Una mattina mi son svegliato

9 Set

Più riguardo a Una mattina mi son svegliato. 5 storie dell'8 settembre 1943

La sera dell’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio, allora capo del governo italiano, leggeva ai microfoni dell’Eiar il comunicato che informava gli italiani dell’armistizio firmato con gli Alleati. Il libro che presentiamo oggi disegna – grazie alle illustrazioni accompagnate da brevi testi essenziali, in un formato quindi appetibile per i giovani lettori “visivi” – cinque strade diverse che quella firma e quel momento storico segnarono. La chiave è quella di ripercorrere cinque vicende simboliche a ricordo delle scelte personali che furono possibili o di quelle subite che troncarono vite e speranze; una scelta non scontata che – come in una vetrina delle possibilità – non tralascia episodi dolorosi e personaggi scomodi. Vengono registrate infatti le storie di Lotte Fröhlich, una delle donne ebree uccise a Meina nella prima strage di ebrei in Italia, e quella di Franco Passarella che, appena entrato a far parte di una banda partigiana della Val Trompia, venne fucilato da chi aveva scelto la sua stessa parte perché creduto a torto una spia. Ma anche la storia di Giorgio Albertazzi che aderì alla Repubblica di Salò e che, nel 1946, godette dell’amnistia al reato di collaborazionismo.

Accanto due storie più note e simboliche: quella di Primo Levi e quella di Nuto Revelli, colte però con sfumature non comuni. Di Levi infatti, accanto all’esperienza nei lager, viene ricordato il periodo partigiano (compreso l’episodio controverso tornato di recente agli onori della cronaca dopo la pubblicazione di “Partigia” di Sergio Luzzatto) insieme a Vanda Maestro, Luciana Nissim e Franco Sacerdoti, accomunati dalla deportazione a cui solo due dei quattro amici soprassero. Di Revelli invece si racconta in conclusione di capitolo il ritorno nella Cuneo liberata, scendendo dalle valli con i compagni resistenti. Un ritorno che per il giovane partigiano significa chiudere la finestra sulla festa immensa che la città celebra, nel dolore privato del padre, a letto dopo esser stato colpito dal fuoco tedesco mentre cercava il figlio tra le strade cittadine.

Il titolo del libro è un verso di “Bella ciao”, la conclusione riporta le strofe di “Pietà l’è morta” che lo stesso Revelli compose durante il periodo di Resistenza, insieme

Paraloup_luglio13

ad altri celebri canti (come “la Badoglieide”) nati nelle baite dove trovarono rifugio i primi partigiani. Proprio Borgata Paraloup, in valle Stura (Cuneo),  dove nacque la prima banda partigiana in Italia, è da qualche mese una borgata completamente ristrutturata che accoglie un museo del racconto, una biblioteca-sala convegni, un punto accoglienza per fare memoria con attenzione alla storia, all’architettura e alla sostenibilità. Per saperne di più, il sito; il progetto è a cura della Fondazione Nuto Revelli onlus.

Il sito di Andrea Ventura. Il capitolo dedicato a Lotte Fröhlich e Mario Mazzucchelli sul sito del New York Times. Quel che ne pensa Massimo Novelli, su Repubblica.it.

Andrea Ventura – Mimmo Franzinelli, Una mattina mi son svegliato. Cinque storie dell’8 settembre 1943, Utet 2013, 123 p., euro 16, ebook euro 7,99

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2 Risposte to “Una mattina mi son svegliato”

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  1. Giulia | Le letture di Biblioragazzi - mercoledì, 4 novembre 2015

    […] Andrea Ventura avevamo apprezzato Una mattina mi son svegliato, dove le sue immagini, accompagnate al testo di Mimmo Franzinelli, si facevano racconto senza […]

  2. La Resistenza raccontata ai ragazzi | BiblioMediaBlog - lunedì, 25 aprile 2016

    […] modificato da Le Letture di Biblioragazzi (L’estate di Giacomo, Fuochi d’artificio,  Una mattina mi son svegliato), alcuni diritti […]

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