Archivio | gennaio, 2011

Il corvo e la luna

31 gen

La matita di Pfister si sbizzarrisce a regalarci una famiglia di corvi riuniti intorno all’ultimo pulcino uscito dall’uovo: piccino, gracilino, goffo, un microbo lo definisce qualcuno. E quindi subito preso di mira. Anche quando diventa il più bravo a volare in tutto lo stormo, non basta ancora: per essere ammesso nel gruppo e poter giocare con gli altri, gli si chiede di fare un voletto fin sulla luna (gli altri corvi bugiardi sostengono di averlo fatto tutti i giorni alla sua età). Desideroso di riuscirci, guarda e riguarda la luna fino a tentare di avvicinarsi: ovviamente non ci riesce e cade sfinito a terra. Gli altri si scusano, ma una piuma d’argento rimasta a brillare tra le altre ricorda che è stato comunque quello tra tutti che è arrivato davvero più vicino alla luna.

 

Marcus Pfister, Il corvo e la luna (trad. di Luigina Battistutta), Nord-Sud 2010, 30 p., euro 14.

Perché Beethoven lanciò lo stufato

30 gen

Sembra di sentire parlare e di vedere muoversi nel loro ambiente i sei grandi musicisti che Isserlis ci racconta. Attraverso la biografia scritta con la lievità di un divulgatore ma con la passione e la competenza di un grande musicista quale egli é, vediamo muoversi nel libro Bach, Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms, Stravinsky e sembra di sentire risuonare la loro musica (ed è qui che rimpiangiamo che questo libro non sia disponibile ancora in formato ebook).

Ogni capitolo è dedicato a un musicista ed è strutturato in tre sezioni: un ritratto del compositore,  una guida alla sua musica, una serie di aneddoti e curiosità biografiche tutte rigorosamente vere dal punto di vista storico (a parte lo stufato del titolo come ci avverte Isserlis nell’introduzione). Chiude il volume un sintetico glossario di termini musicali.

“Perché Beethoven lanciò lo stufato” rappresenta un esempio di divulgazione della cultura musicale davvero ben riuscito: un’opera che fa imparare, stimola la curiosità di conoscere la musica contestualizzandola e legandola a dei personaggi storici, che insegna tante cose anche ai genitori, senza mai essere noiosa e destina al giusto posto nella storia della musica anche il pappagallo di quel tipo strano di Stravinsky.

L’autore: Steven Isserlis è un noto violoncellista inglese  http://www.stevenisserlis.com/ che verrà presto in Italia per alcune date nel prossimo mese di febbraio (info qui), per chi volesse provare a farsi autografare il libro e godere di un buon concerto.

Steven Isserlis – ill. di Adam Stower, Perché Beethoven lanciò lo stufato, Curci Young 2010, 192 p., euro 13,90.

L’evoluzione di Calpurnia

28 gen

In realtà, la lucciola di Travis fu l’unica che vedemmo, quella sera. Nonostante sapessi che le lucciole sarebbero tornate l’anno dopo, sembrava l’estinzione di una specie. Che tristezza essere l’ultimo individuo della tua specie, emettere i tuoi segnali nel buio, da solo, al nulla. Ma io non ero sola, giusto? Avevo imparato che ne esistevano altre della mia specie, là fuori.

La specie a cui Calpurnia appartiene è quella delle signore Curie, Maxwell, Kovalevsky, Bird. Di donne che si sono dedicate alle equazioni, ai gufi, ai viaggi in mondi sconosciuti, alla radioattività. Alla scienza insomma. Siamo in Texas, nell’estate del 1899, un’estate di temperature altissime e terribili. Calpurnia Virginia Tate ha undici anni, sei fratelli maschi (lei sta esattamente a metà) e vive in una grande casa attorniata dalle piantagioni di cotone e di pesche pecan della sua famiglia. Nel giro di pochi giorni Calpurnia riceve un taccuino su cui annotare le sue osservazini scientifiche e le sue domande (perché i cani hanno le sopracciglia? Perché le donne non hanno la sacca come le mamme canguro? siamo sicuri che il bruco Petey sia contento di mangiarsi la sua foglia?) , sente a tavola interessanti discorsi a proposito de L’evoluzione delle specie di Darwin e viene coinvolta dal nonno  nelle sue ricerche scientifiche. Che si tratti di raccogliere nuove specie di insetti da studiare o di tentare di distillare liquore fatto con le pesche, il nonno si dimostra ben diverso dall’immagine scorbutica e distante che tutti hanno di lui: trascinandosi dietro la nipote, la inizia al mondo delle scienze, al metodo scientifico e alla capacità di osservare i particolari della natura in silenzio per poi ricavarne le leggi che la governano. I mesi che portano al nuovo secolo trascorrono nell’attesa del riconoscimento di una nuova specie di pianta scoperta, ma anche nei tentativi di sfuggire ai progetti della mamma (imparare a cucinare, imparare a far la calza e prepararsi a debuttare), nella scoperta che le cose cambiano in natura come in famiglia, nelle lacrime che Calpurnia versa perché si sente diversa, perché non è della specie destinata a fare la moglie e basta.

Un libro che si legge d’un fiato; un libro dove si ride e si pensa e si parteggia. Dove si vorrebbe stare con Calpurnia sempre: scivolare con lei sul corrimano dello scalone, vedere per la prima volta un’automobile, ascoltare il nonno raccontare, fare grandiosi propositi pieni di passione non per l’anno nuovo ma per la vita.

Questo è il sito dell’autrice, che con questo romanzo ha vinto parecchi premi tra cui il Newbery Honor.

Jacqueline Kelly, L’evoluzione di Calpurnia (trad. di Luisa Agnese Dalla Fontana), Salani 2011, p. 286, euro 16,80.  Anche in ebook, euro 11,99.

P.S.: alle pagine 16-18 trovate un interessante quanto attuale resoconto della ricerca de L’origine delle specie di Darwin in biblioteca e dell’orticaria che viene a Calpurnia quando l’arcigna bibliotecaria dice che certi libri nella sua biblioteca non entreranno mai. Pensa allora la protagonista: Un giorno avrei posseduto tutti i libri del mondo, scaffali e scaffali pieni. Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finché non se ne fosse andato a casa :-)

Un amico fantastico

28 gen

Un viaggio nell’immaginario infantile dell’amico invisibile, creazione meravigliosa dei bambini.

Dopo una carrellata di amici-scatolone-mangia-rabbia, amici che tengono “compagnia anche quando sono in bagno e non si lamenta delle puzzette”, amici supereroi che ci danno coraggio dal medico, il libro si chiude con la domanda, che gioca sulla saggia ambivalenza dell’aggettivo,  rivolta al lettore:

E tu ce l’hai un amico fantastico?

Beh, sarebbe fantastico non avere perso da adulti questa capacità immaginifica. Dedicato a tutti quei genitori che temono che l’amico immaginario sia un disturbo da segnalare di corsa alla pediatra :-)

Lucia Tringali – ill. di Roberto Lauciello, Un amico fantastico, Lavieri 2010, 14 p., euro 8.50.

Il ricordo che non avevo

25 gen

More about Il ricordo che non avevoEra il 21 marzo, il primo giorno di primavera.

La primavera porta a Mattia, il protagonista di questo romanzo di Alberto Melis, una serie di novità, di scoperte, di avvenimenti non cercati, non voluti, ma necessari ad aprire uno spiraglio di luce nel passato della sua famiglia. Quel giorno infatti il nonno di Mattia, un anziano restauratore di mobili di origini polacche da tantissimi anni in Italia, viene ricoverato in grave condizioni in ospedale insieme al bambino di origine rom che ha cercato di salvare dall’incendio della casa in cui il bambino viveva con la sua famiglia. Mattia e sua madre scoprono così che il nonno frequentava abitualmente il vicino campo rom, che era conosciuto e apprezzato da molti e che parlava la loro lingua. Insieme all’amica Angela e a Nazifa Bebé, sorella del bambino ferito, Mattia comincia una lenta scoperta del passato del nonno, di cui lui non ha mai fatto parola. Un romanzo che mescola il presente e il passato: la condizione del popolo rom, la diffidenza nei suoi confronti, le vicende del Ghetto di Lodz dove nel 1941 vennero deportati circa cinquemila rom Lovara. Una storia che racconta del Porrajmos, lo sterminio del popolo rom per mano nazista, che spesso passa in secondo piano nel racconto dell’Olocausto.

Alberto Melis, Il ricordo che non avevo, Mondadori 2010, 53 p., euro 12,50.

Io sono Jack e vivo in Inghilterra

21 gen

Jack vive in Inghilterra: sfogliando le pagine di questo libro quadrato andiamo con lui a scuola, in gita a Londra e in vacanza in Cornovaglia dagli zii dove lo aspettano le avventure in cui lo trascina la cugina Annie, alla ricerca di cose da scrivere e da incollare nell’album delle vacanze da portare in classe. Ma in box colorati (e scritti in stampatello) che si alternano al testo troviamo anche delle informazioni utili che ci raccontano le abitudini inglesi, le leggende, la Torre di Londra. In fondo al libro alcune appendici con notizie sul cibo in Inghilterra (e la ricetta degli scones!), un mini vocabolario di emergenza, una canzone da cantare e soprattutto il testo della storia di Jack tradotto in inglese. Insomma, un libro per conoscere l’Inghilterra più da vicino. Nella stessa collana, per ora altri due libri:  si può andare in Cina con Tie Zhu e in Marocco con Nada.

Lucy Clare Smith – ill. di Alberto Stefani, Io sono Jack e vivo in Inghilterra, Touring junior 2010, 71 p., euro 12.

L’abbraccio

19 gen

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A cosa serve un abbraccio? Cosa pensava chi l’ha inventato? Il piccolo Ben passeggia con la mamma – nelle lievi illustrazioni dell’artista israeliana Michal Rovner – interrogandosi su di sè e sugli altri: la mamma dice che lui è speciale, unico e che al mondo non c’è nessuno come lui, ma a Ben tutto questo sembra strano, vorrebbe che in giro ci fosse qualcun altro uguale a lui per non sentirsi solo. Ecco allora che arriva in soccorso il potere di un abbraccio. Trenta pagine di poesia per tutti.

Lo stesso testo si trova anche nella raccolta di cinque racconti intitolata Ruti non vuole dormire, edita da Mondadori.

David Grossman – Michal Rovner, L’abbraccio (trad. di Alessandra Shomroni), Mondadori 2010, 36 p., euro 10.

Wintergirls

18 gen

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Chi voleva guarire? Mi ci erano voluti anni per diventare così magra. Non ero malata. Ero forte”.

Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

Sinossi tratta dal sito della Giunti Y.

Benvenuti nella gelida terra delle ragazze d’inverno.
Questo bellissimo libro della Anderson ci porta nei remoti luoghi dove vivono  le Wintergirls, ci guida attraverso i loro pensieri, ci fa scoprire come pensano e cosa scatta nella mente delle giovani che sono affette dai  disturbi dell’alimentazione. Un libro importante e soprattutto coraggioso, perchè racconta quello che troppo spesso i media trattano con superficialità o leggerezza, quasi sempre per farne un caso. Come la giovane modella protagonista della controversa campagna di Toscani, scomparsa recentemente che, nonostante comparisse spesso in televisione come un simbolo di chi lottava contro la malattia, in realtà rischiava di rafforzare proprio il senso di onnipotenza che le giovani provano nel controllare ossessivamente il proprio corpo come sostiene Renate Göckel nel suo libro Donne che mangiano troppo :” L’anoressica sembra dire: «Tengo sotto controllo il mio corpo e i suoi bisogni, e vi odio tutti, voi che siete così deboli da cedere ai bisogni del vostro corpo. Io sono più forte di voi, mi sento superiore». Un soggetto anoressico ha sempre un che di inavvicinabile.” Così è Lia, la protagonista del romanzo ed io narrante della vicenda, inavvicinabile da tutti, dai famigliari, dagli affetti. Vengono descritti molto bene proprio il ruolo e le situazioni in cui si viene a trovare la famiglia di Lia, la difficoltà di comunicazione, l’incapacità di comprendere come una persona possa e voglia arrivare a farsi così male. Un libro sicuramente da leggere per tutti quelli che sono in contatto con persone che hanno sofferto o soffrono di questo male, per cercare di comprendere davvero cosa c’è dietro questo grande dolore che porta un essere umano all’autodistruzione. Non so se lo consiglierei a chi si trova nella landa delle ragazze inverno, proprio per evitare l’effetto di rinforzo che potrebbe dare loro.

Laurie Halse Anderson, Wintergirls (Lo Porto T.), Giunti 2010, pp.336, € 14,50

 

Il concetto di Dio

18 gen

Per non dare risposte secche ai grandi perché dei bimbi, per non uniformare mai la mente, per stimolare il pensiero (laterale e non), per la bellezza della grafica 3d, per creare un momento di vero e intimo dialogo, perché un libro che termina con una domanda è sempre un regalo. Un libro bello e coraggioso, godibile da tutti, una piacevole sorpresa di un’editoria di qualità. Un catechismo laico da regalare anche a un adulto.

La serie: pensata per far conoscere la filosofia ai bambini come pratica di vita  da Oscar Brennifer e splendidamente illustrata da Jacques Després, comprende altri titoli sempre usciti per ISBN edizioni: Il Libro dei Grandi Contrari Filosofici (2008), L’amore e l’amicizia (2009), Il senso della vita (2009), Il bene e il male (2010)

Oscar Brenifier – ill. di Jacques Després (trad. di Lorenzo Vetta), Il Concetto di Dio, ISBN Edizioni, 2010, 48p., euro 12,50.

Mirtilla

17 gen

Per mesi, mentre la pancia di mamma elefante cresceva, tutti gli animali hanno aspettato e adesso corrono a conoscere la nuova nata.  Il topo trova che le loro code sono simili, il maialino nota che anche lei è un po’ rosa, la giraffa la trova un po’ corta, alla scimmia pare abbia il naso a banana e così via. Ma tutti, proprio tutti la trovano carina, molto carina, carinissima, supercarina. Ma lei non è carina… è Mirtilla!!!

Il sito dell’autore.

 

Guido van Genechten, Mirtilla, Clavis 2010, 26 p., euro 15,95.

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