Bestiario accidentale (a quattr’occhi e quattro mani)

12 Mar

Questo libro è stata una sorpresa fin dalla busta che lo conteneva: una busta gialla che si distingueva tra le altre nella posta perché un piccolo paperotto giallo occhieggiava accanto all’indirizzo, mentre dietro ci stava appiccicato un caprone in bianco e nero. Anticipo del contenuto: animali in ordine sparso, usciti dalla matita di Guido Scarabottolo, in assoluto disordine, arrivati così “come capita nella vita”. La sorpresa è ancora più grande quando scopro tra le pagine un tratteggio che facilita il distacco delle illustrazioni e degli animali dal libro per mandarli liberi a spasso: per incollarli, metterli su un muro, spedirli ad un amico, farne una barchetta. Mi piace questo passare da un pipistrello a un polipo, da un elefante ad un asino, senza sapere mai cosa c’è dietro e quel tratteggio che strizza l’occhio e dice “Vediamo se ce la fai a scegliere, a strappare, a lasciare liberi gli animali”. Mi piace che la casa editrice si chiami Vànvere che mi ricorda, tra le Fànfole di Fosco Maraini, quella che mi piace di più, che mi lascio scivolare in bocca e risuonare in testa per buffa tenerezza. Mi piace tanto che lo penso forte e forse a pensar forte la telepatia accade: apro la mail e Gaia mi parla di questo libro.

Qui sotto prosegue Gaia. Post alla rinfusa, in libertà, in assonanza. Con tanti festicchi a Stefania Camilli per la nuova avventura editoriale!

[Dice Gaia]: In una casa editrice che conosco da molto vicino, avere una passione per i libri illustrati per ragazzi è una sorta di vizietto infantile. Il tacito sentire comune è ciò che è illustrato è meno serio, prestigioso, autorevole, sobrio e “alto”. Sono fiera di essermi imbattuta qualche settimana fa in questo Bestiario accidentale di Guido Scarabottolo che mi permette, ancora una volta, di esercitare una piccola ribellione, di abitare uno spazio di libertà immaginativa, di pensare, laddove molti dei libri che leggo mi spingono, tirano la giacchetta e fanno l’occhiolino per condurmi dove non voglio finire.

L’editoria sperimentale per bambini e ragazzi (ma non solo) è un terreno di resistenza. Si può resistere dal punto di vista della scrittura (qui Pyco Iyer parla del canone stilistico contemporaneo) ma anche dal punto di vista delle immagini e degli spazi. Oggi che “Less is more” sembra uno slogan condiviso, la pulizia di Scarabottolo ci spinge oltre i margini delle pagine e ci fa riflettere. Sul valore del libro come oggetto di pensiero, luogo di contaminazione sedimentata e lenta.
Questo libro mi fa pensare a…
Un giardino zen.
La pittura metafisica.
L’appartenenza alla specie umana.
Il gusto di incorniciare qualcosa e appenderlo: il brivido del passe-partout.
Il libro The quick brown fox jumps over fox lazy dog (l’abecedario di fotografie pubblicato da Corraini)

E a te?

Se qualcuno vi avesse detto che hanno pubblicato un libro per bambini in latino l’avreste mai comprato?

Dal punto di vista editoriale accettare che il criterio che fa susseguire gli animali sia quello delle casualità è perturbante. Richiede un abbandono stocastico da vertigine.
Cosa può destabilizzare più delle selezione naturale?

Quante cose diverse si possono fare con certi tipi di libri?
Elenca almeno tre usi di “impropri” di questo libro :-**

Metteteci anche gli occhi: qui e qui.

Guido Scarabottolo, Bestiario accidentale,  Vànvere Edizioni 2012, 32 p., 16 euro

5 Risposte to “Bestiario accidentale (a quattr’occhi e quattro mani)”

  1. guido scarabottolo lunedì, 12 marzo 2012 a 19:28 #

    non so bene se posso
    però non voglio fare pubblicità al libro
    voglio solo ringraziarvi delle parole che avete scritto
    guido

  2. Valeria Baudo lunedì, 12 marzo 2012 a 21:13 #

    certo che si può, anzi siamo felici grazie davvero!

  3. Sonia martedì, 13 marzo 2012 a 13:16 #

    Recensioni così, rendono impossibile non andare a vedere…..brave e grazie!

  4. leggimammaleggi mercoledì, 21 marzo 2012 a 22:28 #

    Gli occhi ce li ho messi: bello!

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  1. Libretto postale « Le letture di Biblioragazzi - giovedì, 29 novembre 2012

    […] volume nasce a Vànvere edizioni, che ci aveva regalato in primavera il Bestiario accidentale di Guido […]

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