L’estate di Giacomo

3 Apr

randazzo_estateGiacomo Capita che alcune storie siano particolarmente tue perché come lettore ti imbatti, tra le pagine, in  figure, argomenti e momenti storici particolarmente cari, vicini nella geografia dei luoghi o dei  sentimenti, facilmente avvicinabili quando non sovrapponibili a qualcosa che ben conosci. Per me  questo libro è stato così: pagine che sanno di conosciuto, perché raccontano di una Resistenza giocata  lungo i sentieri di montagna (qui quelli della zona di Feltre a sovrapporsi alle mie vallate cuneesi), di un  paese bruciato dai tedeschi (qui Aune, per me così simile a Boves incendiata) e perché il protagonista è  uno dei tanti “bambini affittati”, raccontati qualche anno fa in un libro di Aldo Molinengo e in un documentario di Giorgio Diritti.

Giacomo ha undici anni, ha terminato la quinta elementare e l’inizio della sua estate coincide con il salire in alto, per tre mesi, insieme a quattro capre e un cane, alla malga dove il casaro Bepi lo aspetta insieme a un giovane pastore, ad Alpina che si occupa del cibo e a vacche da latte, manze, muli, capre, maiali. Il compito di Giacomo è quello di portare ogni giorno le capre al pascolo e di addestrare Tuono, il suo cane, a fare il suo mestiere di guardiano. Ma salire in quota gli permette anche di esplorare, di avventurarsi, di scoprire angoli nascosti e rifugi da condividere con l’amica Rachele e di incontrare quasi per caso il mondo dei partigiani: un plico di volantini trovati mentre fa capriole nella paglia gli fa capire che la casèra abbandonata è in realtà luogo di scambi.

Giacomo vive in una dimensione sospesa a metà, tra i partigiani che presto stabiliscono un comando proprio nelle casère e si avvalgono di lui per piccoli servizi e il paese dove è rimasta a vivere la sua famiglia e dove i tedeschi minacciano e bruciano. Ma anche a metà tra i segreti di Alpina e le scelte dei ragazzi che salgono in montagna; tra i sospetti di dividere il tetto con una spia e la paura di aver colpa in una rappresaglia. A metà tra l’infanzia e il farsi grande; a metà tra il desiderio di vivere tutto come un’avventura di Zambo e la consapevolezza di come tutti siano in quel momento in pericolo, in bilico.

La narrazione non conduce il lettore alla fine della guerra e nemmeno a una conclusione vera; lascia i protagonisti impegnati in un gioco, con innocenti e non banali domande che sanno di futuro e ci permette di cucir loro addosso un seguito per i giorni, i mesi successivi sulla scorta delle note storiche che tutti sappiamo. A Giacomo ed Alpina, ai ragazzi che hanno fatto la scelta della Resistenza così come a chi è sfollato lontano dal pericolo immediato possiamo dare un futuro o semplicemente pensarli alla luce di un’estate breve che cambia tutto.

Non sarebbe stato male avere un glossario finale per quelle parole che giustamente sono riportate secondo la parlata locale, ma che non a tutti i lettori possono essere comprensibili.

Luca Randazzo, L’estate di Giacomo. La guerra e un partigiano di undici anni, Rizzoli 2014, 145 p., euro 10,50

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2 Risposte to “L’estate di Giacomo”

  1. Patrizia Fruet domenica, 5 aprile 2015 a 17:17 #

    Quanti Giacomo sulle montagne trentine, fino a non molti anni fa! E i partigiani come nei Piccoli maestri. di Meneghello. La Resistenza narrata ai ragazzi di oggi.

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  1. La Resistenza raccontata ai ragazzi | BiblioMediaBlog - lunedì, 25 aprile 2016

    […] ripreso e modificato da Le Letture di Biblioragazzi (L’estate di Giacomo, Fuochi d’artificio,  Una mattina mi son svegliato), alcuni diritti […]

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