La maestra come un universo, come una sagoma su carta quadrettata, come il risultato di uno scan o di una lastra che ti fa vedere tutto quello che c’è dentro. Una maestra (o un maestro, ovviamente) è piena di numeri, lettere, tabelline, monti, fiumi, cinque sensi e tante altre cose che riesce a passare ai bambini senza perderne nemmeno un grammo.
Una maestra ha una voce che cambia come una canzone, può perder la calma e bloccare tutto (le addizioni, le moltiplicazioni, lo scorrere dei fiumi), puoi incontrarla fuori dalla scuola a far la fila o aspettare l’autobus, ma comunque prima o poi torna in classe. Una maestra ha antenate maestre primitive molto pelose e parla la lingua dei grandi, ma in una versione ancora più difficile. Se la incontri dopo tanto tempo ti sembra più piccola, proprio come la tua aula di allora. Con le maestre inoltre puoi fare tutte le operazioni matematiche: sarebbero importanti soprattutto le divisioni, cioè dividere tutti i maestri e le maestre del mondo per tutti i bambini del mondo.
E ricorda: “una maestra piccola non è una mezza maestra, così come una molto grande non vale doppio”.
Le illustrazioni efficacissime sono di Chiara Carrer. L’albo, di quella bellezza leggera e piccina che può stare dentro le cose di tutti i giorni, è da leggere ad alta voce alle classi che incontrate nella speranza che tutti possano avere dei maestri e delle maestre davvero magistrali.
Susanna Mattiangeli – Chiara Carrer, Come funziona la maestra, Il Castoro 2013, 28 p., euro 14
Torna la coppia Jolivet-Fromental con un albo tutto da scoprire, buono per passare un pomeriggio di pioggerella autunnale come è capitato a noi: è pieno di colori che sconfiggono il grigio, è ricco di particolari da scoprire e chiede un intervento diretto al giovane lettore, chiamato in causa a completare frasi e rime. Il furgoncino rosso di Schizzo (Rapido, in originale) è pronto per caricare tutti gli oggetti imballati da consegnare in giro per la città. Il lettore è invitato a seguirlo e ad alzare le finestrine dietro cui si nascondono gli indizi/oggetti inseriti in frasi costruite da Fromental sulla base degli slogan pubblicitari degli anni Cinquanta. Così ci si fa un tour cittadino tra il porto e la stazione, tra la scuola e la casa della nonna, tra l’autostrada e la palestra. C’è anche una modernissima mediateca!

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