Archivi delle etichette: Orecchio Acerbo

A che pensi?

15 feb

More about A che pensi?

L’ho sfogliato, risfogliato, cullato per poi accorgermi che non ne avevo mai parlato. Ma come si fa a parlare di quel che c’è dentro una testa, dove frulla di tutto: idee, pensieri, sogni? Perché questo è un libro di teste, con tante finestre che permettono di fare quello che ogni tanto ognuno desidererebbe: diventare una proverbiale mosca bianca ed insinuarsi addirittura non solo tra le conversazioni delle persone, ma proprio tra i pensieri. Alziamo le finestre e scopriamo i pensieri: i grovigli che disegnano le preoccupazioni, i serpenti colorati che fa nascere la gelosia, il volo leggero che regala l’evasione di leggere un libro, l’insinuarsi nella mente della persona di cui ci si sta per innamorare, i leggeri ghirigori della musica in testa, l’ammucchiarsi delle lettere quando non si trovano le parole., la pioggia della tristezza che allaga la mente. Per poi scoprire, sulle ultima carte di guardia, che tutte le persone di cui abbiamo scoperto i pensieri sono insieme su una piazza e che c’è un filo, un legame tra alcuni di loro.

La mia testa preferita? Il prato di erbe fiorite di Lorenzo che, coccinella sul dito, non vede l’ora che torni l’estate. O forse Nina che sogna una passeggiata in campagna e quel sogno di fiori e fringuelli somiglia così tanto alla fisionomia del suo volto da farmi venire in mente quando si dice che quel che pensi te lo si legge in faccia!

Il sito di Moreau. Le sue illustrazioni.

Laurent Moreau, A che pensi?, Orecchio Acerbo 2012, 44 p., euro 16,50

Salto

6 set

More about SaltoCome i suoi fratelli di collana, anche questo racconto di Tolstoj che orecchio acerbo pubblica nei Lampi Light si presta ad essere letto ad alta voce, accompagnando la narrazione con la condivisione delle illustrazioni che accompagnano il testo. In questa collana ci sono diversi testi che cattureranno senza dubbio il pubblico dei giovani lettori e che credo siano ideali per avvicinarli ad una considerazione anche dell’illustrazione vista al di là del pregiudizio ancora troppo comune che “i disegni” stiano nei libri dei piccoli. Penso a Janet la storta di Stevenson, uscito in contemporanea al libro in oggetto, che farà la felicità di quei ragazzini che stanno a bocca aperta davanti al coltello che accompagna la prima frase de Il figlio del cimitero di Gaiman (e sicuramente sapranno apprezzare i tratti di Quarello). Questo Salto invece lo si può leggere anche coi ragazzini degli anni finali della scuola primaria: racconto veloce di una scimmia che, incitata dal divertimento della folla, ruba il cappello al figlio del capitano della nave e si fa inseguire fino al pennone dell’albero più alto, in un gioco sospeso tra equilibrio e terrore. E al capitano tocca un gesto impensabile per salvare il suo bambino.

Oltre alla lettura si può “giocare” con le illustrazioni di Maja Celija (che qui si racconta in un’intervista di qualche anno fa, in 1+1 puntata), ad esempio col catalogo di facce che stanno a naso in su, con tante espressioni diverse, a seguire lo svolgersi dell’inseguimento. Unica avvertenza: quando lo leggete facendo vedere le immagini, ricordate che al momento del salto del bambino segue l’illustrazione in cui balzano in mare i marinai, di cui il testo parla solo alla pagina successiva: piccola sorpresa per chi si aspetta la caduta in mare di uno e si trova davanti un tuffo generale.

Lev Tolstoj – ill. di Maja Celija, Salto (trad. di Olga Romanova, postfazione di Goffredo Fofi), orecchio acerbo 2012, 36 p., euro 12,50

e già che l’abbiamo citato:

R.L. Stevenson – ill. M.A.C.  Quarello, Janet la storta (trad di Paola Splendore, postfazione di Goffredo Fofi), orecchio acerbo 2012, 64 p., euro 15

Fiabla-bla

16 apr

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Fiabla-bla è un gioco irriverente che spettina le fiabe, arruffa i finali e sferza le aspettative.

Precisazione: Fiabla-bla va non solo letta con lo sguardo analitico e sintetico allo stesso tempo, ma va anche drammatizzata seguendo le indicazioni della grafica (la voce deve rispettare la partitura dei pesi dei corpi e delle direzioni).

Fiabla-bla è un albo che invita a guardare e a leggere le figure di alcune storie bizzarre che vengono in parte da un repertorio “classico”: arrivano dalle fiabe le parole (personaggi, verbi, preposizioni e articoli); e in parte da un set inventato: le forme (12) e i colori (7).

Combinando le parole e le forme, i due autori hanno inventato delle buffe, irriverenti, spassose storie in cui i personaggi baciano, si trasformano, salvano, liberano, si nascondono, diventano ecc.
L’albo è un esercizio della fantasia che deve molto all’OuLiPo (a cui si rende omaggio nella pagina introduttiva) e dà ancora oggi esiti inattesi.
Avreste mai pensato di riconoscere al volo una ballerina senza gamba? O di vedere una nonna che mangia un soldato e con un bacio libera un lupo?
Quasi tutto è possibile in Fiabla-bla: le nonne diventano giovani, un pescatore diventa una moglie, la forma di una bocca diventa un albero.
Se Scarabeo e i giochi linguistici ci hanno “abituati” alla vertigine combinatoria del linguaggio e della sintassi delle storie, raramente ci siamo esercitati con le forme e abbiamo ragionato con loro, stando a vedere dove ci avrebbero portati (da una goccia a…, da una linea a…, da una campitura a…). Ma quando si sceglie una forma la si può ingrandire, rimpicciolire, orientare e anteporla o nasconderla dietro un’altra. Se disegnare insegna a pensare, in queste pagine c’è da ancheggiare tra le idee, da volteggiare tra ipotesi, da fissare i finali pronti a riscriverli.

Ricapitolando… questo libro è:
una palestra per l’immaginazione, esercitata sia nel trovare i soggetti sia nell’inventare nuove combinazioni possibili,
particolarmente indicato per i soggetti alfabetizzati con lo sguardo sclerotizzato,
consigliato per i genitori che vogliono ritrovarsi la casa piena di pezzettini dei collage che arriveranno a breve.

Un libro che dà il meglio con i bambini disegnatori e con i bambini parolieri.

Il booktrailer. Il sito di Olivier Douzou.

Fausta Orecchio – ill. Olivier Douzou, Fiabla-bla, Orecchio acerbo 2012, 54 p., 15 euro

Associazioni di libri con “la caccia del dettaglio”:

Aleksandra Machowiak, Scovalo, Comma22, 16 p., 14 euro.
Fabien Laurent, Didier Levy, Shen Shan. Dov’è finito Litchi?, L’ippocampo, 32 p., 15 euro

Il giorno in cui la mucca starnutì

2 dic

Un classico dell’illustrazione americana per ragazzi, pubblicato per la prima volta nel 1957, in cui James Flora racconta di una catena di eventi catastrofici generati dal semplice starnuto… di una mucca! Fletcher, il fratello di chi racconta (la colpa è sempre dei fratelli!), ogni mattina il compito di portare ad abbeverarsi al ruscello la vecchia mucca. Un mattino, per inseguire un coniglietto, se la dimentica a mollo e la mucca Floss si prende un bel raffreddore. Il primo starnuto sveglia un topo che dorme tra il fieno nella stalla, il gatto lo vede e per prenderlo atterra sul capretto che a sua volta si fionda nel viale e rotola sul maiale e… e si dà il via così a una catena di scontri, incidenti, peripezie che coinvolgono il postino, il sindaco, la scuola, lo zoo, in un rotolare da collina a montagna all’oceano fino ad arrivare ai fuochi d’artificio e ai pompieri che rovinano tutto il divertimento. Tra rulli compressori e ruote panoramiche, capriole e salti carpiati, questo libro divertentissimo permette, in un alternarsi di pagine colorate e in bianco e nero, di fare suoni versi rumori: è tutto un crash, uaaa, ziip, frrr, bum, splash, pum, ptaapum-pim-pam. Insomma si legge tutto d’un fiato senza fermarsi ed esibendo la capacità del lettore a far versi, versini, versacci. Io so già da chi farmelo leggere. E voi? :-)

James Flora, Il giorno in cui la mucca starnutì (trad. di Elena Fantasia), Orecchio Acerbo 2011, 44 p., euro 16.

Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale?

15 nov

Quando ero molto piccola, mio cugino mi cedette il suo prezioso cavallo a dondolo visto che era troppo impegnato a convincere la nonna a comprargli e custodirgli un cavallo vero “che tanto dorme in piedi in giardino, mangia l’erba, ti porta la spesa e ti tiene anche compagnia”. Di sicuro avrebbe apprezzato molto questa storia che decanta le virtù domestiche del rinoceronte.

Di Shel Silverstein ho sempre amato la poesia silenziosa di Un albero (Salani, 2009), che nella sua lineare semplicità mi faceva pensare a tutto quel che questo autore è stato: Mick Jagger e Johnny Cash hanno cantato i suoi testi, ha scritto colonne sonore e testi teatrali, poesie e libri per bambini (quando Tomi Ungerer ha insistito…). Oggi questo suo albo pubblicato da Orecchio Acerbo mi fa ridere a crepapelle. Perché tra i tanti animali possibili, non scegliere un rinoceronte da tenere in casa? Può tornare utilissimo al momento di chiedere la paghetta al papà o di spiegare alla mamma che no, proprio non siete stati voi a fare guai. Ama i fumetti, è quieto come un criceto, all’occorrenza può far da attaccapanni, aiutare la nonna a far le ciambelle e giocare ai pirati. Certo, non è molto attento a dove poggia i piedi, ma adora giocare a nascondino e soprattutto adora sorprenderti. Venite a scoprire tutte le doti, le virtù e i segreti del rinoceronte. Il tratto di matita di Silverstein regala buffe espressioni a un rinoceronte sornione e furbetto, che maschera al meglio le sue impronte e imita il gesto del silenzio del suo amico umano scendendo le scale a mezzanotte. E dalla quarta di copertina, un rinoceronte comodo comodo per leggere insieme.

Edizione con testo inglese a fronte (utile allora anche per i giovani lettori che si esercitano con questa lingua), come già per il leone Lafcadio. Sul sito di Orecchio Acerbo potete scaricare qui il pdf con un assaggio del libro.

Shel Silverstein, Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale? (trad. di Paola Splendore), Orecchio Acerbo 2011, 64 p., euro 18.

Lola

22 set

Lola, la scimmia che un giorno salì su un grattacielo (ricorda qualcosa?) per scoprire che il mondo dall’alto è più bello e decidere di fare l’aviatore, atterrerà nelle librerie a ottobre. Ma ci è venuta a trovare in anteprima grazie a un patto di ferro tra lei e Il grande Alfredo che non volevano deludere un loro amico speciale ;-)
Così quest’arrivo ci ha riempito di gioia, non solo perchè avere in mano un’uscita di Orecchio Acerbo è sempre un piacere per la cura editoriale che c’è in ogni loro libro, ma perchè Spider è un autore che parla ai bambini strizzando l’occhio agli adulti e a noi ogni suo libro piace tantissimo. Così ci siamo messi in viaggio con Lola, seguendola in questa sua avventura. Subito ci siamo imbattutti nello spassosissimo spot promozionale del servizio-Lola che riecheggia le pubblicità di qualche anno fa e che per i piccoli diventa un piccolo mantra per partecipare alla lettura (Fai tardi a scuola? Chiama Lola!, Hai un buco nella suola? Chiama Lola! Ti senti sola? Chiama Lola!Vai in Angola? Chiama Lola!).La cadenza narrativa è quella cui ci ha abituato Spider: frasi brevi, concise che, però, creano subito atmosfera e invitano a leggere a alta voce e giocare con le parole grazie anche a quel gioco di caratteri tipografici che ne costituisce la cifra riconoscibilissima.
E mentre noi parliamo di lei, la Lola è  partita per andare dall’altra parte del mondo a prendere un po’ di nuvole con le sue speciali corde di acqua così da rinfrescare un’estate troppo calda. Ci riuscirà o combinerà un pasticcio? Il finale è aperto e il libro esce dal libro e atterra nelle vostre case con l’aeroplanino di cartone da costruire allegato al volume. Una piccola cura in più per un libro costruito con pazienza e perizia artigianali.

Una nota sul prezzo (che vale per molti degli editori di qualità che segnaliamo qui) circa 15€ per meno di 60 pagine NON sono troppi. Sono il prezzo che dobbiamo essere disposti a pagare per un’editoria che continui a esistere così come la conosciamo e amiamo, non siamo più poveri privandoci di 15 euro ma privandoci della possibilità di leggere e far circolare un certo tipo di libri.

Spider, Lola, Orecchio Acerbo 2011, 56 p., euro 15,50

La zampa dell’ombrello

12 set

More about La zampa dell'ombrelloSapete che tutti noi umani, anche quelli che han paura dei cani, che sono allergici al pelo dei gatti, persino quelli che non saprebbero cambiare l’acqua a un pesce rosso e non sanno manco che mangia una tartaruga, ecco proprio tutti teniamo vicino un animale? Non è esattamente un animale da compagnia perché pare parecchio indifferente alla nostra presenza, ma a noi fa ben piacere averlo accanto… quando piove. L’ombrello infatti è l’unico animale con una zampa sola, è parente dei pipistrelli, è di genere malinconico, esce solo quando il cielo brontola o si fa grigio o già lacrima e vive col muso a terra, appeso per le zampe nello sgabuzzino o nel sottoscale (quando gli va di lusso ha una sua cuccia portaombrelli ma non so se è un lusso perché di lì il mondo non si vede). Lo sapevate però che un tempo gli ombrelli vivevano felici in branchi organizzati sulle montagne e la loro attività preferita era cantare? Cantavano così bene che gli uomini decisero di portarseli via per avere quel canto tutti i giorni e per immobilizzarli li chiusero (in sadica fissità) con un laccetto e un bottoncino metallico. Allora gli ombrelli attuarono la loro silenziosa resistenza.

Storia deliziosamente deliziosa degli animali che tutti abbiamo in casa e di cui spesso non ci accorgiamo.

Alice Umana – Agostino Iacurci, La zampa dell’ombrello, Orecchio Acerbo 2011, 36 p., euro 13

Il Grande Alfredo

2 feb

Il tratto inconfondibile di Spider (al secolo Daniele Melani ) , con quelle sue immagini un po’ pop e un po’ vintage, esaltano la storia di Alfredo, grande circense. Un giorno, durante uno spettacolo, accade l’imponderabile e Alfredo cade rimanendo paralizzato alle gambe, ma non pago vuole tornare a esibirsi senza risparmiarsi e un terribile, successivo, capitombolo lo paralizza completamente.Ma Alfredo,  senza mai scoraggiarsi, mette in scena uno spettacolo di sole spassosissime barzellette. Ma dopo un po’ le barzellette diventano vecchie, la gente non ride più e Alfredo, abbandonato dal suo pubblico, vive quella tristezza che neanche la malattia gli aveva portato. Allora Alfredo chiede aiuto ai suoi fans per rinnovare il suo repertorio e viene sommerso dalle barzellette; nel leggerle non riesce a trattenersi dalle risate finchè a un certo punto…. Un lieto fine per Alfredo che, dopo la sua malattia, guarisce dal ridere e decide di portare la sua arte solo negli ospedali.

Un libro curatissimo e bello come nella linea editoriale di Orecchio Acerbo,che affronta un tema difficile, quello della malattia, che sembra quasi un tabù. Mentre lo leggevo a mio figlio (2 anni) le parole “il Grande Alfredo non poteva più muoversi dalla testa in giù: era paralizzato” hanno fatto sussultare gli adulti di casa: ma come? Ma in un libro per bambini? I libri servono a darci le parole per raccontare le cose della vita e dolore, malattia e speranza ne fanno parte.

Un regalo ideale per quei bimbi che purtroppo devono passare qualche tempo in ospedale, con l’augurio che incontrino il loro Grande Alfredo.
La curiosità: La storia esce dal libro per entrare nella vita reale e farci contribuire alla guarigione di Alfredo. E’ infatti possibile inviare la propria barzelletta preferita a ilgrandealfredo@gmail.com ricevendone in cambio la barzelletta che ha fatto guarire dal ridere il Grande Alfredo.

Spider, Il grande Alfredo, Orecchio Acerbo, 2010, 48 p. euro 15.

Aprite quella porta!

21 mag

Più riguardo a Aprite quella porta!

Al Salone del Libro di Montreuil dello scorso novembre, Benoît Jacques ha vinto con questo libro il premio Baobab, il più prestigioso riconoscimento francese per albi illustrati. Tradotto da Francesca Lazzarato per Orecchio Acerbo, arriva adesso in Italia la singolare versione di Cappuccetto in bianco rosso e nero. Dove di Cappuccetto viene in realtà scelto un quadro e lì attorno l’autore fa ruotare tutta la divertentissima vicenda: Jacques sceglie infatti il momento in cui il lupo, travestito da omino, bussa alla porta della casetta della nonna e la nonna, facendo leva sulla sua sordità, ingaggia un gioco di rimandi, domande e risposte esilarante. Il lupo infatti si inventa tutta una serie di personaggi che cercano di indurre l’anziana ad aprire la porta: un crescendo – anche grafico – della voce del lupo, finché… . Testo rigorosamente in rima. Da leggere ad alta voce: risultato garantito!

L’autore, artista, illustratore, pubblica libri dal 1989 per la casa editrice che lui stesso ha fondato: la“Benoît Jacques Books”. Questo è il suo primo titolo tradotto in italiano.

Di questo libro, prima della sua traduzione in Italia, è stata fatta una splendida analisi sul blog Le figure dei libri, di cui ringraziamo Anna Castagnoli.

Benoit Jacques, Aprite quella porta! (trad. di Francesca Lazzarato), Orecchio Acerbo 2009, euro 14.

Il naso

4 mag

Olivier Douzou è un architetto che, tra le altre attività, ha fondato e diretto fino al 2001 il settore ragazzi della casa editrice éditions du Rouergue. Il libro Le Dez, pubblicato da Memo, nel 2006 ha vinto il premio Baobab al Salone del Libro di Montreuil. Opera affascinante e originale, rappresenta una sfida vinta dal punto di vista della traduzione, visto che è una storia raccontata… con il raffreddore! Ispirato all’omonimo racconto di Gogol, ora tradotto da Orecchio Acerbo, ci regala sorrisi e poesie. Ricordatevi di fare ” un gradde respiro priba di cobinciare”.

Olivier Douzou, Il Naso, Orecchio Acerbo, 2008, 60 p., euro 14

Il sito dell’autore è www.olivierdouzou.com

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