Lo specchio delle libellule

10 Giu

More about Lo specchio delle libelluleA volte, in qualsiasi momento e a qualsiasi età, si poteva incontrare qualcuno con cui camminare verso il futuro.

Londra, 1939. Tally ha undici anni e un gran carattere combattivo: in famiglia si dice le derivi dal fatto di portare lo stesso nome di sua nonna, una signora tanto in gamba da convincere i barboni della metropolitana a togliersi i calzini per lavarglieli e stirarli. Ha grande energia, grande inventiva e dice sempre la sua, tanto che qualche volta, per costringersi a stare zitta, si mette in bocca una caramella alla menta col buco e infila la lingua nel buco per tenerla ferma. Improvvisamente però la sua vita cambia: deve lasciare la sua famiglia e il suo quartiere perché Londra è entrata in guerra e suo padre ha accettato la borsa di studio offerta a Tally in un college in campagna, lontano dai pericoli dei bombardamenti. Delderton è una scuola con allievi da tutto il mondo, una scuola progressista, dove si crede nella libertà e nello sviluppo autonomo, senza costrinzioni per gli allievi. Dove ci sono lezioni normali, seduti tra i banchi di scuola, e altre che si trasformano in vere e proprie avventure, come quelle di biologia dove si cammina per la campagna al mattino presto o quelle di teatro dove si cerca di diventare prima appuntiti come una forchetta, poi tondi come una teiera. Tutto cambia quando una rappresentanza della scuola viene invitata in Bergania a un festival di danze popolari. Tally si batte fortemente per andare: ha visto in un cinegiornale delle immagini di quel Paese, il cui re si è opposto a Hitler, e sente che la loro presenza là è fondamentale. Infatti i ragazzi si trovano coinvolti in un’avventura da mille risvolti, tra l’uccisione del re, la fuga del principe e numerosi segreti che affiorano dal passato di molti. Del resto, come dice il preside di Delderton, Tally è una di quelle persone “che vogliono fare del mondo un posto migliore”.

Una storia di amicizia sul valore della libertà, da leggere in un fiato. C’è la partenza per la scuola dalla stazione di Paddington che ci ricorda altre stazioni letterarie, ci sono le descrizioni dei paesaggi della Bergania che ne fanno un paese quasi magico, c’è un cedro di trecento anni al centro del parco del college, un albero regale al cui tronco appoggiare la mano come un vecchio amico.

Il dovere esiste. Significa condividere i propri doni e i propri talenti con le persone che ne hanno bisogno. Significa non avere paura, non essere egoisti, non essere avari, ma aperti.

Eva Ibbotson, Lo specchio delle libellule (trad. di Paolo Antonio Livorati), Salani 2010, 397 p., euro 16,80.

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