Avere una meta è come avere un paio di ali.
La prima volta che ho letto questo libro era notte, era estate e il libro era in francese. Ho cominciato a leggerlo nel silenzio increndibile di una notte di montagna e non ho smesso finché non sono arrivata all’ultima pagina. Ho avuto la forte tentazione, più volte lungo la lettura, di svegliare qualcuno per dire: “Ascolta” e leggergliene un pezzo ad alta voce. La stessa sensazione che ho provato qualche mese dopo con “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini. Perché anche questo è un libro magico. Un libro che usa la leggerezza come tutti dovremmo imparare a usarla nella vita, per i momenti lievi e per quelli pesanti. Blaise Fortune, orfano francese salvato durante un attentato terroristico in Caucaso negli anni Novanta quando era in fasce, è lieve come un fiocco di neve, come lo sanno essere i bambini per i quali nulla è impossibile. A sette anni intraprende insieme a Gayla, la sua salvatrice, la donna a cui la madre lo ha affidato tra le fiamme dell’attentato, un viaggio verso la Francia per ritrovare la sua famiglia. Un viaggio da pagina 78 a pagina 16 del suo atlante verde, un viaggio dal Caucaso fino a Mont-Saint-Michel. Un viaggio per scoprire la verità e la bellissima storia che l’amore di Gayla gli ha cucito addosso.
Dormi adesso, piccolo miracolo. Domani, la vita sarà migliore.
Anne-Laure Bondoux, Figlio della fortuna (trad. di Francesca Capelli), San Paolo 2010, 203 p., euro 15.

Dopo i primi due volumi usciti nel 2006 e nel 2008, esce il terzo volume di Ma che musica!, raccolta di brani di musica classica e jazz da ascoltare e da guardare, dedicati alla fascia da 0 a 6 anni. Ancora una volta le e

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