Archivio | dicembre, 2011

Primavera estate autunno inverno

31 dic

Per l’anno che viene, per l’anno tutto nuovo, un libro che ci fa sfogliare un anno intero nel declinarsi delle sue stagioni, passando attraverso i fiori, i frutti e gli animali, spiando il bosco, guardando sotto terra, sui rami, nell’aria. Finestre da sollevare per scoprire i piselli che dormono vicini al caldo nel baccello, per vedere i chicchi del mais e gli anelli della cipolla, per seguire il picchio e far fiorire un papavero.Un pulcino che nasce, un tulipano che si apre, il fiore del ciliegio: ecco la primavera. L’estate sa di anguria, di pesca e tortore che tubano. L’autunno è color castagna matta, color nocciola, color cinghiale. L’inverno è verde e bianco: kiwi, bucaneve, porro.

Così, per l’anno che verrà vi auguriamo il tintinnio dei piselli sgranati che cadono nella ciotola, il rosso delle ciliegie mangiate direttamente sull’albero, il sugo del pomodoro appena addentato che vi cola sul mento, il crepitio del fuoco nella stufa, una collina di girasoli. Vi auguriamo di sfogliare carciofi fino a scoprirne il cuore tenero, di incontrare giornate chiare di vento leggero in cui i pappi del tarasacco vi volano intorno, di sorprendere il pettirosso vicino a casa col suo segnale di neve vicina. Vi auguriamo di camminare sotto una nevicata, di mordere un fico maturo al punto giusto, di trovare una coccinella settepuntini la mattina quando aprite la finestra, di accorgervi delle foglie che cambiano colore. Vi auguriamo quei piccoli gesti e quei piccoli particolari che fanno la differenza, vi auguriamo sensi all’erta per coglierli e ovviamente buoni libri a farvi compagnia.

Qui il booktrailer.

Pittau & Gervais, Primavera estate autunno inverno, Topipittori 2011, 84 pagine, 25 euro.

Quand ils ont su… (Quando l’hanno saputo…)

27 dic

Quand ils son su… è uno strabiliante libro-passeggiata, libro-mondo, libro-gioia. Èd è un’opera di grande design, con un formato particolarissimo. Come tutti i libri per bambini che non sanno ancora “leggere”, il testo è progettato per essere fruito in coppia, ma non come la intendiamo di solito − cioè con l’adulto che legge ad alta voce per il suo piccolo aiutante girapagina. No, in quest’opera di Malika Doray, i lettori possono entrambi sfogliare la propria “metà” di libro, perché esso è rilegato in modo da sostenere una narrazione in parallelo. Infatti, pagina dopo pagina, ha luogo un’avvincente sfilata di personaggi che fanno qualcosa di festoso, mossi dalla notizia. (Adesso brucerò la sorpresa ai lettori…) Alla fine, nel “fondale” del libro, scopriremo che cosa ha reso tutti così partecipi e volitivi: alla coppia di ranocchie è nato un ranocchietto. E tutti gli amici della foresta non potevano stare a guardare con le mani in mano. Gli orsi hanno fatto dei pacchetti, gli elefanti dei mazzolini, i coccodrilli hanno nascosto i denti, i caimani hanno brontolato e i lupi hanno trascinato i piedi per andare a vedere… Insomma, amici più o meno affettuosi si uniscono alla festa.
Il formato del libro studiato per la lettura affiancata, però, rischiava di generare caos appaiando tavole troppo diverse o fasi della narrazione incomprensibili se non sequenziali, ma l’artista si è abilmente sottratta a questa trappola, in due modi geniali:
Primo. Ha congelato la narrazione in poche fasi, cioè
• l’averlo saputo (la storia inizia in copertina e innesca la suspence fino alla fine del libro)
• ciò che tutti hanno fatto (sequenza di azioni sullo stesso piano temporale)
• la festa e la rivelazione della notizia.
Secondo. Ha rappresentato i personaggi con una tecnica compositiva minimale e potente fa pensare a una moderna arca di Noè! I personaggi, tutti colorati a tinte piatte − sembrerebbe con un pennellone − sono composti in modo quasi geometrico: c’è il corpo, costituito da un rettangolo colorato come un vestito che non ha niente a che fare con la pelliccia (la perfezione dei colori fa chiedere se sono venuti prima o dopo il disegno), una zampa appoggiata a terra, ci sono le due “braccia” e la testa con gli occhi. Questi personaggi nella loro elementarità riescono a essere estremamente espressivi. Sebbene lo schema compositivo sia frontale, l’essere in equilibrio su una gamba li rende ballerini e dinamici, gli occhi (chiusi, ammiccanti, curiosi, sorridenti) fanno rimbalzare lo sguardo e godere del bianco della pagina, le teste sono inclinate o voltate (alla cubista). Un’altra finezza è che le pagine dei due lati del libro, se letti voltandole insieme, ospitano coppie di animali che hanno relazioni extratestuali (per esempio i topi e gli elefanti) e le combinazioni delle loro occhiate sono sempre curiosamente divertenti. Bello, no? Non lo state già comprando? Ma il libro non finisce qui! Perché adesso comincia la vera festa, che è sul retro interamente stampato. Il libro si apre, si srotola la fisarmonica e inizia la festa, senza parole, perché pieno delle chiacchiere, dei giochi e dei versi di tutti gli amici venuti a bisbocciare, a mettersi in equilibrio sugli alberi e a innamorarsi.

N.B. In casa mia non avevo abbastanza superficie per guardarlo tutto insieme. Peccato! Un presepe di animali lieto, speranzoso e ingegnoso.

La scheda del libro con breve video che mostra in 20 secondi tutto quello che ho  impiegato una vita a scrivere.

Selezionato dal Conseil géneral du Val-de-Marne per essere regalato ai neonati del dipartimento nel corso del 2012.

Malika Doray, Quand ils ont su…, Editions MeMo, 60 pp. a fisarmonica con un pop up, 24 x 32 cm, 20 euro

La voce dei colori

23 dic

More about La voce dei coloriCon quale libro augurare buone feste e avviarsi verso un un nuovo anno di proposte e di recensioni?

Con l’albo rimasto per settimane sul tavolo, sempre primo tra le recensioni da inserire, sempre ultimo ad essere scelto. Perché nella sua essenzialità dice tutto e trovo difficile poter aggiungere qualcosa. Raccontarlo semplicemente del resto è impossibile: non c’è una vera storia, una trama; è una poesia che si dipana lungo un percorso, lungo una strada, lungo le coloratissime immagini di Jimmy Liao, così realistiche e nello stesso tempo magiche. Il percorso è quello di una ragazza che sta progressivamente perdendo la vista e che, armata di canonico bastone bianco, di grandi occhiali scuri, di uno zaino rosso e un ombrello giallo, si avvia sulla strada della propria immaginazione e nei meandri del suo handicap. Comincia il suo viaggio nel giorno del suo quindicesimo compleanno. L’inizio del percorso e della malattia è un discendere nei corridoi della metroplitana, andando poi da una stazione all’altra, cercando di capire in che direzione vada il treno, perdendosi in mondi fantastici. Un viaggio che la porta a prendere il sole sul dorso di una balena, a nuotare coi pesci, a raccogliere mele rosse, tra il vento, la pioggia, in stanze ricoperte di libri e in altre piene di sedie su cui accomodarsi per raccontarsi i sogni. Un viaggio che la fa sognare, che la sorprende con la sua bellezza: una bellezza di suoni, di imprevisti, di musiche, di speranze. Un viaggio in cui cambiare stazione, visitare luoghi sconosciuti, risalire e volare su una casa sull’albero. Lasciandosi sorprendere, sempre. Un viaggio dove non c’è mai il buio, dove può bastare il fruscio delle ali di una farfalla a fare luce.

Il libro ha ispirato un musical e un film che in Asia ha avuto un grande successo: qui il trailer originale.

Jimmy Liao, La voce dei colori (trad. di Silvia Torchio), Edizioni Gruppo Abele 2011, 128 p., euro 18

Per continuare nell’universo di Jimmy Liao, questo è il suo sito: http://www.jimmyspa.com/; poi potete andare sul blog Animalarium (così aggiungiamo un altro consiglio, è un blog che vi stupisce ad ogni post) e vedere la versione integrale di A fish with a smile, l’animazione che nel 2007 vinse il primo premio al Berlino Film Festival. Qui invece potete guardarvi A chance of  Sunshine. Sul sito di Barbara Fiore Editora potete trovare molti dei suoi libri e una novità in arrivo. Questa, con cui vi facciamo gli auguri:

La piccola renna

22 dic

Torna la magia degli acquerelli di Micheal Foreman: il libro si apre su una notte blu, dove dal bosco, sotto una nevicata, una piccola renna si avvicina alle luci e al calore di una casa di legno. Non una casa qualsiasi, ma il laboratorio dove gli aiutanti di Babbo Natale stanno incartando i regali: giochi e pupazzi che scorrono su unastro trasportatore. La renna curiosa finisce incartata anche lei, poi nella slitta tra i tanti pacchi e infine cade tra le braccia di un bambino che per un anno intero la nasconde nella voliera sul tetto del palazzo in cui vive, nutrendola e accudendola. Il bambino sa che la renna gli è affidata per un tempo breve, perchè per ogni generazione solo sei o sette renne sanno volare e sono perciò destinate ad un compito molto speciale…

Da questo libro è stato tratto il cartone animato, premiato con il Bafta Award: qui un assaggio.

Michael Foreman, La piccola renna (trad. di Francesca Segato), Camalozampa 2011, 32 p., euro 14

La gigantesca piccola cosa

21 dic

More about La gigantesca piccola cosaLa gigantesca piccola cosa a volte passa vicino, altre si nasconde in un fiocco di neve. C’è chi l’aspetta per anni e poi non sa vederla, chi ne ha paura, chi la insegue illudendosi di poterla conservare chiusa in un barattolo o in una scatola. La giantesca piccola cosa volteggia, scricchiola, è leggera come una piuma, forte come una risata argentina. A volte la attraversi, a volte ti cade addosso, a volte danzi con lei, a volte ti sospinge in una capriola.  A volte ti sveglia di notte, a volte ti fa sorridere senza apparente motivo, a volte scivola in una lacrima di nostalgia. Ti fa il solletico,  ti capita tra i piedi quando meno te l’aspetti, ti sorprende. La gigantesca piccola cosa non fa altro che passare, lieve, minuta o enorme: è un attimo. E poi torna, perché mi sa che è rotonda, questa gigantesca piccola cosa.

Galleria di modi e maniere per attraversare e sfiorare la felicità, nelle illustrazioni di Beatrice Alemagna, in grande formato.

Beatrice Alemagna, La gigantesca piccola cosa, Donzelli 2011, 36 p., euro 24

ancora Anthony Browne (e ancora ne vogliamo)

20 dic

Perchè Anthony Browne disegna spesso e volentieri scimmie, scimmioni, scimpanzè? Se lo chiedono e glielo chiedono i suoi piccoli lettori. Perché sono affascinanti da guardare, assomigliano così tanto agli uomini e gli ricordano il suo papà. E perchè – ha detto un bambino – assomigliano alle sue illustrazioni: a un primo colpo d’occhio ti sembrano normali, poi le guardi attentamente e scopri che non lo sono affatto, che piccoli particolari ti dicono e ti svelano altro. I rimandi, le minuzie, gli indizi che Browne nasconde nelle sue illustrazioni furono anche l’oggetto della domanda che Aidan Chambers pose a bruciapelo a Browne durante il loro primo incontro, domandandogliene conto. E Browne, che mai se lo era chiesto, trovò sul momento questa risposta: ” Perchè mettere dei dettagli nascosti riflette il modo in cui i bambini vedono il mondo, quando lo scoprono per la prima volta. La loro straoridinaria immaginazione trasforma il quotidiano più banale in qualcosa di estraneo, insolito, meraviglioso. Ed è esattamente quello che cercavano di fare i surrealisti: ritrovare quello stato proprio dell’infanzia di stupore assoluto davanti a un mondo che si scopre per la prima volta”. Quest’opera ci offre invece uno sguardo sul mondo del Children’s Laureate 2009-2011, che si racconta con l’intermediazione di Joe, il figlio musicista, e ci parla della sua infanzia, dei suoi inizi come illustratore di pubblicazioni mediche (che assisteva alle operazioni chirurgiche per ricavarne minuziosi disegni) e di biglietti di auguri. Della sua passione per il rugby e della scoperta della letteratura per ragazzi. Del fascino che lo zoo ha su di lui, del tunnel buio in cui si infilava col  fratello per sfidare gli amici (e che torna pari pari in Tunnel), di quando intratteneva gli avventori del pub del padre con le storie di Big Dumb Tackle, supereroe dello Yorkshire che ovviamente sapeva volare. Ci racconta della sua famiglia, di quanto da bambino amasse i travestimenti, delle sue ispirazioni, della volta in cui per una trasmissione televisiva rimase alcune ore in gabbia con degli scimpanzé che alle fine lo morsero con garbo (ma lo morsero!) e di quella in cui entrò nella classe della sua scuola d’arte senza sapere esattamente cosa stava cercando, ma sapendo che l’aveva trovato.

Per ora potete leggere il racconto di Anthony Browne su se stesso e sulla propria opera in inglese e in francese e sfogliarne alcune pagine qui.

Anthony Browne with Joe Browne, Playing the shape game. A life in picture books with the Children’s Laureate, Doubleday 2011, 240 p., £25.00

Anthony Browne avec Joe Browne, Déclinaisons du jeu de forme. Mon métier, mon oeuvre et moi (trad. Élisabeth Duval), Kaléidoskope 2011,  240 p., euro 28

Oggi nel catalogo delle edizioni Giannino Stoppani potete trovare due albi di Browne:  Mi piacciono i libri e il recentissimo Come ti senti? che aiuta i più piccoli a esplorare e a conoscere l’universo dei sentimenti, con la grazia tipica di questo autore. Negli anni passati, per Emme edizioni sono stati pubblicati Lo specchio magico, Cosa mi piace…, Guarda che cosa ho, Gorilla, alcune storie di Orsetto per Mursia e  i racconti di Orsetto e matita invece per EL. Ci piacerebbe però che in italiano fossero disponibili tanti titoli di questo geniale autore, la maggior parte  dei quali mai apparsi in traduzione nel nostro Paese. Ci piacerebbe sfogliare Hansel and Gretel, Into the Forest, Voices in the Park, A walk in the Park, Changes e … e tutti gli altri, ovviamente ;-)

Intanto qui potete giocare con Browne e con altri 45 autori e illustratori da lui coinvolti a The Shape Game, il gioco che lui e suo fratello Michael preferivano da bambini.

Me and You

20 dic

Nella tradizione anglosassone c’è una storia, Goldilocks,  anche detta la Storia dei Tre Orsi, così concepita: in una casetta nel bosco vivono tre orsi “precisini”. Un mattino, quando sono fuori a fare due passi mentre il porridge si raffredda, una donna sporca, puzzolente e malvagia entra in casa loro e prima mangia il porridge, poi prova la poltrona e infine il letto di ciascuno dei tre orsi. Questi rientrano in casa e scoprono le tracce della vecchia, che − per sua fortuna −  riesce a scappare e non farà mai più ritorno.

Il Children’s Laureate Anthony Browne  adatta Goldilock (e dunque anche Riccioli d’Oro e i tre orsi)ai giorni d’oggi e lo racconta con un montaggio in parallelo. Me è un piccolo orso protetto e coccolato; You è una bambina figlia di una ragazza madre. Me abita in una villetta con giardino, ha una famiglia e parecchie certezze. You è una bambina a spasso con la mamma che fissa la carne di un macellario dalla vetrina e si perde dietro un palloncino, finisce in una casa a… mangiare porridge, provare poltrone e infine il letto di un altro bambino.

Me vive in un mondo disegnato con i pastelli a piena pagina, You sta in alcune vignette in bianco e nero (tranne per il colore dei suoi capelli). Come si fa a resistere a tutto quel giallo che ammicca dalla casetta? Però poi che bello poter scappar via di fronte a quei musi ingrugniti…

Browne è un genio nel destabilizzare, dissacrare, perturbare anche il sogno della famiglia, l’alcova del lettino, la certezza tiepida del porridge. Mai canonico, anche stilisticamente, fa riflettere sulla solitudine dei bambini sia come comfort della famiglia borghese, sia come faticoso vagabondare alla ricerca del proprio posto nel mondo. All’orso Me manca You. E alla bambina You chissà se mancherà?

Anthony Browne, Me and You, Picture Corgi, 2011, 32 pp., £ 5.99

Fiato sospeso

19 dic

GAMBE

Spingo, ci vuole forza

nelle gambe,

per fare e disfare,

andare e tornare.

Continuo a pedalare,

ci vuole fiato,

per cambiare.

Comincio la settimana che porta a Natale con un regalo. Un regalo arrivato nella buca delle lettera in un pomeriggio grigio d’inverno. Un regalo che mi son fatta leggendo. Un regalo che spero vi farete andando a cercare subito questa graphic novel, gustandola e regalandola ad altri. Pagine che raccontano la storia di Olivia, che si muove a fiato sospeso perché l’allergia con cui convive da sempre le impedisce certi cibi, certe attività, certe condivisioni di tempo con i coetanei, la mette ai margini dove lei finge di stare bene. Poi Olivia si tuffa, ogni giorno in cui si allena per le gare di nuoto e allora, con l’acqua intorno, nulla può far male, tutto sembra a posto, lei è come gli altri. Olivia va a fiato sospeso anche nella vita perché sta crescendo, perché l’adolescenza che va cucendolesi addosso è fatica, è non sapere cosa viene dopo e quindi non sapere quanta aria mettere nei polmoni, perché crescere è come stare sospesi prima di un tuffo.

Dieci capitoli ritmati dalle bracciate di Olivia (non a caso la sequenza intitola: riscladamento – entrare in acqua lasciare fuori il resto – sotto la superficie – apnea – virata – presa – spinta – gambe – risalire – tuffo) dove il nuoto diventa metafora della vita quotidiana, raccontando di scuola, amicizie, segreti, problemi , indizi, avventura. Con un finale dove la metafora si fa racconto e dove chi cresce viene paragonato ad un pulcino che dorme sicuro sotto il sottile guscio dell’uovo: un guscio che dovrà rompere da solo, con fatica, prendendosi tutto il tempo necessario, anche più del previsto,. Per questo i pulcini devono sognare al sicuro finché il loro becco non sia forte abbastanza.

Un testo molto bello, semplice, lineare e profondo e, proprio per la sua forma di graphic novel, importante da presentare ai ragazzi, da proporre, da far leggere.

Questo è il blog di Silvia Vecchini, qui invece potete leggere una sua intervista. Questo è il blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Fiato sospeso, Tunué 2011, Tipitondi, 137 p., euro 16,90.

L’ABC della musica

18 dic

Un primo viaggio nella musica per bimbi che iniziano le scuole elementari: questo è l’ABC della musica, un agile manuale di Curci. Attraverso il personaggio guida di Freddy e un cd allegato (unica pecca: rispetto agli standard cui ci ha abituato Curci di solito questa volta la qualità del cd a livello di suoni non è altissima) i bambini vengono introdotti ai concetti di base della notazione musicale e al mondo degli strumenti. Il percorso è molto ben strutturato e i concetti sono trattati in modo semplice ma esaustivo; grazie a giochi e filastrocche l’ABC della musica scorre facilmente, senza essere considerato noioso.
Una strenna di Natale per i Nati per la musica che reinventa la didattica in modo giocoso.
Tra le novità Curci vi segnaliamo anche le ultime due uscite della serie di Cat and Mouse dedicata all’apprendimento dell’inglese: Learn the Colours and Let’s go shopping

Martina Holtz– ill. di Oz, Essen (Katrin & Christian Brackmann), L’ABC della musica (trad. di Cecilia Rivers), Curci Young 2011, 112 p. euro 12 (libro +CD)

Nina e i diritti delle donne

16 dic

Educazione civica e sensibilizzazione ai temi del femminile in un libro per ragazzi: due ingredienti che potrebbero risultare noiosi ma che si fondono in Nina e i diritti delle donne in un connubio perfetto che dà vita a un libro appassionante.
Riletta con gli occhi di Nina, la storia delle donne in Italia è  un’ avventura entusiasmante. L’espediente letterario è quello di far rivivere a una nipote il cammino delle tre generazioni di donne che l’hanno preceduta nella sua famiglia e di calarla in un viaggio che parla di diritti di voto,  sessuali e lavorativi. Sono sicura che i ragazzi si stupiranno nello scoprire che solo nel 1963 le donne sono state ammesse a tutti i pubblici uffici, che solo nel 1970 è stato permesso il divorzio e solo nel 1978 è stato permessa la scelta in materia di gravidanza consapevole. Sono date che fa bene a tutti rileggere, anche per vedere che quello che nel 1971 sembrava acquisito (l’astensione obbligatoria di 5 mesi in caso di maternità) oggi é un diritto perso per molte donne che non vengono tutelate dal mercato del lavoro.
Il libro ha tanti meriti tra cui quello di ricordare grandi figure femminili che hanno fatto la storia delle donne in Italia negli ultimi 50 anni: da Franca Viola a Nilde Iotti. Una bella parabola ascendente di emancipazione con un’involuzione proprio negli anni che stiamo vivendo, quando le nipoti non hanno gli stessi diritti delle nonne per via della precarizzazione del lavoro e le battaglie contro l’uso della donna oggetto nella comunicazione sembrano non essere mai state combattute. Forse abbiamo smesso di indignarci, lottare o semplicemente chiedere il rispetto dei diritti: è anche grazie a libri come questi che si risveglia la coscienza civile dei ragazzi.
Un libro davvero bellissimo, che è un regalo che la Sinnos ci fa a Natale alla fine di un anno complicato e avvilente come non mai per le donne italiane, una boccata di ossigeno da mettere sotto l’albero di tanti ragazzi, senza distinzione di genere.
Con l’augurio che siano i ragazzi di oggi a fare in modo che cada anche l’ultimo dubbio di Nina:

Mi piace essere femmina. Sono contenta di essere nata dopo tutti questi cambiamenti. Non so cosa voglio fare da grande, sono indecisa tra mille possibilità. Una cosa ancora non ho capito: perché nel mio cognome non c’é anche quello di mamma?

Cecilia D’Elia– ill. Rachele Lo Piano, Nina e i diritti delle donne, Sinnos 2011, 80 p., euro 15,50

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