di resistere, di nascondere le persone in pericolo, di fingere la connivenza con gli occupanti per salvare più vite possibile. Davvero un ritratto crudo, reale e avvincente nel suo portare il lettore esattamente nei panni delle due protagoniste, quasi si potesse essere lì a consumare mozziconi di matita, sentirsi i pidocchi in testa e i lividi in corpo, la paura che corre addosso ma anche la bellezza: del volo, della libertà, dell’adrenalinico tentativo di riconoscere sempre e ovunque coloro a cui si è legati.

Peccato soltanto per i molti refusi qua e là tra le pagine.

A proposito di ragazze inglesi del SOE paracadutate in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale, potete guardare due film molto interessanti: Charlotte Gray (2001) e Femal Agents (2008).

Il sito dell’autrice. Il booktrailer del libro realizzato da Sofia Rivolta che ha vinto l’edizione “Ciak si legge!” 2014 legato al festival Mare di Libri.

Elizabeth Wein, Nome in codice Verity. La verità nasconde moti segreti (trad. di Giulia Bertoldo), Rizzoli 2014, 463 p., euro 14,90

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Una Risposta to “Nome in codice Verity”

  1. GiGi domenica, 27 luglio 2014 a 10:34 #

    Sono contenta che questo romanzo sia uscito in italiano, qualche tempo ho sentito la scrittrice Linda Newbery (“Un amico segreto in giardino”, “Quella casa sulla collina”), consigliarlo vivamente: lo leggerò sicuramente!

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