Magarìa (e anche un po’ Culodritto)

3 Gen

Più riguardo a MagarìaQuesto libro arriva ora in un post perché era sparito. Nella singola area di una stanza, impresa non impossibile quando i volumi sono tanti e prendono sistemazioni strambe per assonanza, argomento, formato. Ed era pure la copia della biblioteca, ma di saltar fuori proprio non ne voleva sapere. Ora che è rispuntato fila dritto in compagnia di un altro appena ricevuto per le feste a cui lo accomuna un particolare non da poco e anche Più riguardo a Culodritto e altre canzonispiacevole: sia su questo Magarìa che sul secondo Culodritto manca il nome dell’illustratore in copertina. Il primo è un racconto a tre finali di Andrea Camilleri pubblicato sulle pagine de L’Unità nell’agosto 2005; il secondo è una raccolta di sette canzoni di Francesco Guccini, scelte tra il 1967 e il 2012 e introdotte dall’autore stesso. Convinto dell’importanza dei nomi degli autori a garanzia di valido acquisto, l’editore li ha sistemati ben grandi in copertina, dimenticando quel che agli occhi di chi un poco ne ha familiarità subito si nota: quei tratti e quei colori sono senza dubbio di Giulia Orecchia e Alessandro Sanna, che – con i loro inconfondibili stili – danno corpo alle parole e valore ulteriore al testo riportato, specie nel secondo caso.

Tornando a Margarìa non era sparito davvero, ma semplicemente sparito alla vista, nascosto da due grossi tomi di racconti provenzali, finito lì in mezzo per – appunto – assonanza: perché Camilleri, anche in questo breve racconto di un nonno e di una bambina che racconta il sogno e pronuncia le parole magiche che possono provocarne la sparizione, non rinuncia all’uso di vocaboli e sintassi prettamente siciliane, regalando così al lettore suoni come taliata, mammalucchigne, ammucciare, picciliddro.

E sarebbe bello davvero se questo racconto prendesse suono, se venisse letto ad alta voce rispettando la pronuncia, la modulazione della voce, i pieni della lingua in cui è stato pensato che aiutano a dar forma ai significati. Non a caso appunto stava in compagnia di una pila di testi dove il racconto prende vita anche per i suoni delle parole che lo compongono, per certe sfumature intraducibili in italiano o in francese, e così la taliata stava accanto al beicare e la picciliddra a fianco alla dindiero.

Il resto della magia la fanno i colori, forti quelli di Giulia Orecchia come se tutte le pagine fossero inondate dal sole della Sicilia, dal brillio del mare, dal terso del cielo, dalla luce che entra e si fa spazi di gioia.

Andrea Camilleri – ill. Giulia Orecchia, Margarìa, Mondadori 2013, 102 p., euro 15

e anche un po’ Francesco Guccini – ill. Alessandro Sanna, Culodritto e altre canzoni, Mondadori 2013, 60 p., euro 9,90

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