L’estate del coprifuoco

20 Ott

More about L'estate del coprifuoco-Come fai a vedere tante cose? – gli domanda la signorina  Bosch dal suo letto. Mel Herman si stringe nelle spalle. – Tengo aperti ‘sti cavolo di occhi.

James sta partendo per il college, da solo, come ha sempre desiderarto fare. Sta partendo lasciandosi dietro i suoi genitori, le loro argomentazioni, le loro aspettative su di lui, modellato sulla frase preferita di suo padre: “Tieni gli occhi sulla ciambella , non sul buco”. Ma quando si ferma a fare benzina e dall’officina escequalcuno di sua conoscenza tutto precipita indietro di sei anni, all’estate dei suoi dodici anni. L’estate in cui James, Reggie  e Willie avevano dodici anni passò alla storia della cittadina dove vivevano come l’estate del coprifuoco, l’estate in cui tutti i ragazzini erano obbligati a rientrare in casa alle otto di sera, in cui i genitori si organizzavano in ronde per la sindrome da furgone assassino (quello per cui Willie ha perso un braccio, quello che si diceva avesse  investito e ucciso un altro compagno di scuola). L’estate del coprifuoco,  l’estate della notte proibita diventa per i tre ragazzini l’estate della svolta: quella in cui infrangere i divieti, quella in cui affacciarsi sul mondo complicato dei grandi, quella in cui tentare di salvarsi l’un l’altro la vita.

Se leggendo queste pagine terrete, come vi suggerisce Mel Herman, ‘sti cavolo di occhi ben aperti, troverete molto:  non solo tre ragazzini così diversi e così uguali, non solo  il terrore dell’ignoto e del diverso che non lascia vedere la realtà, ma anche i segreti che fanno distanza, il ridere di vicende comuni che cementa i rapporti, gli sguardi che vanno oltre le apparenze, il fatto che non c’è tempo per “i di già”: di già è adesso.

E poi ci sono i colori di Mel: rosso da scabbia, gialli da sudore, viola da lividi, neri da cuoio, oro da chiavi per serrature a scatto, grigi da marciapiede, arancioni da segnali stradali, verdi da banconote, amaranto da flaconi di medicinali, bianchi da uova in camicia, azzurri da bombole dell’ossigeno, marroni da mazze da baseball, rosa da rivista femminili, argento da lame di coltelli: da restare ipnotizzati. Perché non solo le parole raccontano, anche i colori.

Uno splendido romanzo di formazione, crudo e tenero come l’adolescenza.

Daniel Kraus, L’estate del coprifuoco (trad. di Maurizio Bartocci), Einaudi 2011, 216 p., euro 17

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