Il mistero del London Eye

29 Mar

Io e mia sorella Kat abbiamo portato nostro cugino Salim al London Eye, la grande ruota panoramica di Londra, perché non ci era mai stato. Lunedì 24 maggio alle 11,32 lo abbiamo visto salire. Lunedì 24 maggio alle ore 12.02 la sua capsula ha finito il giro, le porte si sono aperte e tutte le persone sono uscite. Tranne Salim, che si è volatilizzato.

Mi ricordo del giorno in cui ho letto della morte di Siobhan Dowd su un giornale inglese, nel 2007. Era un giorno luminoso di agosto tra le montagne e l’articolo che parlava di questa scrittrice, del suo lavoro e dei suoi libri mi aveva fatto crescere dentro una forte bellezza nostalgica e il desiderio di poter leggere quanto prima i suoi testi anche in italiano. Mi colpiva il fatto che una morte e un rimpianto per le storie che non sarebbero più state scritte fossero detti in un modo così bello, che ti faceva innamorare di quella persona anche se non ne avevi mai letto un rigo.

Adesso potete leggere Il mistero del London Eye che vi dice in tutta la sua essenzialità il talento di Siobhan Dowd. La storia scorre senza che ve ne accorgiate, la scrittura scivola e vi fa turbine attorno, vi fa ridere, vi cattura e vi scoprite ben presto immersi fino al collo a cercar di vedere le vicende con gli occhi di Ted. Ted Spark è un ragazzino autistico che racconta in prima persona i tentativi suoi e di sua sorella Kat di capire che cosa sia successo al loro cugino tredicenne, appena arrivato a Londra e scomparso dopo un giro sulla grande ruota panoramica. Ted spiega se stesso e il mondo circostante: dice che sul suo cervello gira un sistema operativo diverso, che gli regala un’intelligenza fuori dal comune, ma anche una certa difficoltà di interagire con gli altri ed è per questo che deve impegnarsi per sorridere e diventare amico di chi incontra e per interpretare i modi di dire e le frasi fatte che non sempre capisce al volo. Ted è un appassionato di metereologia, di notte ascolta i bollettini meteo dei naviganti per calmarsi e sogna di diventare un grande metereologo per aiutare le persone a salvarsi. Per predire le cose, studiando tutte le variabili possibili. Applica lo stesso metodo d’indagine alla scomparsa di quel cugino pressoché sconociuto che però, nel giro di una cena, lo ha conquistato. Poche parole, poche battute per capire che Ted e Salim capiscono molto l’uno dell’altro. Così con la sorella comincia a cercare: a cercare il cugino, a cercare di spiegare cosa gli passa per il cervello, a cercare di vedere il tutto da un altro punto di vista. Perché la questione è quella: una situazione, una persona, un oggetto… a seconda di come lo guardi.

Ironico, divertente e con una costruzione geniale. Con alcune perle disseminate qua e là (tra tutte, quella del padre di Salim, che ricorda alla famiglia tutta che “Salim è Salim. Non appartiene a nessuno di noi”). Da leggere e da far leggere. Questo è invece il sito del The Siobhan Dowd Trust, in cui confluiscono i diritti d’autore delle sue opere e che si prefigge di migliorare le possibilità di accesso al piacere della elttura da parte dei ragazzi che vivono in aree socialmente disagiate. Qui invece la casa editrice Uovonero.

Siobhan Dowd, Il mistero del London Eye (trad. di Sante Bandirali, con prefazione di Simonetta Agnello Hornby), Uovonero 2011, 249 p., euro 14.

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6 Risposte to “Il mistero del London Eye”

  1. leggimammaleggi giovedì, 29 marzo 2012 a 11:22 #

    Una casa editrice e un’autrice che non conoscevo: grazie per la segnalazione, sembra una lettura adatta a catturare l’interesse dei miei alunni di Liceo. La tematica non semplice dell’autismo e lo schema narrativo dell’indagine volta a risolvere un mistero mi hanno ricordato il bel romanzo di Haddon “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, la cui lettura spesso suggerisco ai miei allievi

  2. lettoreambulante lunedì, 2 aprile 2012 a 18:24 #

    E’ un libro unico, sentito e raffinato. io ho letto anche delle parti ad alta voce ai ragazzi.

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    […] libro che ci ricorda qualcosa che ci ha appena detto anche Il mistero del London Eye: che non sempre le cose sono quel che appaiono. E, a proposito, “Stai facendo buon uso della […]

  2. Crystal della strada | Le letture di Biblioragazzi - lunedì, 16 giugno 2014

    […] romanzo, ci viene regalato un personaggio che fa buona compagnia a Ted – per chi ha amato Il mistero del London Eye – con il suo narrare in prima persona che lo rende vicino, calando il lettore tra le pagine, […]

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