Il pollaio dice no!

24 Giu

pollaio

Cosa ci vuole per far cadere a testa in giù un tranquillo pasciuto gallo che sta leggendo il quotidiano come ogni mattina? La notizia che i padroni abbiano aderito al programma di allevamento razionale in batteria, ovvero – come cerca di spiegare alle galline – di chiuderle in gabbie strettissime e rimpinzarle di farine animali per aumentare la produzione di uova. Ed è proprio quel che accade: ecco l’allevamento superintensivo, le galline che non possono neanche più sgranchirsi le zampe fino all’aviaria e alle sue conseguenze. Compreso il tentativo di boicottaggio e ribellione del pollaio, che passa attraverso un’idea rivoluzionaria: fare delle uovo cubiche. Peccato che queste siano richiestissime per la loro particolarità e portino al fallimento della protesta.

Le illustrazioni di Lucia Scuderi rendono alla perfezione il passaggio dal razzolamento in libertà delle galline felici al loro diventare parte di ingranaggi e catene produttive tra macchinari e gabbie. Peccato per il testo, a volte troppo difficile (o per lo meno poco esplicativo) per i giovani lettori, che chiude con un finale interrogativo: possono animali e uomini (che poi son tutti animali!) vivere insieme in armonia?

Salvo Zappulla – ill. Lucia Scuderi, Il pollaio dice no!, Buk Buk 2013, 34 p., euro 12,90

La neonata casa editrice ha pubblicato anche un altro albo, intitolato “Daddi e Mirko” (testo di Liborio Palmieri, illustrazioni di Carla Manea) che prende a pretesto la storia di una saponetta profumata – nascosta sugli scaffali di un supermercato, poi messa in svendita e compagna di bagni e bolle di un bambino monello fino a consumarsi tutta – per parlare di dare e donare.

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3 Risposte to “Il pollaio dice no!”

  1. Graziana (La stanzetta inglese) lunedì, 24 giugno 2013 a 11:16 #

    non bisognerebbe giudicare dalla copertina, tuttavia debbo ammettere che questa con il gallo è proprio invitante! Per quanto riguarda il testo non so, non ho letto il libro, andrebbe testato sui bambini…a volte quello che a noi sembra a strano per loro va benissimo.

  2. Caterina Ramonda lunedì, 24 giugno 2013 a 11:20 #

    testato. Gruppo di bambini 5/7 anni: nella lettura ad alta voce è necessario inserire qualche spiegazione che sia più alla loro portata e lo renda più facile e più apprezzabile.

  3. Graziana (La stanzetta inglese) lunedì, 24 giugno 2013 a 11:21 #

    e allora peccato che non lo abbiano testato prima di pubblicarlo 🙂

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