Dopo un’ora di gioco, la stanza era in avanzato stato di confusione, con giochi e abiti sparsi sul pavimento e una vera baraonda in fondo al letto. Kléber andò a recuperare il fratello, accompagnato da Enzo. “Ma Simple, cosa stai facendo?” Si guardò intorno , con aria vagamente colpevole. “Faccio che casino”. (p. 35)
Quando Marie-Aude Murail ha cominciato a pensare a questo libro aveva in testa una scena: un gruppo di ragazzi e, in mezzo a loro, un ragazzo diverso, con un dono particolare, qualcosa di simile a un contatto con gli elfi, con le fate. Questo è Barnabé Maluri, ventidueanni di corpo e tre anni di cervello, un i-dio-ta come si definisce lui stesso. Di qui parte il nuovo romanzo dell’autrice di Oh, boy!, la storia di due fratelli che si trasferiscono a Parigi dove il più piccolo – Kléber, 17 anni – è stato accettato in un prestigioso liceo e dove il destino ha voluto che sia proprio il più piccolo di età a doversi occupare del più grande, affetto da un ritardo mentale. La ricerca di un appartamento, la vita comune con altri ragazzi, lo scollamento tra la realtà di Simple (semplice, il nomignolo che usa Barnabé) e il mondo che lo circonda proseguono sul filo sottile che permette di sorridere e di ridere spesso anche di ciò che in apparenza non farebbe ridere. Il tutto filtrato dagli occhi di un coniglio, il signor Pinpin (diventato il signor Migliotiglio nella traduzione italiana), un coniglio di pezza che prende vita quando è solo con Simple e che – come la tigre in Calvin & Hobbes – è prodigo di consigli e ricco di iniziativa. Kléber ha promesso al fratello di tenerlo con sé e di non rimandarlo mai più in istituto, ma ha solo diciassette anni ed è alle prese con la scuola e con il primo amore e anche i coinquilini si trovano spiazzati davanti all’arguta semplicità di Simple che svela ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma che spesso nessuno vede. Sono pagine tenere e buffe, di amicizia, amore, sentimenti, diversità. E la voce disincantata di un coniglio che spiega come va il mondo, come si cresce, come si cambia.
P.S.: Marie-Aude Murail non usa mai a caso nomi e cognomi, come dice anche la nota finale. Maluri, il cognome dei due ragazzi, è l’anagramma del suo stesso cognome e i loro nomi di battesimo sono un omaggio a due personaggi di Charles Dickens, in assoluto il suo scrittore preferito.
Marie-Aude Murail, Mio fratello Simple (trad. di Federica Angelini), Giunti 2009, 185 p., euro 10.

