Tutto il cielo possibile

17 Giu

Più riguardo a Tutto il cielo possibile

Adele e Lorenzo si rifugiano in un giorno di fine agosto nella stessa latteria, per mettersi al riparo da un temporale mentre aspettano che apra il teatro per iscriversi a un corso che entrambi vogliono seguire. Non si conoscono, non sembrano avere altro in comune che quel corso, anche se in realtà un filo c’è ed è fatto di rabbia.  La rabbia di Adele è palese; fa rumore di porte sbattute, di pensieri in subbuglio, di parole non dette; ha un obiettivo ben preciso: sua madre, che sta per risposarsi, che è vissuta in una casa-museo per tanti anni, da quando il padre della ragazza è morta (Adele aveva appena tre anni). La rabbia di Lorenzo ha motivi celati; si incanala nei pugni chiusi, nei muscoli che si tendono.

Subito si innesca l’espediente del racconto: il locale in cui sono entrati, la radio, la musica sono un varco che apre la possibilità di andare indietro nel tempo, in anni diversi, per permettere ad Adele di affrontare la perdita di suo padre e di scoprire davvero che cosa ci sia dietro la sua morte presunta in mare. I ragazzi finiscono nel 1999, nel 1996, nel 1989 e ritornano sistematicamente nel presente per intrecciare fotografie, avvenimenti, sospetti, camminando sempre sul filo della verità. Tutto subito mi ha infastidito l’andirivieni nel tempo, forse perché tanti romanzi lo usano, ma probabilmente è il meccanismo esatto per permettere al quadro completo di ricomporsi sulla pagina, per permettere ad Adele di vedere tutte le diverse facce della vicenda famigliare che sta affrontando, per farle vedere che non tutto è come sembra, che certi pezzi di passato sono come la polvere: c’è ma non la vedi, a meno che la luce non la investa di sbieco e la riveli agli occhi (p. 42). E così anche per Lorenzo: la sua rabbia ha un nome, un motivo, un perché.

Il romanzo usa una delicatezza nel presentare le cose che non nasconde, non bara, semplicemente dice bene. E dice tutto. Perché questa storia (che poi è una storia del crescere, dello scoprire un altro, dello scoprirsene innamorati) dice di come a volte le persone possano avvelenare piano piano le vite degli altri; di come il coraggio sia spesso lasciare vedere le proprie paure e le proprie fragilità e lasciarsi amare come dice Lorenzo. E di come la verità – bella e faticosa – renda migliori.

Luigi Ballerini – Benedetta Bonfiglioli, Tutto il cielo possibile, Piemme 2013, 204 p., euro 15

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