Be safe

24 ago

More about Be safeAvevo la sensazione di trovarmi su un ring, già mezzo KO, a prendermi raffiche di colpi in pieno viso. All’improvviso ho provato a immaginare la vita senza Jeremy. Per sedici anni non ci eravamo mai separati! Dal giorno in cui sono nato. Erano sedici anni che, un giorno dopo l’altro, ci vedevamo, litigavamo, ridevamo e ci raccontavamo storie alle quali non credevamo fino in fondo sul nostro futuro di musicisti rock. Erano sedici anni che facevamo cose banali come mangiare patatine guardando programmi idioti alla tivù. E tutto questo sarebbe finito di lì a due settimane.

Da sedici anni Oskar condivide le sue giornate con suo fratello maggiore, condivide il sogno matto di mettere su un complesso rock pur senza batterista, di scrivere canzoni. Improvvisamente tutto cambia quando Jeremy, da due anni senza lavoro,  sceglie di arruolarsi nell’esercito per andare a costruire ponti in missione. Tutto cambia: Jeremy parte per l’addestramento, Oskar comincia una nuova scuola e si ritrova in classe con Marka, sorella di uno dei ragazzi arruolatisi in quei giorni, ma anche l’atmosfera in famiglia è diversa: perché il padre reagisce con tanta rabbia e con tanto silenzio quando Jeremy comunica la sua decisione? Cosa del suo passato ha scelto di non raccontare ai suoi figli? Tutto cambia ancora: Jeremy è così bravo nel tiro che viene scelto per essere addestrato come soldato, per essere mandato in prima linea e intanto Oskar scopre che Marka sa suonare e che ha una voce bellissima e che si sta innamorando di lei.  E poi tutto cambia un’altra volta: Jeremy viene mandato “laggiù”, insieme al fratello di Marka, insieme ad altri ragazzi della cittadina e l’orrore della guerra che vive in prima persona è così grande che non riesce a tenerlo per sé. Le mail che manda in segreto al fratello dicono della fragilità di un ragazzo e dell’assurdità che lo circonda. E la paura che a Jeremy possa succedere qualcosa fa sì che ognuno cerchi un guscio in cui ripararsi: guscio di olio di motore per il papà, guscio di crumble per la mamma, guscio di romanzi d’amore per la nonna, guscio di camera e di musica per Oskar, che insieme a Marka comincia a scrivere canzoni che parlano dei loro fratelli, di quello che sentono, di quello che vivono. In un crescendo assoluto, su un filo sottile a cui stanno appesi insieme la paura della morte e il terrore della guerra, la leggerezza dell’amore e i segreti del passato, Petit ci racconta una storia che non ci lascia fino all’ultima pagina. E non so se alla fine alcune scelte di trama possano essere un poco forzate o no. Non lo so perché quello che mi stupisce di questo libro è la forza dell’asciuttezza con cui è scritto: non ci sono fronzoli, non ci sono divagazioni, non ci sono eccessi nella scrittura. C’è la storia e basta. E quello che senti mentre la leggi, una storia che ti prende e non ti lascia.

Pluripremiato in Francia dalla sua uscita nel 2007, il romanzo ha vinto il Prix Sorcières 2009, assegnato dai librai d’Oltralpe.

Xavier-Laurent Petit, Be Safe (trad. di Bérénice Capatti), Rizzoli 2011, 239 p., euro 12,90

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