Voglio essere punk

15 Gen

More about Voglio essere punkInterrompiamo la trasmissione per alzare il volume delle vostre radio, affinché tutta la nostra angoscia vi entri nelle orecchie.

Succede che arrivi un libro per posta e che dalla pila di quelli da leggere scivoli dietro, finendo nascosto contro il muro. Poi un amico cita un titolo e allora riaffiora il ricordo di una copertina, mattoni rossi e salto di ragazza in All Star e gonna leggera. Così ho ritrovato questo libro dopo mesi dal suo arrivo e in due ore mi sono innamorata di questa storia adolescente che taglia come il vetro e grida come il volume della radio spinto al massimo.

Martina ha sedici anni ed è in cerca della propria musica perché immagina che, siccome avere una musica è come avere un codice, allora trovare la propria significa appartenere ad un posto, sentirsi a casa. Martina scarta improvvisamente dai bei voti a scuola, dalle regole dei suoi genitori. Martina cerca adulti che ci sappiano fare, come il padre della sua amica Vera, che è appena morto, ma che sapeva guardare, vederti e aveva un suo codice e una sua musica ed era sincero quando spiegava che una parte di noi rimane triste per sempre come nell’adolescenza e sarà quella parte che chiunque, anche chi ci amerà tantissimo, non riuscirà mai ad abbracciare. Cerca un posto dove stare e pensa che sarebbe bello se ci fossero dei locali dove i ragazzi tra quindici e vent’anni potessero stare insieme, parlare, stare zitti, suonare, guardare un video in compagnia, ritrovarsi quando sembra che tutto vada male e fermarsi per aggiustare chi si è rotto; e poi consegnare quel posto a nuovi quindicenni. Cerca il modo per parlare con suo padre che è appena stato licenziato, di sorridere con la sua amica, di farsi sentire. Martina cammina per le strade della sua Spagna pensando alle proteste della Grecia, facendosi raccontare da suo padre della rivoluzione dei garofani, tentando di dire a gran voce un sogno: quello di resistere, di non farsi abbattere. Martina va su e giù sugli ascensori, non risponde al telefono, scrive a mano un lungo quaderno ad Adrian: il quaderno che leggiamo noi, un fiume in piena di pensieri e riflessioni, con una colonna sonora che il lettore si può ricostruire- da Johnny Cash agli AC/DC, da Bonnie Tyler a Iggy Pop, da Crosby ai Foo Fighters – ed ascoltare. Dove si rincorrono il rock a cui aspira e le canzoni dei tempi dei suoi genitori, dove c’è posto per la musica di ciascuno che si mescola e che fa la vita.

Io ho impiegato mesi a scoprire questa storia. Che dovremo inserire in ogni percorso di lettura per la scuola secondaria di secondo grado. Perché l’autrice fa esattamente quel che Martina dice: “Se un tizio comincia a raccontarmi qualcosa e mi convince, resto con lui anche se il suo libro ha cinquecento pagine. Quando leggi, qualcuno è lì con te a raccontarti delle cose. E se quel qualcuno ci sa fare, o almeno si impegna, lo ascolti. Non ho bisogno che mi raccontino cose dell’altro mondo. Nascere, morire, la rabbia, le cose belle, le cazzate di questo mondo sono sufficienti” (p. 62).

Belén Gopegui, Voglio essere punk (trad. di Elena Rolla), Atmosphere libri 2012, 159 p., euro 15.

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Una Risposta to “Voglio essere punk”

  1. Gian Maria Leone mercoledì, 27 marzo 2013 a 22:34 #


    Il duetto di Bonnie Tyler alla tv Norvegese 🙂

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