Bambini nel bosco

1 mar

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La mattina dopo, Orla aveva un’altra cosa da chiedere. Era stata una bambina taciturna. Ma questo era prima, quando erano tutti diversi, o uguali, come diceva Hana. Adesso sembrava che non chiudesse mai la bocca. Tom alzò gli occhi all’Aster: che cosa si sarebbe inventata questa volta? “Ma noi di chi siamo?”

Dopo lo scoppio della bomba, quando il mondo è finito sottosopra, dopo il mutamento del paesaggio e dell’ordine terrestre, si cerca di tornare a una forma di normalità (nell’ordine costituito come nella ripresa della produzione di cioccolato). I bambini rimasti sono raccolti alla Base, un campo dove vengono divisi in Grumi, piccoli gruppi che vivono accampati in Gusci, sono controllati da telecamere, prendono ogni sera una medicina speciale che scioglie i pensieri. I ragazzini sono Avanzi (quelli sopravvissuti, che hanno perso i genitori che a volte tornano a cercarli, quelli che hanno ancora dei Cocci-ricordi della vita precedente) e Dischiusi (i “bambini del frigorifero”, nati dalle cellule conservate e pertanto senza alcun ricordo né conoscenza del mondo). Alla Base si obbedisce a regole severe dettate dal duro Grimo: non ci si può allontanare, non si deve andare nel bosco, non si possono avere segreti. Ma quando il Grumo capitanato da Hana scopre che uno di loro, Tom, custodisce un segreto improvvisamente tutto cambia: Tom ha trovato un libro in una valigia persa al limitare del bosco, un libro di fiabe, ed essendo un Avanzo Tom sa leggere. Ascoltando quelle storie, ascoltando di boschi, di mamme e papà, di principesse, di case, di focolari, di cibo fantastico, grazie alla magia e al potere della narrazione, si fa strada nei ragazzi una nuova idea: provare ad allontanarsi, ad addentrarsi nel bosco, per avere una vita tutta loro. Una sfida non solo a Grimo e ai guardiani della Base, ma anche a stessi: la sfida di ritrovare la memoria, di provare a ricordare per gli Avanzi e la sfida di spiegare e insegnare ai Dischiusi tutte le parole e i concetti che non hanno mai conosciuto. Tutto sotto il controllo di uno dei sorveglianti che monitorandoli cerca di favorire la loro fuga.

Un romanzo sospeso, non solo nel tempo, ma anche in una bolla che sta tra la realtà della Base e la magia delle storie del libro. Un romanzo che dice della capacità di ricordare, della necessità dell’ascolto, del potere della memoria e della speranza, dell’importanza di avere parole, dell’essere insieme anche se non si sa dove si sta andando.

… perché tutti hanno bisogno di un senso, e a chi non ce l’ha o non lo trova da solo bisogna darlo, se si vuole stare bene insieme.

Un romanzo che rende fieri della letteratura per ragazzi italiana.

Beatrice Masini, Bambini nel bosco, Fanucci 2010, 200 p., euro 14.

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2 Risposte to “Bambini nel bosco”

  1. Caterina venerdì, 16 aprile 2010 at 09:07 #

    “Bambini nel bosco” è tra i finalisti del Premio Strega 2010 http://www.strega.it/news.php?codice=60

Trackbacks/Pingbacks

  1. Cuori di carta « Le letture di Biblioragazzi - lunedì, 6 agosto 2012

    [...] che cancella i ricordi (non vi ricorda quella che prendevano Tom, Hana e gli altri bambini in Bambini nel bosco?). Cosa nasconde il deposito? Qual è la vera natura del progetto che coinvolge gli [...]

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