Vincent il matto

27 Mag

aguiarParla in qualche modo di Prima Guerra Mondiale anche questo romanzo dedicato ai ragazzi più grandi (per una scrittura bella e complessa in alcuni tratti destinato probabilmente ai lettori da tredici anni in su) a proposito di Vincent Van Gogh.

Il romanzo è narrato per la voce di Camille Roulin, più volte ritratto dal pittore nei suoi quadri così come gli altri mebri della sua famiglia: è proprio Camille il Gamin au képi del quadro che oggi si trova al museo d’arte di São Paulo. E il pretesto è una lettera che lui scrive alla sorella alla vigilia della sua partenza per il fronte, nel 1914, ricordando i mesi tra il 1888 e il 1889, quando undicenne conobbe Van Gogh che si era trasferito ad Arles. Il padre di Camille prese a frequentare il pittore, fino a riuscire a fargli frequentare la sua casa – vinte le ritrosie della moglie a causa delle maldicenze sullo straniero giunto in città – e anche Camille ebbe più occasioni di parlare col pittore e di osservarlo, specie quando veniva mandato a consegnarli dei pacchi o delle lettere.

Scorre così sulla carta la difficoltà di Van Gogh nell’ambientarsi, nel trovare credito presso la gente che incrocia per strada ogni giorno, ma anche il suo carattere solitario, gli insuccessi, la vicenda di Gauguin. Un ritratto prossimo, che guarda da vicino, che cerca di intuire i pensieri, gli stati d’animo, le reazioni del pittore a un quadro familiare come quello dei Rollin, che descrive il farsi su tela di molti quadri per noi celeberrimi che proprio in queste pagine si vedono abbozzati, cancellati, corretti: laddove inizialmente c’erano tre figure ne è rimasta una, e che dire nel ripetersi della coppia abbracciata che torna di tela in tela e della storia che Camille cuce per loro?

È il racconto di un fratello all’adorata sorella nataproprio in quei mesi, la consegna di una memoria preziosa alla vigilia della guerra, il tentativo di rievocare ancora una volta il giallo che per Camille, proprio come Van Gogh gli aveva suscitato, significa così tanto, insieme alla vita, ai girasoli, alle stelle.

Un romanzo riuscito che descrive non solo Van Gogh, ma anche la vita di una famiglia nel Sud della Francia a fine Ottocento. Con una sola pecca: perché intitolarlo proprio “Vincent il matto” dando voce al modo in cui Van Gogh veniva spregiatamente indicato per strada e nei caffé quando il titolo originale suonava come “Sogni in giallo. Il ragazzo che non dimenticò Van Gogh”?

Con appendice finale sulla vita di Van Gogh e sui quadri citati lungo il romanzo. La copertina è di Gianluca Biscalchin. Il sito dell’autore.

Luiz Antonio Aguiar, Vincent il matto. Quell’anno con Van Gogh (trad. di Nadia Ischia e Diogo Rodriguez), Giunti 2014, 125 p., euro 12

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Una Risposta to “Vincent il matto”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Vincent | Le letture di Biblioragazzi - lunedì, 29 settembre 2014

    […] mese fa abbiamo recensito un romanzo che racconta del periodo di Van Gogh ad Arles attraverso gli occhi del giovane Camille Rollin. […]

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