La famiglia degli Enormi è composta da Babbo, Mamma, Grande, Mezzano e Piccolo. All’ora del sonnellino, durante una giornata al mare, non avendo il libro di favole a portata di mano, il Babbo inventa storie per conciliare il sonno partendo dal gioco dei perché. Ovviamente devono essere storie su misura per chi le richiede e le ascolta e magiche da spingerti a tuffarti tra le parole, sulle onde della nanna. Nascono così storie in mare aperto, dove vivono, sull’Isola di In-mezzo-al-mare, i Giganti Marino, Dormiglione e Arenario, la Mastodontica Mercurocromo medichessa delle creature marine e la gigantessa Fumarola che fuma palle di neve.
Si racconta così della grandezza delle onde, dei diversi colori dei pesci, delle storie che curano i malanni e delle nuvole che nascono da una pipa. Avventure oniriche e pieni di dettagli minuscoli, per cui ci si può perdere tra le pagine a cercar cosa spunta dal panino della Mamma o dalla tasca della Mastodontica, a scoprire quali libri leggono i giganti e di che colore sono i loro calzini.
Il sito di Bruno Pep e il suo blog. Leggete il suo articolo sulla lettura come forma di ribellione La revolución silenciosa: leer como acto de rebeldía. Il sito dell’illustratrice Natalie Pudalov (date un’occhiata alle cartoline).
Bruno Pep – Natalie Pudalov, Il sonnellino degli Enormi, Logos 2012, 56 p., euro 16,95


cara c,
spesso i nostri gusti, e di conseguenza i nostri giudizi sui libri, coincidono, ma di fronte a questo libro io vado in direzione ostinata e contraria alla tua. Anche se non mi pare che neanche tu ti sia sbilanciata troppo, deduco che comunque tu ne abbia apprezzato qualche parte, altrimenti perché ne avresti scritto? A me è parso così inutilmente macchinoso che a fine lettura non avevo che da dirne male. Tu, invece, cosa salveresti di questo libro? Pronta a cambiare opinione
carla
A una prima sfogliata mi son detta “che inutile affollamento!”. Poi però leggendo mi è piaciuta l’idea di storie inventate a misura di ciascuno e il fatto che si potesse giocare a trovare particolari nascosti e minimi nelle illustrazioni (sono figlia di Scarry e di “Cirillo dov’è?” e il tarlo mi è rimasto!). NOn mi ha convinto fino in fondo il finale.
Sono curiosa di provarlo coi bambini… poi magari all’atto pratico non funziona. Vediamo. Ti dirò!
ciao
caterina