Il topo sognatore

21 Gen

quadernoq_2Lo scorso autunno ho percorso un sentiero che non facevo da molti anni: sale tra i boschi della Valle Grana, si lascia alle spalle Pradleves e la borgata Cialancia e arriva a Cauri. Ricordavo le case grandi della borgata, i muri colorati, gli affreschi coloratissimi della chiesa, con le figure grandi come Giors Boneto ha disseminato nelle valli cuneesi e insieme l’abbandono di questo luogo, dove nessuno vive più dall’inizio degli anni Sessanta. Oggi Cauri praticamente non c’è più: è una rovina.

cauri

Da qualche tempo – complice Cauri, ma anche Paraloup, borgata della Valle Stura per anni abbandonata dove nacque la prima borgata partigiana, oggi recuperata grazie al lavoro della fondazione Nuto Revelli – le mie letture vagano tra spaesamenti e luoghi che hanno conosciuto l’abbandono. Antonella Tarpino, Vito Teti, Franco Arminio.

Che sorpresa bella, dunque, ritrovare le parole di Arminio in un quaderno quadrone dedicato agli animali a cui dà voce perché raccontino il loro sguardo sul mondo, il loro sguardo sui paesi abbandonati, le abitudini di un tempo, quando i bambini giocavano con le rane, le galline razzolavano per strada, gli asini lavoravano accanto all’uomo. E insieme facciano pensare ai luoghi dove tutto ciò avviene ancora, in una dimensione più raccolta, quella dei paesi piccoli dove vivono persone come Arminio o come Simone Massi che regala agli animali tratti che suggeriscono una tridimensionalità da toccare (il muso della mucca, la barba della pecora, il rosso delle ciliegia da cui – ci si accorge in un secondo tempo – fa capolino un verme). E insieme alla voce degli animali alcune speranze: quella della mucca che sogna di far la transumanza, della mosca che spera che la si accompagni a volar fuori casa e non la si insegua per ammazzarla.

Per ascoltare la voce degli animali, per immaginare cosa dicono quelli che sono intorno, per riflettere su certe dimensioni di vita, per partire a piedi e camminare su sentieri secondari, immaginando quel che è stato e quel che potrà essere.

Il blog dell’autore. Il sito dell’illustratore. Rrose Sélavy è qui.

Franco Arminio – ill. Simone Massi, Il topo sognatore, Rrose Sélavie 2013, 32 p., euro 12

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2 Risposte to “Il topo sognatore”

  1. Emanuela Bussolati martedì, 21 gennaio 2014 a 10:02 #

    Cara Caterina, che bel post! Ho cominciato ad amare quei posti grazie a voi, narratrici di storie e dei dintorni di Cuneo. E quanto desidero che ci si accorga di nuovo di quanta bellezza si stia buttando via! E non sostengo certo un recupero da cartolina ma il recupero del rapporto con la terra e gli animali, che è cura e conoscenza. Senza questo, sottraiamo esperienza viva, affettiva, multisensoriale, ai bambini. Grazie

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il maestro | Le letture di Biblioragazzi - sabato, 27 maggio 2017

    […] Qui ci sono i volti degli uomini e i musi degli animali, così come gli animali c’erano in Il topo sognatore di Franco Arminio. In quell’albo essi dicevano meglio di ogni parola la solitudine dei paesi […]

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