La mia vita è un film

9 Mag

la_mia_vita_filmDopo La mia vita è un romanzo ecco nuovamente Derek alle prese con una nuova avventura. Ci sono la sua famiglia, gli amici che già conosciamo, le sue difficoltà nella lettura e l’abitudine a disegnare le parole che gli sono più ostiche, che ritroviamo qui – proprio come nel precedente romanzo – ai margini del testo. Qualche novità c’è: Derek non ha solo più un cane come animale domestico, ma è anche affidatario di un cebo destinato ad essere addestrato per aiutare persone con disabilità ed è diventato davvero bravo sullo skate.

Proprio mentre fa parkour nel parco dell’università, arrampicandosi sui muri e saltando da una parte all’altra in compagnia del suo migliore amico, viene notato da uno stuntman in cerca di un ragazzino che faccia le controfigure per un film. Derek pare perfetto per la parte, Tony ha le referenze migliori, il contratto è sul tavolo. Ma i genitori di Derek daranno il loro permesso solo se il figlio firmerà anche un altro contratto interno alla loro famiglia in cui si impegna a cambiare un pannolino al giorno al cebo, leggere un libro al mese e divertirsi durante tutte le riprese.

Vivere l’avventura di un set cinematografico e scoprire di essere la controfigura della star adolescente del momento è qualcosa di elettrizzante, ma non sotto tutti i punti di vista. Non se il tuo miglio amico improvvisamente non ti parla, non ti cerca, anzi pubblica su youtube un video dove prende in giro le tue evidenti difficoltà nel leggere; non se rischi di perdere l’affidamento del tuo cebo per distrazione e devi anche salvarlo da un rapimento; non se si scopre che stai facendo la controfigura di una femmina.

Delicato e ironico ritratto di adolescente alle prese coi cambiamenti, coi bulli della scuola, con la violenza di vederti preso in giro pubblicamente sui social network, con la necessità di dare ordine di importanza a quel che davvero importa. La regola d’oro del parkour vale anche per il quotidiano di Derek: “cercare il modo di superare un ostacolo il più efficacemente possibile”.

Il sito dell’autrice. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

P.S.: bibliotecari, non prendetevela; è vero: Derek dice che, per ottenere il permesso di girare il film, potrebbe addirittura arrivare a promettere non di leggere un libro al mese, ma di fare il bibliotecario da grande… però poi il libro che ha preso in biblioteca lo legge e lo trova anche interessante. Glielo ha consigliato una sua compagna di classe ritenendolo adatto a lui e a noi verrebbe voglia di conoscerne il titolo.

Janet Tashjian – illustrazioni di Jake Tashjian, La mia vita è un film (trad. di Simona Brogli), laNuovafrontiera junior 2014, 254 p., euro 15

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