Altri due titoli della collana Sottosopra, dove EDT Giralangolo ha scelto di raccogliere storie che vanno contro gli stereotipi di genere. In questo caso gli stereotipi delle cose da maschio e quelle da femmine: il mestiere da fare da grande e i giocattoli.
Tito Lupotti è assolutamente convinto: avrà un negozio di fiori, pieno di margherite e tulipani, con grande disperazione del padre, che lo vorrebbe cacciatore come tutti i maschi della famiglia da ormai cinquanta generazioni. Il piccolo lupo spiega che non è questione di gusti, scelte vegetariane o simili: a lui la carne piace, ma vuole comprarsela coi soldi guadagnati lavorando come fioraio; a non piacergli è la crudeltà della caccia. Il padre cerca di giocare d’anticipo e convincere il suo ragazzo prima portandolo con sé a caccia, poi illustrandogli i pericoli del mestiere su cui si è fissato, infine preparandogli un mix di profumi per disgustarlo e nausearlo. Ma Tito ha la battuta pronta, le idee chiare, un’ottima capacità di difesa delle proprie idee e persino un nuovo mestiere da intraprendere.
Il signor Lupotti guarda al futuro del figlio pensando a se stesso: un erede fioraio l’avrebbe fatto morire di vergogna e dispiacere, proprio come il papà di Alberto si chiede perché il figlio debba avere una bambola per giocare, se già possiede un trenino, un pallone da basket e un meccano. Sarà la nonna a consolare Alberto dalle prese in giro dei compagni e a regalargli l’agognata bambola, spiegando al padre che semplicemente Alberto sta giocando al papà…
Il sito di Martine Bourre. Il sito di Charlotte Zolotow.
Marie-Odile Judes – Martine Bourre, Tito Lupotti (trad. di Luisella Arzani), EDT Giralangolo 2014, 36 p., euro 12
Charlotte Zolotow – Clothilde Delacroix, Una bambola per Alberto (trad. di Isabella Maria), EDT Giralangolo 2014, 20 p., euro 12
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