La prima volta che sono nata

19 Nov

cuvellier

La prima volta che ho sfogliato questo libro ero seduta per terra, a Montreuil, e la gente girava intorno e disegnava ombre sulle pagine, passando. La prima volta che ho letto questo libro ho pensato che la frase che mi piaceva di più tra tutte quelle che contiene era “la prima volta che ho sentito della musica, non era la prima volta”, però ce n’erano tante altre che non erano male. La prima volta che ho regalato questo libro era ancora la versione francese; l’ho dato alla mia mamma e poi mi sono chiesta se leggendo la prima parte lei avesse pensato a me o a lei stessa bambina: perché questo è un monologo tondo di una bambina che racconta di sé attraverso le prime volte (il primo strillo, la scoperta dello specchio che “risponde”, gli amici, i litigi, il dolore della perdita, la consolazione, il treno, il reggiseno, i primi tredici anni, il primo bacio, la prima rottura, il primo cibo bruciacchiato, …) e che a furia di prime volte cresce e il lettore scopre che sta raccontando alla bambina che le è nata tutto quanto per dirle che, insieme a lei, è rinata una seconda volta.

La prima volta che ho chiuso questo libro ho pensato che era dolce, profondo, non stucchevole come può capitare quando si fa un libro del genere (e probabilmente ciò accade perché questo suona spontaneo e a tratti geniale, e non sa di costruito come succede in altri casi), che mi faceva gioia con quella punta di malinconia delle cose belle che non sono di tutti. La prima volta che ho finito questo libro ho pensato “chissà quando lo traducono in italiano” e finalmente adesso c’è, libro da leggere insieme per sorridere, da soli per commuoversi, da adottare in un progetto come Nati per Leggere e non solo.

La prima volta che ho visto il mare – sicuramente – “lui ha detto: Che grande che è, che bella che è, che occhi blu che ha”. 😉

Il blog di Cuvellier. Il sito di Dutertre. Questo libro è anche stato messo in musica: ne potete ascoltare un estratto, naturalmente nella versione originale, letto e cantato.

Vincent Cuvellier – Charles Dutertre, La prima volta che sono nata (traduzione di Paola Balzarro, a cura di Teresa Porcella), Sinnos 2013, 104 p., euro 13

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2 Risposte to “La prima volta che sono nata”

  1. Sonia lunedì, 2 dicembre 2013 a 15:13 #

    Prenoto la prima copia del tuo libro, autografata. Ma quando lo sciverai, Cate?

  2. Patrizia Fruet martedì, 8 luglio 2014 a 13:21 #

    Caterina, è vero il libro è molto bello e profondo, ma il tuo commento non è da meno…

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