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Le emozioni difettose

25 nov

More about Le emozioni difettoseI suoi movimenti creano vortici di granelli di polvere visibili alla luce del sole che entra dalla finestra. La nostra essenza è in questa stanza, il prodotto anatomico della scomposizione di due ragazze nei loro elementi costitutivi: paura, coraggio, solitudine. Continuo a sentire il rumore del bicchiere che si infrange e le sue schegge penetrare il sottile strato di brina che avvolge il mio cuore.

Tutto questo libro corre sul filo della chimica: nei titoli dei capitoli trovate legami covalenti e neutralizzazione, radicali liberi e collisioni elastiche, elementi vari e consigli per la sicurezza nel maneggiarli. La protagonista, Kate Malone, è infatti un asso in questa materia che non solo è la sua preferita, ma è la carta vincente che la proietterà al MIT, l’unica università in cui ha fatto domanda di ammissione. Perché Kate vuole il meglio, perché Kate è convinta di farcela, perché Kate prova ogni notte la sua resistenza correndo a più non posso. Corre per mettere a tacere il dolore della perdita della madre, corre per far star zitte Kate Buona e Kate Cattiva che si apostrofano dentro di lei, corre per resistere al sonno e per far stare nella giornata tutte quelle incombenze familiari di cui si sente in dovere. Corre per andare oltre i limiti, al di là del muro, per non pensare. Quando però un incendio nella casa dei vicini innesca una serie di incidenti e convivenze forzate che la mettono davanti alla realtà (a quella sul suo futuro, ma anche al quotidiano che intorno a lei si vive), Kate deve fermarsi. Ritratto splendido di adolescenti a cui Laurie Halse Anderson ci ha già abituati in Speak.Le parole non dette e in Wintergirl. Con una istruttiva descrizione di un ultimo anno di liceo e delle pressioni che i ragazzi statunitensi vivono nell’attesa di notizie di ammissione a università prestigiose.

Laurie Halse Anderson, Le emozioni difettose (trad. di Sara Reggiani), Giunti Y 2011, 299 p., euro 14,50

Wintergirls

18 gen

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Chi voleva guarire? Mi ci erano voluti anni per diventare così magra. Non ero malata. Ero forte”.

Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

Sinossi tratta dal sito della Giunti Y.

Benvenuti nella gelida terra delle ragazze d’inverno.
Questo bellissimo libro della Anderson ci porta nei remoti luoghi dove vivono  le Wintergirls, ci guida attraverso i loro pensieri, ci fa scoprire come pensano e cosa scatta nella mente delle giovani che sono affette dai  disturbi dell’alimentazione. Un libro importante e soprattutto coraggioso, perchè racconta quello che troppo spesso i media trattano con superficialità o leggerezza, quasi sempre per farne un caso. Come la giovane modella protagonista della controversa campagna di Toscani, scomparsa recentemente che, nonostante comparisse spesso in televisione come un simbolo di chi lottava contro la malattia, in realtà rischiava di rafforzare proprio il senso di onnipotenza che le giovani provano nel controllare ossessivamente il proprio corpo come sostiene Renate Göckel nel suo libro Donne che mangiano troppo :” L’anoressica sembra dire: «Tengo sotto controllo il mio corpo e i suoi bisogni, e vi odio tutti, voi che siete così deboli da cedere ai bisogni del vostro corpo. Io sono più forte di voi, mi sento superiore». Un soggetto anoressico ha sempre un che di inavvicinabile.” Così è Lia, la protagonista del romanzo ed io narrante della vicenda, inavvicinabile da tutti, dai famigliari, dagli affetti. Vengono descritti molto bene proprio il ruolo e le situazioni in cui si viene a trovare la famiglia di Lia, la difficoltà di comunicazione, l’incapacità di comprendere come una persona possa e voglia arrivare a farsi così male. Un libro sicuramente da leggere per tutti quelli che sono in contatto con persone che hanno sofferto o soffrono di questo male, per cercare di comprendere davvero cosa c’è dietro questo grande dolore che porta un essere umano all’autodistruzione. Non so se lo consiglierei a chi si trova nella landa delle ragazze inverno, proprio per evitare l’effetto di rinforzo che potrebbe dare loro.

Laurie Halse Anderson, Wintergirls (Lo Porto T.), Giunti 2010, pp.336, € 14,50

 

Beastly

18 nov

More about BeastlyMi fissò e la sua iride verde scintillò regalandole quasi un’aura tutto intorno. Incredibile. Poi sorrise. Una specie di sorriso strano, riservato.

I sorrisi strani e riservati che presuppongono che chi li fa sappia ben di più di chi li riceve. Ed infatti il biondissimo, bellissimo e popolarissimo Kyle Kingsbury (anche parecchio scemissimo nelle prime pagine, immaginatevi un concentrato di luoghi comuni sul più bello del college) non immagina di aver appena dato appuntamento per il ballo – e con l’intenzione di prenderla in giro – ad una straga che, sotto le mentite spoglie di una ragazza abbastanza bruttina, si vendicherà del suo modo di fare e di essere trasformandolo in un mostro orrendo, peloso e con gli artigli. Eh sì, perché questo romanzo vuole essere una versione contemporanea de La Bella e la Bestia e ripercorrere la fatica di Kyle per trovare qualcuno che lo ami veramente come egli è entro il tempo stabilito dall’incantesimo. Nonostante il libro arrivi in Italia sulla scia dei trailer del film che ne è stato tratto e che uscirà il prossimo anno, nonostante una serie di luoghi comuni, nonostante gli inserti di chat di gente alle prese con incantesimi di vario tipo, è comunque una storia che ancora una volta fa riflettere sull’essere se stessi e che piacerà assai alle adolescenti. Al fondo, una nota dell’autrice parla delle diverse versioni della fiaba a cui si è ispirata, con suggerimenti di lettura e di visione.

Alex Finn, Beastly (trad. di Tiziana Lo Porto), Giunti Y 2010, 381 p., euro15.

Il mio corpo – Body Drama

9 mar

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Cos’è questo libro? Un manuale? Una guida al “conosci te stessa”? Le informazioni che hai sempre voluto chiedere? Questo libro è: 32 modi per dire tette, 39 per dire vulva, 18 per dire ciclo; una serie di considerazioni (da “le mie cosce sembrano di stracchino” a “mi lavo tutti i giorni ma puzzo lo stesso”, da “il mio seno non rimbalza” a “ho i baffi”) e la domanda del secolo “e se gli altri se ne accorgono??????”.

Nancy Redd ha cominciato a pensare a questo libro quando è stata eletta Miss Virginia e si è resa conto in prima persona che non si può stare bene con se stesse se non si conosce il proprio corpo e che le ragazze non lo conoscono abbastanza. Con la consulenza scientifica della direttrice dell’Adolescent Health Center di New York, ha pensato a questo manuale colorato e divertente che con la giusta dose di serietà e di ironia affronta tutta una serie di quesiti e di problemi sul corpo femminile, dando indicazioni, suggerimenti, riferimenti medici. Insegna a verificare che un neo non cambi forma, a fare un’autopalpazione al seno, a costruire un assorbende di fortuna; parla dei diversi tipi di foruncolo, di come depilarsi, di dove farsi un tatuaggio, di quale medico contattare a seconda del problema che si ha. Sfata falsi miti e false credenze e soprattutto mette nero su bianco “i mille volti della normalità”: in una società che ragiona per immagini e per confronto, vuole dare dei corpi normali da usare a modello. E siccome le autrici sono perfettamente consapevoli che a volte le parole non bastano e serve qualcosa di più rassicurante (“un’immagine vale più di mille parole”), il testo è pieno di immagini, comprese quelle che vi fanno vedere come certi corpi siano ritoccati a computer; quelle a pagina 72/73 ci danno esattamente la misura del senso di questo testo: sono 24 immagini di vulve: sarebbe divertente vedere quanti adulti si imbarazzino davanti a una pagina del genere!!! Perché il senso del libro è proprio questo: il nostro corpo è una meraviglia, guai se diventa fonte di imbarazzo o di ossessione.

Come ha scritto un lettore su Anobii: “Magari ci fosse un manuale analogo per i maschi, farebbe del bene anche ai postadolescenti, tra i quali mi annovero”. Ecco, vero. Farebbe bene a tutt* :-)

Sul sito Giunti Y potete vedere l’intervista di Camilla Raznovich a Nancy Reed a Tatami, il 7 febbraio scorso.

Nancy Amanda Redd – con la consulenza scientifica di Angela Diaz e le fotografie di Kelly Kline, Il mio corpo – Body Drama (trad. di Thomas Fazi), Giunti Y 2010, 256 p., euro 16,50.

Speak. Le parole non dette

9 nov

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Ho bisogno di una nuova amica. Ho bisgono di un’amica, punto. Non una vera amica, niente migliori amiche né vestiti prestati né notti passate a ridacchiare. Solo una pseudoamica, un’amica usa e getta. Un’amica come accessorio. Solo per non sentirmi così e non sembrare tanto stupida.

Primo giorno di liceo. Prima passeggera del pulmino della scuola: libera scelta di dove sedersi sapendo che nessuno si metterà vicino a lei. Melinda è partita col piede sbagliato: vestiti sbagliati, pettinatura sbagliata, atteggiamento sbagliato e la consapevolezza di essere un’emarginata. A una delle feste più cool dell’estate, Melinda ha chiamato la polizia che ha fatto irruzione e ha anche fermato alcuni ragazzi: quanto basta per essere segnata a dito mentre passa tra i corridoi e per essere ignorata dalle sue vecchie amiche. A questo aggiungete due genitori in lite, un’impennata dei voti verso il basso,  dei professori assurdi, uno sgabuzzino come rifugio in cui nascondersi per saltare lezione e il rifugio del corso di arte, dove, costretta a lavorare sul tema degli alberi, la ragazza scopre piano piano di avere un talento. E il silenzio. Perché Melinda avrebbe tantissime cose da raccontare, cose che le intasano l’animo, ricordi che la fanno vomitare, ferite che continuano a sanguinare, ma sceglie di non parlare, di  gridare addirittura in silenzio, chiusa dentro il suo armadio, mordendo i suoi vestiti. Addirittura presenta una ricerca scolastica stando zitta e cercando di battersi per il suo diritto a tacere. Finché il suo supergeniale compagno di biologia le fa notare che forse non si può vincere stando in silenzio. Finché arriva la primavera, finché pianta dei fiori in giardino, finché si sente lei stessa un seme di cui prendersi cura e libera il racconto di quanto è successo a quella festa d’estate.

Un libro forte e spiazzante. Un libro ruvido grazie anche allo sguardo di Melinda sul mondo che la circonda e al sarcasmo che spesso usa nei suoi stessi confronti. E che si riflette anche nel film: la Giunti, che con questo libro inaugura la collana Y, ha scelto di distribuire il libro insieme al film in lingua originale, sottotitolato in italiano. Melinda è interpretata da Kristen Stewart; potete fare un confronto e individuare le differenze tra libro e film (singolare la scelta finale di cambiare la figura dell’adulto a cui la ragazza rivela la violenza subita); potete semplicemente gustarveli entrambi. Sarà comunque una buona scelta.

Questo libro, uscito dieci anni fa negli Stati Uniti, è stato pluripremiato e tradotto in molti Paesi. Sul sito dell’autrice, potete vedere tutti i libri che ha scritto, di cui in Italia è stato tradotto solamente febbre 1793 (Salani 2004). Il suo ultimo libro, Wintergirl, è stato un nuovo successo da cui è statto tratto un film.

Sul sito della nuova collana Giunti Y potete trovare video, interviste e pareri dei lettori su Speak e potete diventare membri del team di ragazzi che potranno conoscere i nuovi libri in anticipo sull’uscita in libraria e parlarne parlarne parlarne a tutti!

Laurie Halse Anderson, Speak. Le parole non dette (trad. di Tiziana Lo Porto), Giunti Y 2009, 183 p. + dvd, euro 19,90.

I primi minuti del film Speak:

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