Inserito da: Caterina | Lunedì, 18 Maggio 2009

Mi chiamo Blidfinn ma puoi chiamarmi Bobo

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Poi all’improvviso Blidfinn, in un istante di grazia, lasciò da parte tutti quei pensieri tremendi e complicati e si concesse di essere piccolo e incapace.

Blidfinn è un essere alato, fragile, solitario, che vive  nel suo piccolo mondo ai margini di un bosco, dove un giorno compare… un bambino! E quel bambino che lo chiama Bobo e con cui lui condivide tutto ad un certo punto sparisce. Il Sapiente spiega che è quanto succede ai bambini, ma lui decide di mettere da parte la paura e andarlo a cercare. Anche se non sa cosa significa fare un viaggio, mette in una sacca alcune cose essenziali (un coltello ereditato dal nonno, un paio di calzini di lana di una misura più grandi, la ricetta delle frittelle di riso, una lente, la bambola Strapupazza, alcune stranoci coltivate in casa e il Libro, antico e mai aperto) e parte insieme al suo amico Minimo. Farà un viaggio straordinario di molti molti anni, dove incontrerà il mondo da cui aveva cercato di tenersi alla larga, esseri pericolosi, amici, un amore. Un mondo fantastico, un modo lieve e profondo insieme per parlare della vita e della morte, del tempo, della vecchiaia, dell’amicizia. Un modo tipicamente nordico, forse a noi sconosciuto, per dire con levità di certi argomenti anche ai più piccoli. Come parlare di due genitori sotto un tumulo o dell’Ur, che permea, protegge, da forza. Fate attenzione ai nomi propri dei personaggi che si incontrano e dei luoghi: sono fantastici! (e senza dubbio resi bene dalla traduttrice).

Questo libro è il primo di una quadrilogia di Blidfinn che ha conquistato numerosi premi.  Thorsteinsson, artista visuale, autore di testi per i teatro e la televisione, è stato ospite della rassegna Minimondi, dove è stato intervistato da Matteo Baldi per RadioAlt: qui potete ascoltare l’intervista, in cui sottolinea che non scrive rivolgendosi a un pubblico di bambini, ma per tutto ciò che noi siamo contemporaneamente: bambini, adolescenti, adulti e come ognuno ha bisogno di avere accesso a una visione bambina delle cose per poter fare tutto. Ricordiamocelo…

Thorwaldur Thorsteinsson – ill. di Serena Riglietti, Mi chiamo Blidfinn ma puoi chiamarmi Bobo (trad. di Silvia Cosimini), Salani 2009, Gl’Istrici, 122 p., euro 8.


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