Montreuil 2012 / 5 – Il digitale

8 Dic

Quest’anno il Salone di Montreuil ha riservato al digitale due spazi, il Pôle Numérique e il Mïce du Numérique, e molti appuntamenti e dibattiti specialmente nella giornata professionali di lunedì 3 dicembre. Come si sa, gli spazi a Montreuil non sono enormi, ma la folla che ha riempito i due destinati al digitale era davvero grande, tanto da fare chiudere l’accesso al Mïce per un po’ di tempo a fine mattinata: sicuramente al di là delle aspettative degli organizzatori; di certo a testimonianza dell’interesse crescente su questi temi.

Al Mïce du Numérique si sono alternate veloci presentazioni di esperienze di editori digitali, con alcuni aprofondimenti molto tecnici e un panorama che non riflette altro se non quello che già si sa (e che di certo non vale solo per il digitale ;-)): cose molto belle, cose orribili, app utili, altre proprio solo per farsi belli gli occhi e basta. Intorno i giovani talenti laureati dal premio Mïce junior presentavano le loro realizzazioni (tra cui Happy World, Avant-Goût, Jo et Moi, Tralalere), altri editori le loro novità (ad esempio, Appicadabra l’app concepita in collaborazione con La Cité des Sciences in occasione della mostra sulle macchine di Leonardo da Vinci) e soprattutto il progetto Labo de l’édition della municipalità di Parigi, volto a sostenere i giovani che vogliono lanciarsi nell’editoria digitale, soprattutto in un’ottica di collaborazione.

tabletteNello stesso spazio era possibile vedere la tablette XXL, progetto del Salone che, come il Juke-Box Ado, viene affittato a scuole e biblioteche: è un maxi tablet con 15 applicazioni, montato su ruote, ad altezza di un tavolo basso, che permette a gruppi di 7-8 bambini di starci comodamente intorno e di lavorare coadiuvati dal personale messo a disposizione dall’organizzazione.

Intorno allo spazio del Pôle Numérique dieci editori francesi presentavano le loro novità in materia di digitale: ABC Melody (la loro app “Hello, I am Charlie” è tratta da un libro per l’avvicinamento alla lingua inglese pubblicato anche in Italia da Curci Young), Byook, e-Toiles (che, dopo il successo al TOC bolognese 2011, presentava la nuova app “Ma Poire), Hatier (con l’interessante app “Mon chemin” tratta da un loro albo, che permette di personalizzare la storia con immagini, disegni e suoni a scelta),  La souris qui raconte (visitate il loro sito: è possibile abbonarsi a delle storie da leggere on line; alcune sono diventate app davvero notevoli. In particolare “Conte du haut de mon crâne” e “Toute la vérité sur le Père Noël”), éditions Volumiques (specializzati in giochi e in pieghe di carta -!- e ora in app dove la carta interagisce con il tablet), Slimcricket, Webdokid e Zabouille e L’Apprimerie, che lasciamo per ultima semplicemente per sottolineare la bellezza dell’app derivata da Verne, Voyage au centre de la Terre, che abbiamo potuto testare in tutte le sue funzionalità (vocabolario visivo, rimandi, giochi grafici e tipografici): davvero una meraviglia. Presto, ci è stato assicurato, sarà disponibile anche sull’App Store internazionale e non solo su quello francese.

La sala ha ospitato alcuni dibattiti interessanti, tra cui in particolare la presentazione dei risultati dell’indagine condotta da Gallimard Jeunesse e Le Parisien/Aujourd’hui sulla lettura tra i ragazzi da 7 a 15 anni e una tavola rotonda su “La lecture en mutuation”, in cui sono stati tra gli altri presentati i progetti di gioco e videogioco delle mediateche di Montpellier Agglomeration; le riflessioni sull’e-book di BayaM (il côté numérique di Bayard), in particolare sulla grafica e sulla resa del testo; Signes de Sens, progetto dedicato all’accessibilità al libro per le persone sorde che sta sviluppato progetti interattivi con app. Proprio il referente di questo progetto, Simon Houriet ha detto in conclusione dell’incontro: “il nostro mestiere è creare delle alternative, partendo da esperienze atipiche che permettano di ripensare cose che davamo per scontato. Lavorare in digitale serve anche a questo, a creare alternative”.

Per questo penso che il progetto più interessante e importante visto a Montreuil sia, oltre a quello di Houriet, la Biblioconnection, progetto sempre del Salone e del Dipartimento locale, che si propone di dare nuovi accessi alla lettura grazie all’uso del corpo (nella scelta del libro, nel girare le pagine, nell’interagire con la storia, nel vedere le pagine proiettate su grande schermo e affiancate da un video che “legge” la storia nel linguaggio dei segni) per permettere davvero a tutti di condividere l’atto del leggere . Qui un video girato durante la dimostrazione a Montreuil.

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