Quando “mai giudicare dall’aspetto esteriore”… l’involucro esterno di questo libro non ci diceva gran che, invece la storia ci ha conquistati, tanto più che è proponibile a quei ragazzi di 8-9 anni per cui spesso si fa fatica a trovare qualche buon libro. Pennino vive a Semprefreddo, un paese – potete immaginare – dove è sempre inverno, per mangiare i ghiaccioli bisogna metterli nel microonde e si parla il Brrrrrinlandese. E dove soprattutto è stata congelata qualsiasi manifestazione d’affetto: nessuno sa dare baci, abbracci, carezze e quindi, quando necessario, bisogna comprarli. Il panico si impadronisce di Pennino quando non solo arriva a casa con una bruttissima pagella, ma si rende conto che il giorno dopo è la Festa della Mamma e tutti i baci sono già stati venduti. Siccome è impensabile che la mamma non abbia i suoi preferiti baci Tenerotti, Pennino decide di intrufolarsi nella misteriosissima Fabbrica di Baci (che ci ricorda una certa Fabbrica di Cioccolato…) e rubarli. Ma l’avventura lo porterà di fronte al grande mistero della città: come funziona davvero quella fabbrica? Quale progetto ha il suo temibile proprietario? E dov’è finito il papà di Pennino? Un libro che pare scritto apposta per leggerlo ad alta voce… provate!
Nicola Brunialti – ill. di Ramon Rosanas, Pennino Finnegan e la fabbrica di Baci, Lapis 2008, p. 180, euro 12.


libro scritto in modo piacevole con buon mix di fantasia e realismo nello studio dei sentimenti di oggi ormai minati da una realta fredda e impersonale.
Da: giulia su Mercoledì, 22 Aprile 2009
alle 2:51 am
Che dire a me è piaciuta anche la copertina!!!! Poi il nome è davvero carino. Da mamma avrei preferito fosse più lungo ma per il target a cui è rivolto credo sia giusta anche la lunghezza.
Da: cristina su Venerdì, 24 Aprile 2009
alle 12:16 pm
trovo particolarmente puntuale la definizione di “libro che pare scritto apposta per leggerlo ad alta voce”, io l’ho fatto.
a parte il fascino che – ho notato – suscita nei miei giovani ascoltatori, è una storia che vorresti aver inventato tu e nel leggerla ad alta voce la vivi e ti illudi di esserne l’artefice.
Da: up su Venerdì, 24 Aprile 2009
alle 1:53 pm