Fermo

9 Lug

Più riguardo a Fermo

“Stare fermi”, o meglio “essere fermi” di solito non ha un significato positivo, se lo intendiamo nel primo senso che salta superficialmente agli occhi: vuol dire non smuoversi da lì, non fare un passo avanti, rimanere al palo. C’è comunque qualcosa di esterno che ti fa muovere: nel caso di Sebastiano, il protagonista di questo fumetto, sono i conti sbagliati. È il 1996, l’ultimo anno prima della riduzione e della successiva abolizione della leva obbligatoria. Sebastiano sbaglia i conti con gli esami universitari (lì sì che è fermo al palo), riesce a far domanda per il servizio civile con l’idea di finire rintanato nella vicina biblioteca  e invece viene destinato a 130 chilometri da casa e al settore servizi sociali: come dice la sua referente, si occuperà dei matti (ché delle parole non bisogna avere paura).

Sebastiano è lanciato in un mondo che non conosce: geograficamente, socialmente (si sente alieno rispetto agli altri ragazzi con cui condivide il periodo del servizio) e anche la terra dell’esperienza pratica gli è sconosciuta, visto che non ne sa nulla di disagio psichico e non sa come comportarsi. Sebastiano va a tentoni, piccoli passi per saggiare il terreno, esplorazioni, prove. In compagnia con i suoi attacchi di panico, la sua passione per la musica e la distanza con Giulia, la ragazza con cui sta pensando di andare a vivere.

Un anno in cui Sebastiano cammina per scegliere le sue destinazioni. “Essere fermi” può allora voler dire non scappare, rimanere immobili sotto la neve che cade e ti ricopre come un pupazzo, come il protagonista in una delle ultime tavole. Stare fermi perché non si fugge, perché si è trovato un nocciolo, perché si è riconosciuto quel qualcosa che ci rende noi, che rende saldi nonostante tutto.

Il blog dell’autore/illustratore, dove potete sfogliare le prime pagine. E il booktrailer.

Sualzo, Fermo, Bao publishing 2013, 125 p., euro 15

Annunci

3 Risposte to “Fermo”

  1. Margherita D'Alessandro martedì, 9 luglio 2013 a 07:50 #

    Sai che mi stupisce un po’ questa scelta da parte tua, non tanto per il tema quanto per il link ad un blog.
    Meno male che è sempre bello riuscire a meravigliarsi 😀

  2. Caterina Ramonda martedì, 9 luglio 2013 a 08:00 #

    Il link al blog dell’autore, come spesso inseriamo all’interno dei post?

  3. Margherita D'Alessandro martedì, 9 luglio 2013 a 08:06 #

    Di solito leggevo il nome dell’autore tra le etichette.
    Essendo in ferie ed avendo più tempo per le mie curiosità, il fatto di avere a portata di mano un blog in cui ficcare il mio naso “a segnalibro” è stata una tentazione da poter accontentare subito.
    Negli altri mesi dell’anno le letture sono più rapide, meno rilassate e molto può sfuggire, almeno a chi, per mestiere, non si dedica solo ai libri (purtroppo!).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: