Archivio | aprile, 2010

Figlio della fortuna

28 apr

More about Figlio della fortunaAvere una meta è come avere un paio di ali.

La prima volta che ho letto questo libro era notte, era estate e il libro era in francese. Ho cominciato a leggerlo nel silenzio increndibile di una notte di montagna e non ho smesso finché non sono arrivata all’ultima pagina. Ho avuto la forte tentazione, più volte lungo la lettura, di svegliare qualcuno per dire: “Ascolta” e leggergliene un pezzo ad alta voce. La stessa sensazione che ho provato qualche mese dopo con “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini. Perché anche questo è un libro magico. Un libro che usa la leggerezza come tutti dovremmo imparare a usarla nella vita, per i momenti lievi e per quelli pesanti. Blaise Fortune, orfano francese  salvato durante un attentato terroristico in Caucaso negli anni Novanta quando era in fasce, è lieve  come un fiocco di neve, come lo sanno essere i bambini per i quali nulla è impossibile. A sette anni intraprende insieme a Gayla, la sua salvatrice, la donna a cui la madre lo ha affidato tra le fiamme dell’attentato, un viaggio verso la Francia per ritrovare la sua famiglia. Un viaggio da pagina 78 a pagina 16 del suo atlante verde, un viaggio dal Caucaso fino a Mont-Saint-Michel. Un viaggio per scoprire la verità e la bellissima storia che l’amore di Gayla gli ha cucito addosso.

Dormi adesso, piccolo miracolo. Domani, la vita sarà migliore.

Anne-Laure Bondoux, Figlio della fortuna (trad. di Francesca Capelli), San Paolo 2010, 203 p., euro 15.

Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini

27 apr

More about Dieci dita alle mani, dieci dita ai piediniC’era una volta un bambino nato molto lontano. E poi ce n’era un altro, nato molto vicino.  Un filastrocca per le coccole, per ricordare che tutti i bambini (quelli che nascono vicino e quelli che vengono da lontano, quelli raffreddati e quelli tondi, quelli sotto il piumino e quelli sotto la tenda), tutti hanno dieci dita alle mani e dieci ai piedini. E a tutti piace ricevere tre bacini sulla punta del naso. Da leggere ad alta voce ai “nati per leggere” per cullarli col suono della voce.

Questo libro ha ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti, tra cui: Publishers Weekly Best Book; Publishers Weekly Best Book of 2008; New York Times Notable Children’s Book of 2008.  Gli acquerelli che accompagnano il testo sono di Helen Oxenbury: qui trovate alcune informazioni su di lei e su questo libro e qui potete ascoltare alcune interviste, tra cui una con la coautrice Mem Fox. Il libro verrà premiato lunedì 17 maggio prossimo a Torino, durante il Salone del Libro, come  vincitore del Premio nazionale Nati per Leggere sezione Nascere con i Libri. Vedi i vincitori.

Mem Fox – Helen Oxenbury, Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini (trad. di Pico Floridi), Il Castoro 2009, euro 12,50.

O sei dentro o sei fuori

26 apr

More about O sei dentro o sei fuori- TU ami viaggiare – rettifico – Io ti sto solo venendo dietro perché sono un cretino.

Gabri si ferma e mi guarda in faccia per qualche istante. – Tu non sei un cretino – mi dice serio. – Tu mi vieni dietro perché sei mio amico e l’amicizia è anche questo: fidarsi – .

Franz e Gabri sono diversissimi: uno ordinato, l’altro disordinato; uno silenzioso, l’altro chiacchierone; uno ligio alle regole, l’altro spesso scorretto; uno razionale, l’altro emotivo. Franz, la voce narrante, è quello razionale, votato alla matematica e al nuoto, settanta vasche tutti i giorni, il figlio unico di una famiglia asettica, di un padre che pensa in bianco e nero e una madre sempre “di là”, distratta, in un posto qualunque, basta che sia altrove. A casa di Gabri invece sono in otto e  suo padre fa l’inventore. Insomma due diversi, ma complementari come gli angoli che sommati danno novanta gradi: diversi ma rivolti nella stessa direzione. E nella calura estiva di Bologna l’idea di fare una vacanza, di partire da soli per un’avventura. Perché se già ci vuole del bello e del buono per convincere i genitori di Franz a lasciarli una settimana da soli nella casa di Igea Marina, Gabri ha in mente ben altro: fingere di stare a Igea, ma in realtà andarsene sul Trasimeno a fare sci d’acqua. Sei dentro o sei fuori? Ci stai? Così un recalcitrante  Franz si trova su un treno con un grande zaino. Un treno fermo nella campagna deserta perché … ci sono due giorni di sciopero generale! Pochi giorni per un’avventura inaspettata: incontri, sorprese, delusioni, scoperte. Un romanzo sull’amicizia che cambia, sulle persone che crescono, sugli angoli complementari e quelli esplementari…

Il sito dell’autore.

Non so se sono un ragazzo o già un adulto, né se mai lo diventerò. Ma so che ogni cosa ha il suo posto e se c’è un posto per ogni cosa, così per ogni cosa ci vuole il tempo giusto e il tempo giusto è diverso per ogni cosa

Guido Sgardoli, O sei dentro o sei fuori, EL 2010, 187 p., euro 10,50.

Boom!

23 apr

Copertina libro Mark Haddon Nuovo Podcast -

Ci trovate anche su Itunes : http://itunes.apple.com/it/podcast/le-letture-di-biblioragazzi/id368706927

Mark Haddon,Boom! (trad. M.Bocchiola), Einaudi 2009, 151 p., 17 €

Una partigiana di nome Tina

23 apr

More about Una partigiana di nome Tina

L’odore dell’autunno è diverso da quello dell’estate. Quello dell’estate ti fa venire il sorriso per il profumo di erba e di frutta: è un odore caldo, quasi giallo, che arriva col rumore del volo degli insetti. Anche quello dell’autunno mi piace: è un odore azzurro come il cielo pulito.

Il 26 settembre sta a metà tra l’estate e l’autunno. Il 26 settembre 1944 Tina, diciassette anni, Istituto Magistrale, un’ora di bicicletta tutte le mattine per andare a scuola, quattro anni di guerra che cambiano tutti, scopre un odore che entra prepotente e cupo nella sua giornata: tutte le classi delle scuole di Bassano del Grappa vengono costrette dai fascisti ad assistere all’impiccagione dei partigiani  catturati, lungo il viale principale della città. Tra di loro c’è anche Francesco, il fratello maggiore della migliore amica di Tina, Jolanda. Le domande che prima le giovani si facevano l’un l’altra lungo il tragitto da casa a scuola ora vengono sussurrate ai grandi, per cercare non una risposta ma una reazione ala crudeltà dell’uomo contro altri uomini. Così Tina diventa Gabriella, staffetta della locale banda partigiana ed entra nella storia. Attraverso le parole di Anselmo Roveda e le illustrazioni d Sandro Natalini (che forse ci sarebbe piaciuto gustare in un formato che le valorizzasse ancora di più), la storia della scelta di vita di Tina Anselmi, a testimonianza della possibilità di resistere di ogni cittadino di fronte all’oppressione e all’ingiustizia. Il nostro libro per questi giorni di ricordo delle resistenza e della Liberazione.

Anselmo Roveda – ill. Sandro Natalini, Una partigiana di nome Tina, Coccole e Caccole 2010, 64 p., euro 13.

Pippo passerotto e la legge del plof

22 apr

Silvia Borando fa centro (è proprio il caso di dirlo) ancora una volta. Dopo il bellissimo Nascondino (libro preferito del mio Giulio di un anno e permettetemi la nota personale) manda alle stampe l’allegro Pippo Passerotto che si diverte a fare plof ovunque. I bei disegni di Silvia uniti a un argomento che fa sempre ridere i  bambini (la cacca!) rendono questo racconto davvero godibile. La storia in rima e l’apertura del libro che si sfoglia in verticale e non in orizzontale (certo, questa dall’alto al basso è la traiettoria del plof) sono particolarmente adatti a un bel momento di lettura a alta voce mamma (papà)- figlio.

Finale a sorpresa con i budini del gufo Gianni che arrivano come il deus ex machina.

Silvia Borando, Pippo Passerotto e la legge del plof, Aliberti Kids, 28 p., euro 9,90.

Quando i grandi erano piccoli

21 apr

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Un nuovo albo della GradoZero edizioni che permette sulla doppia pagine un confronto, questa volta andando indietro nel tempo. L’albo infatti è dedicato a come è cambiata la vita dagli anni Trenta ad oggi, attraverso la condivisione di Luca e Marta con i loro nonni, intorno all’album delle foto di famiglia in cui si vedono i nonni e i genitori in diverse tappe della loro vita. Un modo interessante per fare raffronti e confronti con l’oggi e per vedere come ci si vestiva, cosa si comprava, come si andava a scuola, com’erano le vie che conosciamo oggi. Un testo per i più piccoli, ma anche utile alla scuola primaria, quando si parla dell’epoca dei nonni o si fanno comunque confronti con gli anni passati: giocate coi lettori a individuare i piccoli particolari delle fotografie riprodotte nel testo e magari anche in fotografie che loro stessi trovano in casa! Un altro modo per fare memoria (visti i tempi… :-)

Silvia Teodosi – ill. Sara Gioria, Quando i grandi erano piccoli, GradoZero edizioni, 24 p., euro 11,90

Ma che musica! vol. 3

19 apr

Dopo i primi due volumi usciti nel 2006 e nel 2008, esce il terzo volume di Ma che musica!, raccolta di brani di musica classica e jazz da ascoltare e da guardare, dedicati alla fascia da 0 a 6 anni. Ancora una volta le edizioni Curci si mostrano attente alla qualità del prodotto che riflette i principi della Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, il quale ha sottolineato come i primi anni di vita siano cruciali per lo sviluppo delle potenzialità musicali innate in ogni individuo. Non solo Nati per Leggere, dunque, ma anche nati per ascoltare e soprattutto per fare musica, da cui il progetto Musica in culla che si rivolge proprio ai neonati e ai piccolissimi con l’idea di fare musica con loro. In questa terza uscita, accanto a brani classici, sono presenti delle composizioni realizzate proprio da musicisti che lavorano secondo le indicazioni di Gordon e da Gordon stesso, insieme a illustrazioni e brevi testi che possono accompagnare l’ascolto. In coda al volume si trovano delle brevi indicazioni per l’utilizzo dei brani e dei testi da parte degli adulti a seconda dell’età dei bambini interessati, con suggerimenti di interazione sia a casa che a scuola.

Andrea Apostoli – ill. di Mariagrazia Orlandini, Ma che musica! vol. 3, Curci Young 2010, euro 15 (libro + cd)

E con Tango siamo in tre

16 apr

More about E con Tango siamo in treRoy e Silo studiarono attentamente il modo in cui gli altri pinguini costruivano il nido. Fu così che anche loro si costruirono il proprio nido in pietra.

Ogni giorno Roy e Silo dormivano insieme nel loro nido, proprio come le altre coppie di pinguini.

Ma a differenza delle altre coppie di pinguini antartici dello zoo di Central Park a New York, c’è una cosa che questa coppia di pinguini non può fare: un uovo. Perché è una coppia formata da pinguini maschi. Come succede tra tutti gli animali, Roy e Silo si sono guardati, studiati, corteggiati e nel 1998 (sì, perché è di una storia vera che stiamo parlando) sono diventati una vera e propria coppia e hanno cominciato a comportarsi come ogni coppia di pinguini, compreso il tentativo di maternità, dimostrato portando un sasso molto simile a un uovo nel loro nido e provando a covarlo. Rob Gramsey, il custode che si occupava di loro, decise di dare loro una delle due uova deposte da un’altra coppia di pinguini che in precedenza aveva dimostrato di non sapersi prendere cura che di un cucciolo alla volta: il secondo sarebbe comunque stato abbandonato e trovò allora una famiglia con Roy e Silo.

La storia vera, ricca di informazioni sui pinguini e sul loro comportamento, è raccontata con l’ausilio delle bellissime illustrazioni di Henry Cole. A differenza di quanto si potrebbe pensare non è una storia che vuole parlare di omosessualità, quanto piuttosto delle famiglie con due mamme  (come quella del recente film  di Lisa Cholodenko The kids are alla right) o due papà, della possibilità di adozione di una coppia non eterosessuale. In realtà forse questo albo non vuole parlare di nulla, se non raccontare una storia, che si può leggere nella sua piacevolezza come una storia di amore e di rispetto. Che farà pensare gli adulti, che magari creerà dibattito come negli Stati Uniti, ma che rispecchia nella sua linearità e semplicità la favolosa assenza di stereotipi e pregiudizi dei bambini: questa è la vita, questa è una storia di vita. Punto. Magari può rendere migliore qualche adulto. Ché i piccoli non ne hanno bisogno.

Justin Richarson – Peter Parnell – ill. Henry Cole, E con Tango siamo in tre, Edizioni Junior 2010, 32 p., euro 12.

Il gioco del silenzio

14 apr

More about Il gioco del silenzioPer molti anni, per un giorno alla settimana, Gandhi restava in assoluto silenzio. Era convinto che fosse un modo per rimettere ordine nella sua mente.

Dave rimane affascinato dalla figura di Gandhi e da questa sua abitudine al silenzio mentre sta preparando una ricerca da esporre in classe. Decide di mettere in pratica il suggerimento di Gandhi e di provare a stare in silenzio: supera la voglia di chiacchierare coi compagni, evita l’esposizione della ricerca fingendo un attacco di tosse, ma poi – in sala mensa – sbotta davanti all’inesauribile chiacchierare di Lindsey e delle sue amiche. Nel dibattito che ne nasce, dave pronuncia l’incauta frase: “… in ogni caso i maschi parlano sempre meno delle femmine”. Ecco pronta la sfida: per quarantotto ore, i maschi e le femmine della quinta elementare di quella scuola si sfideranno in una gara al silenzio. Si stabiliscono le regole e poi… poi si cerca in tutti i modi di far cadere gli avversari in trappola, di trovare scorciatoie (con versi, mugugni, rumori vari), di tentare spigazioni per gli insegnanti e la preside: i 125 alunni della quinta sono soprannominati da sempre “gli Inzittibili” e guardarli stare in silenzio per ore fa quasi venir voglia di gridare “basta!!!”. Senza contare tutti gli esperimenti che si possono fare in una scuola dove si parla per frasi di tre parole soltanto…


Andrew Clements, Il gioco del silenzio (trad. di Serena Piazza), Rizzoli, 159 p., euro 11.

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