Da che parte stare

23 mag

Il 23 maggio 1992 ero al Salone del Libro di Torino, ad ascoltare la presentazione de Il giudice ragazzino, il libro che Nando Dalla Chiesa aveva dedicato a Rosario Livatino, ucciso due anni prima. Alla fine dell’incontro cominciò a circolare la notizia di una strage che aveva coinvolto “un’alta personalità dello Stato”. Dissero esattamente così, ma il ricordo più vivo è una voce (forse quella di Giuseppe Ayala, o forse dello stesso Dalla Chiesa) che grida “hanno ucciso Giovanni, hanno ucciso Giovanni”. Dove l’alta personalità diventa semplicemente un nome di battesimo, il nome di un amico; dove una carica si fa persona, e quindi passioni, carattere, storia, quotidianità, condivisione, risate.

Questo libro cerca di fare la stessa cosa. A distanza di vent’anni, Alberto Melis si rivolge ai ragazzi che non erano nati ai tempi delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e accoglie l’invito che Maria Falcone e Rita Borsellino, sorelle dei giudici uccisi che ne portano avanti il ricordo e la memoria in tanti incontri coi ragazzi, fanno sempre: ricordare Giovanni e Paolo non come degli eroi, ma come delle persone nella vita di tutti i giorni. Quando Paolo Borsellino interrogava per la prima volta un mafioso incarcerato, gli domandava che giochi faceva da bambino, chi erano i suoi compagni, certo che ciò che scegliamo nella vita, la parte da cui scegliamo di stare, abbia radici profonde nelle esperienze fatte da piccoli e da ragazzini. Questo libro ci racconta i due giudici così, bambini e ragazzi: scherzi, abitudini, passioni, letture, particolarità. Un modo (forse non riuscitissimo, specie nella prima parte introduttiva, forse non così immediata per ragazzi per la prima volta di fronte a certi argomenti) particolare di sentirli vicini.

Il sito della Fondazione Falcone, dove si può lasciare un messaggio da appendere all’albero Falcone di via Notarbartolo. Il sito del Premio Borsellino. Il sito di Alberto Melis.

Alberto Melis, Da che parte stare. I bambini che diventarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Piemme 2012, 126 p., euro 10.

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Una Risposta a “Da che parte stare”

  1. Carlo Carzan sabato, 26 maggio 2012 a 17:38 #

    Ho trovato il libro interessante e complessivamente ben realizzato.
    In questi giorno sto provando a fare una riflessione su come raccontare la mafia ai bambini e ragazzi. Rispetto a questo credo che anche la prima parte del libro sia ben riuscita, racconta chi erano Falcone e Borsellino, perchè sono stati uccisi, come e da chi. Tutto questo senza metafore, in modo chiaro e diretto. Credo che in questo momento, informare i bambini in modo chiaro possa essere molto utile e stimolante, forse è necessario provocare le emozioni, far comprendere quanto fosse difficile in quel periodo dire NO alla mafia, e lo dico da persona che ha vissuto a Palermo quei terribili giorni. Recuperare comunque quelle emozioni senza scadere nella retorica, riflettiamo insieme.

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