Vi siete mai chiesti chi è stato il primo ad attaccare una grossa catena a un portafogli, o a indossare pantaloni di due taglie più grandi? O chi è stato il primo a infilarsi un cappello da baseball al contrario? Ora lo saprete. Si chiamano gli “Innovatori” e sono il vertice, la cuspide della piramide della moda. Il diciassettenne Hunter Braque è un Cool Hunter. Il suo lavoro? Trovare quanto di più smagliante e fico c’è sul mercato. Il suo modus operandi? Osservare, ma non intervenire mai. Un giorno, tuttavia, qualcosa accade. Hunter e Jen, la ragazza di cui è pazzamente innamorato, trovano il cellulare della boss del ragazzo abbandonato in un edificio: la donna sembra misteriosamente svanita nel nulla. In una folle corsa contro il tempo, i protagonisti si troveranno presto catturati in una ragnatela di intrighi, ma, se la cosa potrà consolarli, sarà una ragnatela di marca… (sinossi da Ibs)
Non c’è che dire, Westerfeld riesce sempre a stupire e di sicuro è uno scrittore originale che non ci fa correre il rischio déjà vu ad ogni nuovo romanzo.
L’idea alla base è tristemente poco assurda e molto reale: la moda condiziona ogni aspetto della nostra vita e tutto ciò che potrebbe essere innovativo viene trasformato in modo da diventare denaro. Quindi tutto esiste solo in funzione del suo fine economico…se non si vende non c’è! La lettura scorre grazie all’ironia dell’autore e alle curiose storie su come gli Innovatori crearono oggetti o mode che tutti ora diamo per scontate (un po’ come in VampVIRUS con i virus). La critica alla nostra società così centrata sull’apparenza è palese e si svolge come un filo rosso attraverso tutte le opere di Westerfeld, inizia con questo libro (uscito nel 2004 negli Stati Uniti) e prosegue con la saga di Brutti, che purtroppo in Italia è rimasta monca dei due libri finali!
Scott Westerfeld, Fashion Killers (trad. S. D’Ovidio), Fazi 2010, p.270, €18,50
Un altro capolavoro “matto” di Tullet che ci trascina questa volta nel mondo dei sensi, con immagini che danno lo spunto per altre attività che si possono inventare insieme ai bambini sfogliando questo libro. Elencando i sensi uno per uno, l’autore ci fa percorrere una galleria di sensazioni da immaginare e da ricreare. Innanzitutto la vista: cosa guardo ma anche chi mi guarda, esercizi per gli occhi, i colori, le illusioni ottiche, i modi di dire, l’invisibile, gli specchi. Poi l’udito: il rumore, il silenzio, il suono dei segreti. L’olfatto ci travolge con profumi e odori che vengono dalla città, dalle stagioni: sono più o meno buoni, più o meno cattivi, ma nessuno – dice la mamma – è come l’odore del mio bambino. Il tatto è la mano colorata che lascia un’impronta sul foglio, è quella che si appoggia sulla fronte per vedere se hai la febbre. Sono le schegge, le cose che tagliano, quelle che non si toccano, ma anche il modo di sfiorarsi delle persone che si amano e tutti i modi per fare il solletico. Il gusto è mangio e non mangio, mi piace e non mi piace, ma anche lavarsi i denti, dare un morso e … dove va a finire quello che mangio??? E poi c’è il sesto senso. E anche la tua immaginazione, lettore, chiamato in causa nelle ultime pagine.

… che volevano vivere aggrappate alla luna.

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