Per Ambrose Bukowski è facile fare collezione di tappi di bottiglia: ne trova tantissimi perché quando cammina guarda sempre per terra. Guarda a terra per non farsi notare, per passare ancora più inosservato di quanto già non sia, perché spera che i tre bulli della scuola la smettano di prenderlo in giro per le sue Ike (“si legge come Nike, senza la N”), di picchiarlo, di mettergli le noccioline dentro il panino. Ambrose è allergico alle noccioline e un po’ anche alla vita, da cui la sua mamma iperprotettiva cerca sempre di metterlo in guardia. Quando l’ennesima bravata dei bulli manda Ambrose all’ospedale e rivela tutto il castello di bugie che lui ha costruito, non resta che una scelta: studiare a casa, per corrispondenza. Nelle lunghe ore passate da solo Ambrose ha più tempo per osservare i vicini di casa e il loro figlio Cosmo, appena uscito di prigione. Un poco di buono, direbbe la mamma. Uno che cerca di star fuori dai guai, direbbe Ambrose. La cosa più simile ad un amico che lui abbia mai avuto.
Ambrose, come Cosmo, è un patito del gioco di Scarabeo e fa dei tornei ufficiali. Si esercita con le parole ed è un buon lettore: seguite i suoi consigli di lettura! Qui invece potete leggere un’intervista all’autrice a proposito di questo libro e sul suo lavoro di sceneggiatrice televisiva.
Susin Nielsen, Lo sfigato (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli oltre 2009, p. 251, euro 14,50.

