Segreti e bugie

21 Gen

steadPerché non alzi lo sguardo ogni tanto? Hai dei problemi alla cervicale?

Georges e il suo nome che finisce per s e che si presta a essere modificato, distorto, insomma si presta alle prese in giro del gruppetto di bulli della classe. Georges e il suo nome che è quello del pittore Seurat, di cui c’è un poster nel salotto di casa, quello del puntinismo, quello che fa dire alla sua mamma che quel che ci capita fa parte di un meccanismo più grande, che bisogna guardare l’insieme. Georges che cambia casa perché suo papà è stato licenziato e dice addio alla sua splendida e originale stanza per finire in un condominio dove incontra una famiglia di vicini strani, o meglio strambi: ragazzi che non vanno a scuola e che si son scelti da soli i propri nomi. Safer lo coinvolge nella sua ricerca affannosa e avventurosa di indizi che provino che l’uomo in nero che abita al quarto piano e trascina nell’ascensore valigie sospette, sia in realtà un assassino. Così Georges impara l’arte dell’appostamento al videocitofono e quella del raccogliere indizi grazie a una gomma da masticare. Ma soprattutto affina la vista: Safer lo sfida a notare più particolari possibili e, piano piano, un quadro si compone nella mente del protagonista. Non solo riguardo a Mister X, ma anche ai suoi nuovi amici (Com’è che Safer non esce di casa? Perché lui e la sorella Candy non vanno a scuola?) e ai suoi suoi compagni di scuola. Forse a furia di guardar bene si può adottare un nuovo punto di vista e far diventare “tavolo dei fighi” a mensa quello che non lo è mai stato. Forse tutto è come la mappa della lingua umana proposta dal professore di scienze: completamente sbagliata e i sapori sono diversi a seconda di chi assaggia. Forse a volte, per riuscire ad accettare la realtà, bisogna credere a una propria idea, a una propria visione. Anche se non è quella reale. Che però viene a galla, a ben guardare tutti i puntini. Perché anche Georges nasconde dei segreti…

Abituati alla scrittura di Rebecca Stead fin da Quando mi troverai, vien da pensare naturalmente che Georges e i suoi amici potrebbero giusto abitare nel condominio accanto a quello di Miranda, la protagonista di quel romanzo. Che potrebbero incrociarsi al ristorante cinese, condividere un tratto di marciapiede, far parte della stessa squadra durante l’ora di ginnastica. Un bel romanzo, dove c’è la vita di tutti i giorni, quando fa fatica e quando ride delle piccole cose.

Ecco il sito dell’autrice. Peccato per il titolo dell’edizione italiana, che pare un po’ scontato, un po’ usurato.

Rebecca Stead, Segreti e bugie (trad. di Anna Patrucco Becchi), Feltrinelli 2013, 189 p., euro 13

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