Quando in giro si parla di libri per ragazzi

11 Apr

stampsCome spesso ci diciamo, non è facile che la letteratura per ragazzi trovi posto al di fuori dei “posti canonoci”, ovvero riviste, siti, blog, convegni, incontri che se ne occupano. Forse perché viene ancora e sempre considerata letteratura per e non semplicemente letteratura; quasi fosse un compartimento a se stante che tocca solo una categoria, i suoi rappresentanti e chi con loro a a che fare e quindi dovesse starsene chiusa nel suo recinto. Su alcuni periodici si rincorrono le segnalazioni di libri per ragazzi in occasione delle festività natalizie; sui supplementi dedicati ai libri e alla lettura ci sono rubriche più o meno fisse (tempo? spazio?) le cui recensioni a volte esaltano, altre lasciano decisamente perplessi. Ma è comunque piacevole sorpresa sentir parlare di libri per ragazzi al di fuori dei “luoghi comuni”.

Così sono stata contenta di vedere che a inizio anno Internazionale ha cominciato a dedicare ogni settimana una rubrica fissa ai ragazzi nella parte dedicata ai libri, un trafiletto affidato a Igiaba Scego, autrice tra gli altri di “La nomade che amava Alfred Hitchcock” (Sinnos, 2003) e “La mia casa è dove sono” (Rizzoli, 2010). In queste settimane si sono alternate segnalazioni di albi e di romanzi; la scorsa settimana, sul numero 994, è apparsa la recensione dell’ultimo libro di Eva Ibbotson, “Un cane e il suo bambino”.

La recensione racconta la trama del libro e si conclude così: “Eva Ibbotson, autrice recentemente scomparsa, costruisce un libro tenero come una meringa al cioccolato e consistente come un buon tiramisù. I debiti con il disneyano La carica dei 101 sono evidenti, ma la Ibbotson pur tenendo a mente il vecchio Walt è riuscita a creare dei personaggi veramente molto originali”.

Ora, “il disneyano La carica dei 101” è debitore – se così vogliamo procedere – al romanzo di Dodie Smith  The 101 Dalmatians pubblicato nel 1956; Eva Ibbotson è stata e rimane una delle più importanti e apprezzate autrici inglesi per ragazzi che, grazie alla sua ironia e alla sua causticità, è stata in grado di portare sulla pagina personaggi indimenticabili e temi forti, affrontati con la leggerezza pensata che ti fa sorridere e riflettere. A lei tanti sono debitori, a cominciare da J.K. Rowling e dalla sua King’s Cross’s platform 9¾ che rimanda a quel Platform 13 che sta nel titolo del forse più conosciuto romanzo di Eva Ibbotson.

La lettura del trafiletto su Internazionale mi ha fatto tornare in testa un pensiero che gira e rigira. Perché ognuno non può fare il proprio mestiere? Ho sentito quella sensazione blu che provo qualche volta quando, durante un incontro con un autore o un illustratore, i bambini chiedono un consiglio di lettura. E tu tremi. Perché con qualcuno vai sul sicuro, perché molti conoscono la produzione editoriale per ragazzi, ma altre risposte lasciano veramente atterriti. Come quando in sezione ragazzi pare non sia un problema sostituire il personale assente, “tanto basta registrare dei libri”; e questa affermaziona a volte vale anche per la biblioteca in generale: quanto spesso la professionalità necessaria viene sostituita dal generalismo, dal caso, dal “tanto tutti posson fare tutto”, a scapito di un servizio di qualità.

Ci sono tante persone che conoscono profondamente l’editoria per ragazzi in Italia; che ne conoscono la storia, le vicende, le fasi più felici e quelle meno; che leggono i libri per bambini e ragazzi; che conoscono il pubblico a cui darli in mano. Ecco, perché disquisire e dire di libri per ragazzi non è solo questione di esser competenti in libri. Bisogna esser competenti anche in bambini e ragazzi. Provare quei libri; ricordarsi che le teste, i gusti, le preferenze dei lettori sono diverse da quelle da adulti e anche da quelle di noi adulti quando avevamo la loro età. Bisogna provarli quei libri; rendersi conto che alcuni albi splendidi son fatti per noi adulti e che coi piccoli non funzionano, mentre altri che a noi non picciono vengono apprezzati. E bisogna rispettare i gusti e le preferenze, laddove rispetto significa anche che quel che ti propongo ha qualità. Sempre.

Il trafiletto su Internazionale è solo uno spunto per riflettere su tutto questo; non è contro quelle righe, anzi sono sommamente contenta che ci sia quella rubrica sui libri per ragazzi, proprio accanto a quella sui fumetti su una rivista che ha lo sguardo ampio e le vedute lunghe e chissà che magari non abbia in futuro ancora più spazio 🙂 Anzi, quello spunto è soprattutto per pensare a certe segnalazioni su supplementi di tradizione, di fronte ad alcune delle quali io non riesco a non far(mi) altro che due domande: “Ma li avete aperti i libri di cui parlate?” e “Ma l’ultimo bambino con cui avete parlato, oggi quanti anni ha?”.

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5 Risposte to “Quando in giro si parla di libri per ragazzi”

  1. carla giovedì, 11 aprile 2013 a 21:51 #

    Mi allineo. Giusto!

  2. Igiaba giovedì, 11 aprile 2013 a 23:20 #

    Cara io credo di fare il mio mestiere bene. Internazionale mi ha dato uno spazio che ho chiesto, mi ha dato fiducia e io cerco di dare spazio il più possibile alla letteratura che può dare qualcosa ad adulti e bambini. Uno spazio che ho voluto io e che sto curando con tanto amore. Ho solo 1200 battute e cerco di fare del mio meglio. Sono contenta che tu abbia un blog in cui esprimerti in piena libertà, io invece sto cercando di fare quello che molti di voi fanno in 10.000 battute in sole 1200 battute. lo spazio è piccolo, ma lo considero un giardino che ha bisogno di acqua e perché no anche critiche costruttive come la tua. Ma non essere troppo dura. Purtroppo come sai i libri e la letteratura hanno spazi sempre più ristretti. Io per ogni articolo che faccio lotto. Mi ricordo di un articolo su africa e la questione della lingua su cui ho lavorato settimane e che ha rischiato di non uscire. Il mio/nostro lavoro di diffusione di cultura non è facile e insomma stiamo tutti in trincea. Lo spazio su internazionale aiuta molto i genitori e i professori. Ho avuto varie attestati di stima. Certo è una scrittura di servizio e non (in questo caso) ricca, spaziosa, ariosa come la tua in questo blog. Ma credo che a modo suo ogni spazio dedicato alla lettura in un paese in cui si legge sempre meno è uno spazio di pace e di futuro. Un caro saluto, Igiaba

  3. Igiaba giovedì, 11 aprile 2013 a 23:27 #

    Si comunque non solo apro i libri :)), li leggo pure. Ho chiesto di fare questa rubrica perchè amo molto i libri per ragazzi. Quando non mi piace un libro anche se ne parlano tutti non lo recensisco. Sono fatta così :). Poi dopo regalo i libri a persone che lavorano cin bambini che i libri non hanno la possibilità di comprarli e alla biblioteca comunale sotto casa. In un momento in cui le biblioteche non hanno fondi la mia rubrica sta aiutando il mio quartiere. Come funziona una maestra per esempio l’ho regalato (dopo averlo recensito) ad una operatrice dell’ecuador che lavora con bambine Rom in una zona disagiata della periferia romana. Così prendendo spunto da quel libro disegneranno. certo non tutto quello che mi arriva è da recensire….e quindi per me si tratta anche di scegliere. Più che scrivere la recensione, la difficoltà è di scegliere testi che possono davvero dire qualcosa ai bambini di questi nostri strani anni ’10. Poi certo il giornalismo sta cambiando e anche il modo di parlare di libri. Certo mi piacerebbe avere 10.000 battute, ma forse la sfida per me è riuscire a creare un percorso partendo dalla griglia delle 1200 battute. Un esercizio che è quasi un haiku.

  4. Caterina Ramonda venerdì, 12 aprile 2013 a 08:33 #

    Infatti non era mia intenzione esser dura con te. Questa è stata l’occasione per esprimere un pensiero che sempre più ultimamente mi gira in testa e con cui sempre più si parla tra colleghi.
    Sono ben felice che Internazionale dia spazio ai libri per ragazzi; credo sia il modo in cui quest libri, questa letteratura può uscire dai luoghi in cui se ne parla tradizionalmente (e anche dai recinti chiusi in cui ce ne raccontiamo), finendo sotto gli occhi di chi legge la rivista e ci si imbatte e magari prima non si è mai chiesto nulla a proposito di quel che leggono i bambini e i ragazzi. Se altri periodici avessero anche loro una griglia di 1200 battute a settimana, penso comincerebbe una rivoluzione a piccoli passi per questi libri!
    Appunto è stata l’occasione per dire il disagio a volte di fronte a recensioni che hanno lo spazio e che lasciano basiti. Penso ad esempio a certe recensioni di libri per ragazzi apparse ultimamente su Tuttolibri o anche solo alla quantità di spazio che il supplemento de La Stampa o quello domenicale del Corriere della Sera offrono ai libri per ragazzi… Mi piacerebbe fosse l’occasione per pensarci e per pensare anche a dove sta la qualità: tra le pagine dove scrive chi ne sa; nei tanti luoghi in rete che se ne occupano; negli haiku di 1200 battute dove si cerca di far stare tutto quello che si vorrebbe dire.
    buone letture e buon lavoro!

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  1. Il posto dei libri per ragazzi - sabato, 13 aprile 2013

    […] ho letto un nuovo articolo che parla di un problema vecchio: il posto dei libri per ragazzi nell’informazione […]

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