Il voltacarte

17 Feb

More about Il voltacarte. Storia di un re, una regina e un jollyAmmetto: giocare a carte con me è una rottura, divago, non mi ricordo le regole da una sera all’altra, parlo alla gente mentre è concentratissima, però mi applico e alla fine ho nostalgia delle sfide a pinnacola a Capraia. Ho quindi guardato un po’ perplessa un libro pieno zeppo di riferimenti e di regole sul bridge, con tanto di appendice finale e spiegazioni disseminate tra i vari capitoli. Avevo paura che diventasse noioso come Teorema Catherine (di John Green, Rizzoli 2009) dove le lungaggini esplicative ti fan perdere il gusto della storia. Invece no, perché l’autore, grande appassionato di bridge, ha trovato un sistema: segnala le spiegazioni tecniche col simbolo di una balena e vi dice che potete anche non leggerle, addirittura ve le riassume in uno specchietto. Quindi potete cominciare: la storia è quella di Alton, nell’estate dei suoi diciassette anni. Alton è stato lasciato dalla sua ragazza a vantaggio del suo migliore amico, ha una sorella di undici anni molto più intuitiva di lui e la situazione finanziaria della sua famiglia non è delle migliori. I suoi genitori sperano di ricevere una cospicua eredità dallo zio Lester, la cui identità è tanto misteriosa quanto l’entità del suo conto in banca. Quando lo zio Lester, la cui salute va peggiorando, perde la vista e necessita di un voltacarte per le sue partite di bridge, la madre di Alton coglie al volo l’opportunità perché il figlio dimostri allo zio di essere un nipote meritevole di attenzione e di … eredità! In realtà comincia per Alton un viaggio in un mondo sconosciuto e quasi folle, dove le persone parlano solo di carte e di regole, dove solo le carte diventano importanti quando ci si siede al tavolo da gioco. E nel contempo un viaggio nei misteri e nei segreti che la famiglia dello zio Lester nasconde: Alton ha sempre sentito parlar male dell’altro ramo della famiglia (matti, pazzi, psicopatici e cacciatori di eredità, secondo sua madre) e quando gli si palesa davanti nella persona di Toni, sua coetanea dal sorriso magnatico… tutto si compica: Alton comincia a fare le domande che non deve fare, si accorge che il bridge non è così male, viene coinvolto nel progetto dello zio di partecipare al campionato nazionale, il suo migliore amico si interessa decisamente a Toni e Alton deve decidere chi sarà a voltare le carte nella sua vita.

Non lasciatevi spaventare dalla mole dei tecnicismi, cercate di godervi la storia e le mosse di Alton: il suo impaccio da adolescente che pensa che i suoi genitori siano imbarazzanti (mentre quelli degli altri sono interessantissimi), che non sa come cominciare una telefonata a una ragazza, che si perde in pensieri filosofici mentre l’automobile che sta guidando sussulta e soccombe. (Confesso: ho saltato non solo le spiegazioni, ma anche gli specchietti riassuntivi…).

Il sito di Sachar.

Louis Sachar, Il voltacarte. Storia di un re, una regina e un jolly (trad. di Flora Bonetti), Piemme 2012, 354 p, euro 17

Una Risposta a “Il voltacarte”

  1. Caterina mercoledì, 22 agosto 2012 a 13:27 #

    Louis Sachar in Italia tra due settimane in occasione del Festivaletteratura di Mantova:

    Giovedì 6 settembre
    15:45 Cappella del Mago – con Paolo Bacilleri

    Venerdì 7 settembre
    10:45 Piazza Virgiliana – con Andrea Valente
    17:45 Chiesa Santa Maria della Vittoria – con Flora Bonetti e Laura Cangemi

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