Una sottile linea rosa

28 Mar


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La linea del titolo non è una linea qualsiasi, nemmeno la linea di uno dei traguardi che la sportivissima sedicenne protagonista taglia in tempi straordinari in gara, ma semplicemente quella del test di gravidanza che Perla guarda, rinchiusa nel bagno della casa al mare delle sua amica di sempre. Perché Perla è incinta e ha subito a che fare con un’amica offesa per non saper nulla, curiosa (come dove quando?) e che sbotta in un assai sincero “Cazzo, Perla,  siamo cinture nere di educazione sessuale. È dalla seconda elementare che ci parlano di accoppiamenti tra umani e tu non arrivi nemmeno alla regola di base del preservativo? Dovevi proprio essere fuori di testa!”.

Perla era fuori di testa perché non le pareva vero che Cesare, uno dei ragazzi più popolari della scuola per cui lei ha una cotta fin da bambina, la degnasse di sguardi e presenza. Complice l’alcol a cui non è abituata e a cui cede per non sfigurare, Perla commette l’errore “di aprire le gambe con uno con cui avevo parlato troppo poco”. Si trova così ad affrontare gli altri: l’amica, Cesare, gli adulti di cui viene dato un ventaglio di reazioni e di modi di pensare diversi. Soprattutto ad affrontarlo dal suo punto di vista, rendendosi conto di aver condiviso il divertimento di un momento e nulla più, guardando chi la circonda e facendo le debite differenze ad esempio tra sua madre e la mdre di Arianna, sapendo che la decisione sarà solo sua, ma quale?

Questo è un libro sincero, che ha abbattuto per una volta tutti i miei pregiudizi sui libri a tema. Perché ha la capacità di non giudicare, di non prendere posizione e soprattutto di non fare moralismi o lezioncine, come spesso accade quando i romanzi affrontano un tema importante. Anzi, non fa proprio nulla di tutto questo. Fa quello che una buona storia deve fare: racconta. E per di più col linguaggio giusto, mai stonato, mai scimmiottato. Magari, se potete, evitatevi la cartella stampa che inanella percentuali di ragazze madri in Italia tra 14 e 19 anni, di padri assenti, di background familiari difficili e i successi del docu-reality “16 anni incinta”, del film”Juno” e del telefilm “Vita segreta di una teenager americana”. Ecco, “Juno” guardatelo perché merita, perché è un bel film, ma – fuori da questa logica molto lista di discussione NPL “a problema, libro” – leggete questo romanzo semplicemente come una buona storia. Che parla anche di un’adolescente incinta perché capita, perché è la vita. E la dice bene, molto bene, questa vita.

Annalisa Strada, Una sottile linea rosa, Giunti 2014, 160 p., euro 8,90 

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