Tag Archives: Lettura

Il maestro nuovo è tornato

25 giu

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Il maestro nuovo è tornato. Dopo l’incidente che l’ha costretto a rimanere in ospedale, Mr. Terup torna per trascorrere con i suoi studenti l’ultimo anno prima del loro cambio di scuola. Come nel libro precedente, vediamo l’anno scolastico filare lungo i mesi attraverso gli occhi dei sette ragazzi che già abbiamo conosciuto, ognuno dei quali racconta in un alternarsi di punti di vista. Anche questo anno sarà ricco di cambiamenti, soprattutto perché si corre verso la cerimonia del diploma e verso il matrimonio del maestro con Ms. Newberry nella cui preparazione tutti sono coinvolti. Sarà un anno importante perché i ragazzi stanno crescendo: c’è chi scopre un segreto nella propria famiglia; chi frequenta ragazzi più grandi non proprio raccomandabili; chi deve affrontare i propri genitori per spiegare di non essere d’accordo coi progetti che hanno su di lui; chi vorrebbe farsi bocciare per non crescere troppo in fretta e perché nulla cambi.

Come l’anno precedente, il maestro coinvolge la classe in laboratori, ricerche, esposizioni e in un gioco di lettura e di rimandi con testi diversi che sottopone di mese in mese all’attenzione dei ragazzi. Una delle cose migliori della lettura – spiega – è di consentire di mettere in relazione quel che si legge con qualcosa che conosciamo, che ci è accaduto, potendo così utilizzarlo nella quotidianità. Ogni ragazzo si specchia in un libro, in un personaggio, trovando riflessi di sensazioni, indicazioni, suggerimenti per rispondere a domande che si porta dentro.

Come già nel volume precedente, al fondo del romanzo c’è una nota che elenca i libri citati lungo le pagine, quelli su cui i ragazzi discutono con il loro insegnante. Alcuni – come “Tiro al piccione” di Spinelli, “Buchi nel deserto” di Sachar e “Un ponte per Terabithia” di Paterson – sono ben noti; altri invece possono essere dei nuovi suggerimenti di lettura. A differenza di quanto è indicato nella nota, infatti, tre altri titoli sono stati tradotti in italiano: “The outsider” di S. E. Hinton è stato pubblicato da Piemme nel 1997 col titolo “Ribelli” (è il libro da cui Coppola ha girato il film “I ragazzi della 56ª strada”); “The Westing Game” di Elen Raskin è apparso per Mondadori nel 2000 come “Il testamento Westing” e infine “Bell Prater’s Boy” è uno dei libri di Ruth White editi da Mondadori nella collana Gaia Junior, questo nel 1996 col titolo “Bellissima”. Sono libri di qualche anno fa, ormai fuori catalogo, ma in biblioteca li trovate di sicuro!

Il sito dell’autore. La copertina dell’edizione italiana è di Claudia Palmarucci.

Rob Buyea, Il maestro nuovo è tornato (trad. di Beatrice Masini), Rizzoli 2014, 411 p., euro 14

L’acchiappalibri

28 dic

Più riguardo a L'acchiappalibriNel folto del bosco, ogni sera, si accendono le luci nelle tane: prima della nanna, si leggono storie della buonanotte a casa dei gufi, degli scoiattoli, dei conigli, dei tassi, dei topolini. Chi ama le fiabe, chi le storie di magie, chi quelle di draghi o quelle di pirati. Carla invece legge la storia di una Cappuccetta con lunghe orecchie a punta, ma il suo libro improvvisamente scompare e lei fa appena in tempo a vedere una coda che sparisce oltre la finestra. I furti si ripetono in ogni casa, si svuotano gli scaffali e le librerie, si abbassano improvvisamente le pile sui comodini. Carla si organizza per resistere sveglia e scomparire il bestiolino che ruba i libri: è un piccolo esserino alato che cerca storie per non sentirsi solo. La soluzione è semplice: libri restituiti e invito a condividere la lettura!

La doppia pagina dove sono ritratte le tane illuminate coi loro lettori appassionati ricorda le immagini di Little Fox, una app canterina (sia Apple Store che Google Play), dove la canzone della notte fa da sottofondo anche a una tana illuminata e a un libro sfogliato.

Ecco il sito di Thomas Doherty.

Helen Docherty e Thomas Docherty, L’acchiappasogni (trad. di Marinella Barigazzi), Nord-Sud 2013, 32 p., euro 13,90

Farei un BookCamp con te…

24 set

digital readersDa tempo segnaliamo su questo blog anche le versioni ebook dei libri che recensiamo; da tempo chiacchieriamo qui – quando capita – e in giro – tanto – di digitale per bambini e ragazzi, di promozione della lettura al tempo del web, di cosa significa per noi qualità in tutti in tipi di supporti che presentino possibili letture per giovani lettori. Diciamo, ascoltiamo, proponiamo, mettiamo spunti di riflessioni e segnalazioni su un gruppo Fb che si chiama MLOL-Ragazzi (iscrivetevi e partecipate!), leggiamo le proposte e le segnalazioni sul sito Mamamò.

Dopo il TOC bolognese, ho scritto un post in cui mi chiedevo di cosa avessimo davvero bisogno in Italia per parlare di argomenti quali lettura, digitale, ragazzi. Non di certo di appuntamenti forse troppo ingessati e istituzionali e soprattutto non di appuntamenti dove fosse previsto un costo di ingresso decisamente elevato, preclusione logica e naturale a una libera partecipazione costruttiva. Mi piaceva l’informalità che era stata proposta in un appuntamento simile in aprile a Parigi, il Bookcamp Jeunesse. Allora, dopo uno scambio di mail con Paolo Canton di Topipittori nato proprio da quel post e dopo le riflessioni condivise con Giuseppe Bartorilla  a proposito del convegno che da quattro anni si tiene a Rozzano, un BookCamp italiano abbiamo deciso di farlo noi. O meglio, in una ginzburghiana modalità “per allegria”, abbiamo provato a cucire idee e proposte e rilanciare a voi la proposta di un momento di scambio.

Dunque, il 17 ottobre prossimo ci sarà a Rozzano, nel pomeriggio, il quarto appuntamento del convegno Digital Readers, incentrato quest’anno su tematiche come inclusione e trasformazione. Ne parleremo con Andrea Mangiatordi, Renata Gorgani, Tatiana Wakefield, Anna Antoniazzi, Anselmo Roveda, Anna Pisapia.

La mattina invece proponiamo l’esperimento informale del Digital Readers Camp, un momento in cui incontrarsi e discutere sui temi che ruotano intorno  all’editoria digitale per ragazzi: concepire un prodotto digitale, produrlo,diffonderlo, usarlo, proporlo ai giovani lettori. Non è un convegno, non è una conferenza, non è una tavola rotonda. È un momento di riflessione e discussione condivisa in cui raccogliere le voci dei diversi attori interessati a questo argomento (autori, illustratori, editori, sviluppatori, bibliotecari, librai, insegnanti, promotori della lettura,ecc.).   È un momento in cui scambiarsi pareri ed esperienze, esprimere perplessità, dubbi e speranze in una  modalità abbastanza informale da permettere di ascoltare le voci di tutti e di fare un uso costruttivo del tempo a disposizione. È un momento per tessere reti tra le diverse professionalità, per aprire nuove prospettive, nuove collaborazioni, nuovi terreni su cui operare insieme. È un “numero zero”, una prova per creare altri momenti simili in cui parlare di digitale per ragazzi.

Avendo dei numeri limitati per l’accesso alle sessioni di discussione, forse non ci sarà posto per tutti: motivo in più per replicare, dando possibilità di partecipazione anche a chi è in altre zone d’Italia. Nella seconda parte della mattinata però ci sarà spazio per “La vetrina del digitale. Il tuo progetto in 7 minuti e 10 slide”, dove vogliamo invitare chi ha realizzato, sta progettando, sta coltivando un’idea di prodotto digitale per bambini e ragazzi, a presentarlo ai presenti e condividerlo con tutti.

Ci sembra un buon modo per cominciare a fare rete, per smettere di dire dire dire senza mai cominciare davvero a mettere mattoni. Che dite? Venite?

Qui trovate descrizioni delle due parti della giornata e modalità di iscrizione.

Io passerò prima, questo giovedì e venerdì, a Palazzolo sull’Oglio dove si svolge la seconda edizione del PDF-Palazzolo Digital Festival: un altro mattoncino che porterò in borsa a Rozzano.

La guida di Charlie Joe per NON leggere

23 set

Più riguardo a La guida di Charlie Joe per non leggereA leggere il titolo e a guardar la copertina con l’indicazione del fatto che il libro contiene venticinque consigli per non leggere, vien da pensare che sia un’operazione per strizzare l’occhio ai non-lettori, invece il testo è davvero piacevole. Racconta di Charlie Joe e del suo impegno a non leggere fin dalla scuola primaria, sotto choc perché per il suo sesto compleanno il padre gli ha regalato l’opera omnia di Mark Twain. Racconta i trucchi (primo fra tutti quello di pagare in gelati l’amico che legge al suo posto e gli racconta le trame), le convinzioni dell’accanito lettore riluttante su quanto la lettura nuoccia alla salute e le dritte su cosa scegliere se proprio dovete impegnarvi. Ma parla anche di liste di libri da leggere, di scuola, di amicizia, di insegnanti che motivano i loro allievi, di punizioni e di castighi. C’è una lunga descrizione sul perché la biblioteca può essere tua amica o tua nemica e a pagina 87 una “nota per i genitori” che di questi tempi di generazioni digitali suona proprio perfetta. Dice così: “II nostro futuro successo accademico, sociale ed economico dipende dalla possibilità di inviare sms e instant message, controllare Facebook e chiamare gli amici ogni quindici secondi. Preferibilmente mentre nello stesso momento stiamo giocando a Call of Duty. Se volete che ci concentriamo,  non toglieteci le distrazioni”.

Ecco il sito dell’autore con le videorecensioni dei giovani lettori di Charlie Joe. E il sito dell’illustratore.

Tommy Greenwald – ill. J. P. Coovert, La guida di Charlie Joe per non leggere (trad. di Andrea Carlo Cappi), Nord-Sud 2013, p. 220, euro 12

Pina va in biblioteca

27 mag

pina bibliotecaTra i titoli della nuova collana Mondadori “Le prime letture di Pina” che vedono il personaggio di Lucy Cousins impegnato in situazioni diverse (al museo, al mare, in campeggio, ecc.), scegliamo ovviamente quello in cui la topina va in biblioteca, sulla scorta di avventure simili di Giulio Coniglio, del Mattia di Clavis… Pina va in biblioteca per cercare un libro sui pesci per imbattersi per caso in altri testi su animali diversi, per scoprire tutte le cose che si possono fare, per ascoltare una storia letta ad alta voce da Tullio e per scoprire che il libro che le interessa sta… vicino all’acquario dei pesci, in una giusta disposizione dei materiali per affinità.

Gli amici di Pina che escono dalla biblioteca imitando i versi della storia che hanno appena ascoltato ricordano i tanti piccoli lettori che ripetono voci e versi e che, alla fine di una comune lettura ad alta voce, imitano il grande che ha letto per loro mettendo in cerchio i compagni e fingendo di leggere dall’albo che tengono magari sottosopra :-)

Se il libro si affranca dal luogo comune sulla bibliotecaria in sala ragazzi (qui infatti c’è un bibliotecario maschio, evviva), cade invece nel tranello di dipingere la biblioteca come un luogo silenzioso in cui perdersi tra le pagine dei libri. Non esiste biblioteca meno silenziosa di una biblioteca ragazzi; e a ragione: perché i suoi utenti sono vivi, chiacchierini e coinvolti nelle attività proposte. Non è rumore, non è schiamazzo, ma semplicemente lo stereotipato silenzio da mantenere in biblioteca “non abita qui”.

Appunto: ma in una collana “prime letture” non si poteva pensare di usare in font in stampatello?

Lucy Cousins, Pina va in biblioteca, Mondadori 2013, 28 p., euro 8,90

Guarda, un libro!

3 mag

Questo albo potrebbe essere un senza parole. Il testo è brevissimo, quasi corollario non indispensabile agli acquerelli di Freya Blackwood che ci guidano nella poesia di una storia che comincia ancor prima del frontespizio, nell’illustrazione in cui un’anziana signora con un grosso cane e un carrello della spesa perde il libro dalla copertina rossa che le scivola dalla borsa per rimanere aperto in mezzo alla strada. Lo trovano due bambini che lo raccolgono e fanno rifugio sul tetto di una baracca per sfogliarlo. Allora le indicazioni del testo (prendersi cura del libro, ripararlo dalla polvere, dal vento, dalla pioggia, dai morsi del cane) diventano nelle immagini possibilità di tutto quel che puoi vivere quando ti perdi nel libro: costruire una barca che vola, navigare in una tazza su un mare improvviso, partire a cavalcioni di una bottiglia . E leggere e leggere ancora, lasciando che le parole e l’immaginazione cambino i contorni della bidonville in cui i ragazzini vivono. Sì, perché è una bidonville lo spazio in cui il libro viene aperto e improvvisamente i rifiuti, gli accumuli, gli scarti si trasformano in una città onirica dove i pali della luce sono alberi della foresta, lattine e tetrapack alti edifici e le galline destrieri veloci lanciati all’inseguimento. Piccola meraviglia.

Il sito di Libby Gleeson. Il sito di Freya Blackwood, medaglia Greenaway per l’illustrazione di cui la stessa casa editrice propone Matilde e Orso, col testo di Jan Ormerod.

Libby Gleeson – Freya Blackwood, Guarda, un libro! (trad. di Paola Gallerani), Officina Libraria, LO éditions 2012, 32 p., euro 12

Relazioni

17 set

Vedo che spesso i visitatori giungono a noi dopo aver cercato sul motore di ricerca “Relazione del Tal Libro”! La cosa non mi indispettisce, ma un poco mi intristisce. Non perché qualche studente svogliato riassuma parte delle nostre già striminzite recensioni. Mi rattrista il fatto che non sappia che cosa si stia perdendo facendo così. Non è bello leggere libri per compito, lo sappiamo benissimo, la lettura deve essere un piacere etc. etc.,ma quando capita, e vedo che capita, che un insegnante dia da leggere dei libri per ragazzi (non libri che il docente ritiene per ragazzi), mi sembra che si aprano delle possibilità, che un altro essere umano possa entrare nel mondo della lettura, luogo da cui difficilmente uscirà…
Lo so, è normale, succede: per due che leggono, dieci cercano i riassunti. Ma possono le proporzioni ribaltarsi? Io ci voglio credere, e voglio credere che possa dipendere anche da noi. Che poi siete anche  voi che leggete.

Sul perché Leggere, leggete anche questo piccolo ma significativo post di Fabio Geda, che nonostante sia “solo” al secondo libro (che deve ancora uscire) è già uno dei miei autori preferiti :)

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