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Yoga piccolo piccolo

28 gen

yoga[Disclaimer: questo post parla di un libro ma anche di maternità e di eventi personali, se non interessati passare direttamente alla fine quando parliamo SOLO del libro :)]

Sono legata particolarmente a questo libro che è arrivato in un momento particolare della vita. Quando l’ho trovato nella buca delle lettere ho provato a leggerlo al mio Giulio però questo non è un libro da leggere, ma da fare e con la pancia piena di… Adele proprio non ci riuscivo. Ora che Adele non è più nella pancia questo libro è per noi un gioco (e anche un modo per mamma per cercare di rimettersi un po’ in forma).
Cosa mi ha colpito di questo libro? La nicchia di mercato in cui si va a posizionare. Mi spiego meglio. Chi ha a che fare con dei bambini (suoi o come caregivers) sa che ci sono quei giorni in cui sei costretto a casa e non sai più che pesci pigliare. Hai giocato, guardato la tv, letto, magari fatto pure un’attività manuale (e hai pezzi di pasta al sale da pulire per i prossimi mesi) ma sono solo le 4 del pomeriggio. Ci vorrebbe uno sfogo fisico che non distrugga casa. E così apri un libro, un libro come questo. Un libro che non è solo una storia da leggere ma è un libro del fare. E non una serie di istruzioni per lavoretti, ma un modo per fare stare genitori e figli insieme alla scoperta della corporeità.

Lo yoga del titolo non è un personaggio ma la pratica dello yoga declinato per i bambini (e così scopro che c’è anche un’associazione italiana Yoga per bambini). Il testo prende lo spunto da una visita al giardino zoologico di un bambino che frequenta un corso di yoga e che, tornato a casa, vuole provare le posizioni che prendono il nome dagli animali che ha visto. E con questo pretesto via ad allenarsi con la posizione del leone, della tartaruga (difficilissima per me, brutta roba la vecchiaia!), il cobra, il gabbiano (questa è la più facile) e la mia preferita, la tigre (che mi sa che rassoda e tonifica un sacco). Leggere ai bambini fa bene al rapporto genitori figli e crea una relazione, questo lo sappiamo da tanto tempo e Nati per leggere esiste proprio per ricordarcelo e io da sempre associo il momento della lettura alla coccola sulle ginocchia della mamma, alla favola della buonanotte. Ecco adesso associo il momento del leggere insieme anche al fare insieme un’attività che coniuga il corpo e la parola.

Lorena V. Pajalunga, – illustrazioni di Anna Forlati, Yoga piccolo piccolo, Edizioni Corsare 2013, 32 p., euro 14

Perchè Ciajkovskij si nascose sotto il divano

25 ott

Vi abbiamo già parlato di questo simpatico violoncellista che ha iniziato scrivere libri di divulgazione musicale per ragazzi. Dice Isserlis che è stato spinto a scrivere questo secondo volume  (il primo era quello dello stufato ricordate?) dalle insistenze delle persone che gli chiedevano quando sarebbe uscito il prossimo libro. Se lo avessi incontrato mi sarei unita al coro delle richieste. Come tanti penso di non brillare per l’educazione musicale ricevuta e apprezzo queste iniziative di iniziazione all’ascolto musicale “for dummies.”

La struttura del volume è quella già rodata: scelta di  sei compositori (questa volta sono Händel, Haydn, Schubert, Ciajkovskij, Dvořák e Fauré), loro biografia anticonvenzionale, ulteriori episodi biografici e guida all’ascolto. Un manuale di musica quindi? Beh siete lontanissimi dal vero se la pensate così. Già dal titolo si capisce che l’intento di Isserlis non è quello di mettersi in cattedra e pedagogicamente spiegare i venerabili della musica, ma metterli in chiave umana, parlando dei loro vizi, virtù e stranezze. E intanto infilare nella narrazione, sciolta e divertente ma senza quei fastidiosi ammiccamenti bambineschi tipici di chi non sa veramente parlare ai ragazzi, la voglia di ascoltare e quelle nozioni che poi ti rimangono in testa. Io, per esempio, mi sono giocata la mia carta ieri a cena dicendo che il primo tentativo di Dvořák di fare eseguire la sua musica in pubblico fu un disastro perché il poverino non sapeva che le trombe non suonano le note come sono scritte nella loro parte tra lo stupore dei musicisti che mi girano in casa che mi hanno detto: “e tu come lo sai?” (grazie Isserlis per questa vittoria!)
Apprezzo anche la scelta di includere in questo volume tra grandi nomi noti a tutti (anche ai super dummies come me) il nome di Fauré che non è una scelta così scontata, sarà perché quell’aneddoto sul piatto di spinaci meritava proprio di essere raccontato? :)

Steven Isserlis, Perchè Ciajkovskij si nascose sotto il divano (Trad. di Cecilia Rivers), Curci Young 2013, 333 p., euro 13,90

Cattive ragazze

11 apr

130326_cattiveragazzeQuesta sarà la mia recensione con il capo cosparso di cenere. Mea culpa per avere tenuto questo libro troppo a lungo nel cassetto. Perché il cassetto in questione va spalancato e il libro orgogliosamente mostrato a tutti.

Ma proprio a tutti. Perché questa graphic novel è pensata per essere letta anche da chi qualche difficoltà di lettura ce l’ha; infatti è stata meritoriamente stampata con il font “Leggimi” progettato da Sinnos proprio per chi ha difficoltà di lettura; anche la struttura del testo con i baloon che seguono l’ordine dei dialoghi è progettata per questo scopo.
Uff! un libro semplificato direte voi. Mai giudizio fu più lontano dalla realtà. L’aggettivo che non si può usare per liquidare il testo è sicuramente semplice. Perché è un libro pesante come un macigno. Ma non pesante da leggere, anzi. Pesante perché mette una pietra importante nella narrazione dei temi di genere per ragazzi. Dopo il meraviglioso “Nina e i diritti delle donne” (ve ne abbiamo parlato qui) che ha gettato le fondamenta per questo meraviglioso edificio letterario (che spero diventi un grattacielo!) sui problemi di genere raccontati ai ragazzi (anzi ragazz*), ecco le Cattive ragazze.

Sono 15 narrazioni di vite straordinarie e confesso con vergogna che di molte non sapevo nulla.  Vi voglio scrivere tutti i 15 nomi perché, a prescindere dal libro, un giro su Google anche solo per sapere chi sono queste meravigliose donne lo dovete proprio fare.
Con orgoglio vi presento: Olympe de Gouges, Nellie Bly, Elvira Coda Notari, Nawal El Saadawi, Antonia Masaniello, Marie Curie, Aleksandra Kollontaj, Alfonsina Morini Strada, Angela Davis, Claude Cahun, Domitila Barrios de Chungara, Franca Viola, Miriam Makeba, Hedy Lamarr, Onorina Brambilla. E adesso giocate pure al ce l’ ho-ce l’ho-mi manca per vedere quante ne conoscete. (Il mio vergognoso punteggio era di sole 6!).
Sono biografie di donne diversissime tra loro, dalla umile contadina, alla giornalista di inchiesta. La lezione che emerge da tutte queste storie è però che la semplicità del coraggio e della convinzione nelle proprie idee e sentimenti porta a essere veramente speciali. C’è tutto il mondo delle donne in questa graphic novel: narrazioni di momenti di vita in cui donne, per difendere le proprie idee, perdono i figli, rivendicazioni di una sessualità non rigorosamente binaria (grazie per avere parlato con lievità di questo tema), biciclettate contro i pregiudizi, combattimenti contro la propria bellezza che offusca l’intelligenza.  E le chiamavano Cattive ragazze :)

Alessia Petricelli, Sergio Riccardi, Cattive ragazze, Sinnos 2013, 96 p., euro 12

Falstaff

3 mar

11801Vi abbiamo g
parlato della serie La Magia dell’Opera
edita da Curci,
ma siccome è passato un po’ di tempo e i materiali per Nati per la
Musica non sono così numerosi, pensiamo che sia utile ricordarvelo
parlandovi di una nuova uscita: il Falstaff. Viene riproposto da
Curci il format che caratterizza la collana e che permette ai
ragazzi di avvicinarsi a quello che è considerato un mondo un po’
ostico per loro: quello della lirica. Si racconta la storia,
si imparano a conoscere i personaggi, si ascoltano le arie e
se si vuole si possono provare a cantare. E ci sono i giochi e i
quiz a tenere unito il tutto e a renderlo lieve. Come al solito il
cd allegato si distingue per la qualità della registrazione. Una
curiosità: il titolo, come ci ricordano gli amici di
Critica Classica
, non è scelto a caso: il 2013 é l’anno
del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e il centenario
della nascita di Tito
Gobbi
. Cecilia
Gobbi
– ill. di Andrea Goroni, Pietro
Dichiara
, Falstaff, Curci 2012, p. 80,
euro 14,90 (con CD)

E’ finita la scuola

1 mar

finita-la-scuola-pUn libro per parlare di bullismo, non il primo né l’ultimo, ma certo un libro che lascia il segno perché affronta il tema con la lievità di… una carta da lucido. Si tratta di un libro gioco e nelle tavole, una per ogni giorno della settimana,  è illustrato il momento dell’uscita della classe. I bambini corrono in strada, il bidello vigila, alcuni corrono a casa, altri no, ci sono i genitori ma anche…un bulletto! Chi sono però i personaggi? Il gioco è proprio quello di scoprirlo date le indicazioni fornite e riempire la carta da lucido con i nomi di ognuno degli amici.

Questo libro che ho aperto in un giorno di neve mi ha fatto pensare tanto: alle cartine mute di quando andavo a scuola (chissà se esistono ancora?) e a quanto le ho odiate e come invece potevano essere belle con una didattica un po’ diversa, a come si può parlare di bullismo coi ragazzi senza dovere fare domande dirette ma portando in primo piano il racconto delle loro emozioni attraverso il gioco, ma soprattutto mi ha fatto pensare al tempo di qualità da passare coi figli. Il tempo di qualità, quella cosa che ho sempre pensato che ti raccontano per non farti sentire troppo in colpa se i figli li vedi giusto per metterli a letto. Adesso ho capito cosa vuol dire: questo libro ti obbliga a non barare. Alzi la mano chi non ha letto almeno una volta la fiaba della buonanotte in maniera meccanica ma pensando a altro (la lavastoviglie da caricare, il pranzo per il giorno dopo, oddio come vorrei farmi un bagno caldo)…ecco se prendete in mano libri come questi non è possibile. Si scende davvero all’altezza dei bimbi, si sta con loro anche con la testa, magari si coinvolge anche papà e i fratellini e soprattutto ci si diverte. Un libro focolare domestico :)

Una nota sull’uso del colore:  le tavole sono in bianco e nero, con alcune pennellate di colore. L’editore sul suo blog ci dice che nella versione francese c’è stata la richiesta di fare le tavole a colori perché “ai bambini piace il colore”. Guardate qui il confronto… A me viene da dire: tutte storie! Queste tavole sono bellissime così e il bianco e nero mi sembra un elemento essenziale della narrazione.

Conc, E’ finita la scuola, Prìncipi e Princípi, 2012, 24 p., euro 14.

Il mio nome è no!

17 nov

Come sanno tutti i genitori, una delle prime, primissime parole dei piccolissimi è: NO! Mi ricordo benissimo quella fase di mio figlio, quando balli tra permissivismo e mettere i giusti paletti di tutela, ma sopratutto ricordo il dubbio che mi attanagliava: ma lo capiranno loro cosa vuol dire no? O per loro è tutto un gioco?
Quando ho aperto questo albo sono scoppiata a ridere: forse c’era del vero nel mio dubbio! Almeno dal punto di vista del cane protagonista del libro di esordio di Marta Altès. Non vi racconterò la trama perché non voglio rovinarvi la sorpresa, ma il libro è davvero spassosissimo.

Questo titolo appartiene alla nuova collana I tradotti, “una selezione internazionale di albi illustrati e narrativa per bambini che Sinnos editrice porta in Italia”.

Marta Altés, Il mio nome è no!, Sinnos,€ 8,50, pp. 32

Il mio libro illustrato della musica

16 nov

Suoni, intensità, durata, altezza, frase musicale, accordo, melodia: un excursus tra i concetti per capire le basi della musica.  Questa è l’ultima uscita di Curci che manda sugli scaffali una nuova serie di libri + CD, perché i bambini, mentre imparano a leggere, imparino anche a ascoltare, soffermandosi a distinguere un clarinetto da un flauto dolce, a capire qual é la differenza tra una musica che esprime gioia e una che trasmette tristezza, paragonando tra loro i suoni degli animali.
Il marchio Curci  è una garanzia sulla qualità delle registrazioni e del repertorio scelto con un ottimo connubio dialettico tra carta e audio.

Judith Birnbaum - illustrazioni di Anouk Ricard, Il mio libro illustrato della musica, Curci Young 2012, 32 p., 13,90 euro

Gli altri titoli:

Isabelle Aboulker - illustrazioni diXavier Frehring, Il mio libro illustrato degli strumenti, Curci Young 2012, 32 p., 13,90 euro

Olivier Tallec,  Il mio libro illustrato dei suoni, Curci Young 2012, 32 p., 13,90 euro

La quaglia e il sasso

8 nov

Non è facile scrivere di un libro come questo.
Perché senti che non potrai trasmettere tutte le emozioni che ti suscita leggerlo.
Perché é una narrazione della maternità tra le più complesse e lievi che abbia mai letto.
Perché parla del rimpianto, della speranza, dell’amore cieco e incondizionato.
Perché un giorno, una quaglia che viveva alla giornata si rende conto che non ha mai covato un uovo e “la storia sapeva di nostalgia, di fiabe mai narrate, di odori mai sentiti e di sogni fatti chissà quando”.
Perché diventare madri alle volte é difficile.
Perché si può anche scegliere di covare un uovo di dinosauro pur essendo una quaglia.
Perché quando si apre l’uovo cambia tutto ed é solo amore.

Arianna Papini, La quaglia e il sasso, Prìncipi & Principi 2012, 32 p., 14 euro

Evelina verde mela

6 nov

Ma come fanno i rinoceronti a dormire con il corno? Semplice, se lo tolgono. Ma la mattina lo rimettono e hanno un corno di colore diverso per ogni giorno della settimana:

Un corno giallo scuolabus il lunedì,
un corno rosso ciliegia il martedì,
un corno verde mela il mercoledì,
un corno azzurro ghiaccio il giovedì,
un corno viola melanzana il venerdì,
un corno bianco nuvola il sabato,
un corno blu notte la domenica.

E’ molto importante indossare ogni giorno il corno giusto, specie se si lavora all’ufficio oggetti smarriti come Evelina. Ma oggi é martedì e del corno rosso ciliegia non c’è traccia, così accade che Evelina esca con un corno verde mela, “che le fa risaltare gli occhi e la fa sentire bellissima”. Ma appena esce di casa gli sguardi delle persone…

Una storia che insegna a prendere le distanze dal conformismo, a portare avanti le scelte anche quando sembri essere il solo a crederci, a scoprire l’importanza di un amico con il corno giallo scuolabus del lunedì. Per non preoccuparsi di ciò che pensano gli altri di noi ma solo di ciò che noi pensiamo di noi.

Qui il booktrailer

Mara Dompé – illustrazioni diAnnalisa Sanmartino, Giulia Torelli, Evelina verde mela, Prìncipi e Principi 2012, 32 p., 14 euro

I racconti di Punteville

18 ott

Per vari motivi erano un po’ di giorni che mi giravano sottomano grafiche dozzinali da banconi del supermercato, così la prima cosa che mi ha colpito non potevano che essere le illustrazioni della brava Rita Petruccioli che riesce a mettere su carta le descrizioni delle città pensate da Gianluca Caporaso.

I racconti di Punteville sono costituiti da una serie di storie ambientate ognuna in una città caratterizzata da un segno di punteggiatura che, con le sue caratteristiche, conforma le abitudini degli abitanti: dall’indeterminatezza nella città di puntini puntini agli spazi ampi di punto e virgola. In ognuna di esse, ovviamente, si parla, si lavora, si gioca, si costruiscono case, ci si innamora. E la città di punto? Beh quella è la fine. O almeno così si credeva, finché un pallone…

Un bel libro grazie al quale trovare mille modi per fare imparare la differenza tra una virgola e un punto e virgola.

Qui il booktrailer e qui il sito dell’illustratrice.

Gianluca Caporaso – ill. di Rita Petruccioli, I racconti di Punteville, Lavieri 2012, 76 p., 11 euro

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