I colori del buio

19 Ago

More about I colori del buioLa cosa fantastica dei libri è che la roba che c’è dentro non cambia. Dicono che non si può giudicare un libro dalla copertina, ma non è vero perché proprio la copertina svela quello che c’è dentro. E per quante volte leggi quel libro le parole e le figure non cambiano. Puoi aprire e chiudere i libri un milione di volte e restano uguali. Hanno sempre lo stesso aspetto. Dicono le stesse parole. Le tabelle e le figure rimangono degli stessi colori. I libri non sono come le persone. I libri sono sicuri.

Nell’immaginario di Caitlin, nel “mio mondo di Caitlin” come lo chiama lei, i libri sono sicuri come tutto ciò che rimane invariato, che non fa rumore, che non inquieta, che non invade lo Spazio Personale. Caitlin non ama interagire con gli altri, non ama essere sfiorata e infatti l’ora in cui va peggio a scuola è l’ora di ricreazione, con tutti quei bambini che sgomitano e corrono in giro. Caitlin ha un quoziente di lettura così alto che è impossibile calcolarlo, un modo tutto suo di afferrare le cose e venirne a capo, un sacco di doti:  sa dire l’alfabeto ruttando, essere onesta, preparare i cereali per colazione nel modo giusto  e vedere cose che altri non notano. Caitlin ha la Sindrome di Asperger e un modo tutto suo di vedere le cose, di utilizzare le parole, di rapportarsi col mondo. Ha un papà con cui condivide un dolore immenso: Devon, il suo fratello maggiore, è stato ucciso durante una sparatoria a scuola e nulla è più come prima. Caitlin cerca, lungo le pagine, di sollevare i lembi della coperta sotto cui ama nascondersi e di affrontare il mondo senza “pupazzarlo”, scoprendo che le persone possono essere amiche, che affrontare due ricreazioni non è un trauma ma una doppia possibilità e che i colori sono belli, anche se non sono semplici.

Non è facile mettere insieme in un libro una protagonista affetta da una patologia che la rende stramba e bizzarra agli occhi altrui e una situazione come quella di una sparatoria a scuola, fotocopia di quanto accaduto sotto casa dell’autrice  nel 2007, eppure Kathryn Erskine ci riesce magnificamente. Ne nasce un libro d’incanto che fa ridere e commuovere e guardare al tutto con quella leggerezza che è la sola chiave che rende possibile affrontare il mondo e la vita, anche quando è incomprensibile anche quando fa male da morire. Credo che questo libro, grazie anche all’azzaccatissima traduzione dei termini particolari che Caitlin ama usare, sarà uno dei libri principe della nuova stagione di lettura.

Kathryn Erskine, I colori del buio (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori Gaia 2011, 197 p., euro 9.

Una Risposta a “I colori del buio”

  1. Margherita venerdì, 19 agosto 2011 a 12:26 #

    Ecco, mi si è accesa la curiosità. E adesso?
    Ok corro in libreria…

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