Siamo ancora tutti vivi

15 Mar

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Gli studenti di Villa Erminia sono come tutti gli altri studenti d’Italia. Non hanno voglia, arrivano tardi, trovano scuse, studiano male. si giustificano a vanvera. sbuffano, protestano, frignano, gridano alla persecuzione. Eppure affollano i laboratori pomeridiani di fotografia, disegno e scultura, hanno fondato un piccolo club del libro, e ogni anno, alla vigilia delle vacanze di Pasqua, organizzano una festa per tutto l’istituto nella palestra, come nei film americani. A loro modo, gli studenti di Villa Erminia amano la scuola.

Giulia Blasi torna a parlare di adolescenti  dopo “Il mondo prima che arrivassi tu“.

Una scuola di provincia alle prese con la riforma voluta da un ministero lontano, che non sa quali siano i veri problemi quotidiani degli studenti e degli insegnanti, che ragiona in base a numeri e a statistiche, non in base alle persone che vivono la scuola. E così arriva la notizia che due classi il prossimo anno non ci saranno più, ci sono pochi iscritti e il ministero ha deciso di tagliare. Ma i ragazzi non ci stanno, per molti quella scuola è l’unica possibilità  per farsi un’istruzione, lo è per Eva che ha bisogno di una scuola senza barriere, lo è per Matteo che non sa se riuscirà a ricominciare ancora, con tutti i segreti che lo mangiano da dentro. Ma lo è anche per tutti gli altri protagonisti di questo romanzo corale, dove si intrecciano i desideri, i sogni, le paure e l’incredibile voglia di lottare di una generazione che troppo spesso ci viene presentata come apatica, priva di valori e di volontà. Questi ragazzi non sono apatici e ci tengono al loro diritto allo studio e così occupano d’estate la scuola, per dire a tutti che è loro e non vogliono andarsene. Inizia così un’avventura che dura un’estate, fatta di piccoli e grandi drammi personale, di lotta, di amore e di amicizia.

Giulia Blasi li conosce i ragazzi di cui scrive e ci dona un ritratto tenero e lucido di una generazione che, parafrasando i Tre allegri ragazzi morti, è  “bella come non ho visto mai”.

Non so se l’autrice conosce questa canzone, ma si sposa benissimo con la scena finale!

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