Il gioco del silenzio

14 Apr

More about Il gioco del silenzioPer molti anni, per un giorno alla settimana, Gandhi restava in assoluto silenzio. Era convinto che fosse un modo per rimettere ordine nella sua mente.

Dave rimane affascinato dalla figura di Gandhi e da questa sua abitudine al silenzio mentre sta preparando una ricerca da esporre in classe. Decide di mettere in pratica il suggerimento di Gandhi e di provare a stare in silenzio: supera la voglia di chiacchierare coi compagni, evita l’esposizione della ricerca fingendo un attacco di tosse, ma poi – in sala mensa – sbotta davanti all’inesauribile chiacchierare di Lindsey e delle sue amiche. Nel dibattito che ne nasce, dave pronuncia l’incauta frase: “… in ogni caso i maschi parlano sempre meno delle femmine”. Ecco pronta la sfida: per quarantotto ore, i maschi e le femmine della quinta elementare di quella scuola si sfideranno in una gara al silenzio. Si stabiliscono le regole e poi… poi si cerca in tutti i modi di far cadere gli avversari in trappola, di trovare scorciatoie (con versi, mugugni, rumori vari), di tentare spigazioni per gli insegnanti e la preside: i 125 alunni della quinta sono soprannominati da sempre “gli Inzittibili” e guardarli stare in silenzio per ore fa quasi venir voglia di gridare “basta!!!”. Senza contare tutti gli esperimenti che si possono fare in una scuola dove si parla per frasi di tre parole soltanto…


Andrew Clements, Il gioco del silenzio (trad. di Serena Piazza), Rizzoli, 159 p., euro 11.

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