Perchè Ciajkovskij si nascose sotto il divano

25 Ott

Vi abbiamo già parlato di questo simpatico violoncellista che ha iniziato scrivere libri di divulgazione musicale per ragazzi. Dice Isserlis che è stato spinto a scrivere questo secondo volume  (il primo era quello dello stufato ricordate?) dalle insistenze delle persone che gli chiedevano quando sarebbe uscito il prossimo libro. Se lo avessi incontrato mi sarei unita al coro delle richieste. Come tanti penso di non brillare per l’educazione musicale ricevuta e apprezzo queste iniziative di iniziazione all’ascolto musicale “for dummies.”

La struttura del volume è quella già rodata: scelta di  sei compositori (questa volta sono Händel, Haydn, Schubert, Ciajkovskij, Dvořák e Fauré), loro biografia anticonvenzionale, ulteriori episodi biografici e guida all’ascolto. Un manuale di musica quindi? Beh siete lontanissimi dal vero se la pensate così. Già dal titolo si capisce che l’intento di Isserlis non è quello di mettersi in cattedra e pedagogicamente spiegare i venerabili della musica, ma metterli in chiave umana, parlando dei loro vizi, virtù e stranezze. E intanto infilare nella narrazione, sciolta e divertente ma senza quei fastidiosi ammiccamenti bambineschi tipici di chi non sa veramente parlare ai ragazzi, la voglia di ascoltare e quelle nozioni che poi ti rimangono in testa. Io, per esempio, mi sono giocata la mia carta ieri a cena dicendo che il primo tentativo di Dvořák di fare eseguire la sua musica in pubblico fu un disastro perché il poverino non sapeva che le trombe non suonano le note come sono scritte nella loro parte tra lo stupore dei musicisti che mi girano in casa che mi hanno detto: “e tu come lo sai?” (grazie Isserlis per questa vittoria!)
Apprezzo anche la scelta di includere in questo volume tra grandi nomi noti a tutti (anche ai super dummies come me) il nome di Fauré che non è una scelta così scontata, sarà perché quell’aneddoto sul piatto di spinaci meritava proprio di essere raccontato? 🙂

Steven Isserlis, Perchè Ciajkovskij si nascose sotto il divano (Trad. di Cecilia Rivers), Curci Young 2013, 333 p., euro 13,90

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4 Risposte to “Perchè Ciajkovskij si nascose sotto il divano”

  1. marcogoldin venerdì, 25 ottobre 2013 a 15:40 #

    perché le trombe (i fiati tutti, sax, corni, etc) sono uno strumento traspositore! Vai a spiegarlo ai jazzisti quando ti dicono: la facciamo in sol? Sì ma il tuo o il mio? ^__^

    Ma dai, ci è cascato anche Dvorak, scusa ma questa me la giocherò anch’io alla prossima cena.

  2. saverio simonelli lunedì, 28 ottobre 2013 a 17:42 #

    Idea sempre stuzzicante. Ottimo lavoro

  3. chichi venerdì, 1 novembre 2013 a 17:59 #

    Grazie per aver messo anche il mio nome (sono la traduttrice, e spero che in parte sia anche mio il merito di aver evitato i bamboleggiamenti inutili per i ragazzini). Ciao!

  4. Valeria Baudo venerdì, 1 novembre 2013 a 19:25 #

    Grazie a te per avere evitato i bamboleggiamenti 🙂 Un libro è un lavoro collettivo e da sempre in questo blog cerchiamo di dare rilievo a tutte le persone che collaborano alla sua buona riuscita

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