L’orco di Montorto

14 Mar

More about L'orco di MontortoNon so se la frase del Times riportata in copertina sia felicissima: dice “i giovani lettori sono ormai abituati al senso di beatitudine che li pervade all’uscita di ogni nuovo romanzo di Eva Ibbotson”. Se la leggi pensando che Eva Ibbotson è morta cinque mesi fa e che altri romanzi non ce ne saranno più… Comunque, poi apri il libro e finisci dritto dritto nel mondo che conosci, pieno di bizzarre creature, fantasmi urbani, di magia che in tanti altri libri la Ibbotson ci ha regalato. Anche qui c’è una galleria di personaggi particolari, a partire dalla Megera dell’Acquitrino, costretta a venire in città dall’incalzare delle costruzioni edili, che gestisce ora una pensione per Creature Insolite: un troll nostalgico di alberi e boschi che fa il portantino in ospedale; un’incantatrice che si ostina a baciare ranocchi sbagliati tentando di scovare un principe; due sorelle henky; in giardino c’èil rospo Gladys, famiglio della Megera che si riufiuta di partecipare al Meeting Estivo delle Creature Insolite e così la Megera si porta appresso Ivo, orfano affascinato dalla magia, desideroso di vedere il mondo, con cui spesso gli Insoliti si fermano a chiacchierare attraverso il cancello dell’orfanotrofio. Ma quando lo sparuto gruppetto viene scelto per uccidere il terribile Orco di Montorto e liberare la giovane principessa Mirella, tutto si complica. Soprattutto perché si scopre che nulla è come ci si aspetta. L’Orco non vuole fare l’orco e Mirella si è sentita una disadattata tra la famiglia reale fin da subito. Lungo il racconto troviamo tanti elementi: dai fantasmi ai giardini, dagli orti alla magia, dall’insoddisfazione alla nostalgia. Si ride molto, si parla di morte e di vita, si incontra un mago che ha sette lauree ma non è capace ad allacciarsi le scarpe (tra le lauree gli manca quella in Vita Quotidiana), si dice quanto a volte valga la pena di aspettare, ci si chiede per pagine e pagine chi sia Clarence (eheheh!) e si finisce con una bellissima chiusa, ancora più bella se si pensa che è scritta da una signora di 85 anni: Chiunque abbia un uovo a cui badare scommette sul futuro, e il futuro (ne erano certi) sarebbe stato bello.

Eva Ibbotson, L’orco di Montorto (trad. di Valentina Daniele), Salani 2011, 220 p., euro 14.

2 Risposte to “L’orco di Montorto”

  1. silvia lunedì, 14 marzo 2011 a 10:57 #

    Sembra proprio interessante ma per che età lo proporresti? (se di età si può parlare o forse sarebbe meglio dire: per che livello di competenza? ma lasciamo stare!)
    Silvia

  2. Caterina lunedì, 14 marzo 2011 a 13:31 #

    10-13 però letto insieme anche 9: se poi piace si possono leggere tutti gli altri scritti dalla Ibbotson, a partire da “passaggio segreto al binario 13”

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